FRASE CELEBRE

"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

Marco Pantani


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lunedì 17 maggio 2010

TERMINILLO : CALMA PIATTA

Era la tappa più attesa di questa prima parte del Giro e paradossalmente è stata la più calma, probabilmente anche a causa dello sforzo di ieri. Così nessuna sorpresa e poche emozioni sul Terminillo dove i Big si sono studiati arrivando al traguardo tenendosi per mano. La nebbia che aspetta al traguardo i corridori fa così calare il sipario su una tappa che doveva dire molto e invece per come è stata interpretata e per le fatiche di ieri è stata più una frazione di assestamento. Per oggi bandiera bianca quindi e nessun attacco alla maglia rosa, ma i più grandi predatori prima di attaccare la loro preda la studiano, cercando di capirne abitudini e debolezze, per poi scagliare l'attacco letale sul terreno più adatto.
LA TAPPA. Primi km tranquilli, nessuno ha voglia di spendere energie inutilmente. Lo sterrato ha lasciato il segno lo si vede dalle gambe ma soprattutto dalle faccie dei corridori. L'Astana controlla la corsa fino al primo GPM dove si involano una quindicina di fuggitivi. Tra di loro corridori pericolosi e assetati di vittoria come i francesi Vockler e Moncoutie, Stortoni giovane della CSF, Petrov della Katyusha, Cummings del team Sky, Sarmiento e Johann Tschopp. Ciclisti comunque tutti lontani almento un quarto d'ora in classifica a cui viene accordata licenza per attaccare. Vantaggio che si mantiene sempre tra i 2 e i 3 minuti. Il gruppo maglia rosa dietro tiene i fuggitivi di giornata a bagno Maria e per un buon tratto si mettono davanti i ragazzi della Lampre; segno evidente che Cunego sta bene e sul Terminillo vuole provare a fare centro. La squadra italiana trova però poca collaborazione infatti l'Astana e le altre squadre sembrano non avere interesse a riprendere la fuga. Così i fuggitivi iniziano il Terminillo a 16km dall'arrivo con 2 minuti e mezzo di vantaggio sul gruppo. Iniziata la salita la squadra kazaka fa l'andatura e tutti i Big restano delle prime posizioni a marcare la maglia rosa di Vino. Davanti intanto esplode la Bagarre con vari scatti. Quello decisivo avviene a 8km dall'arrivo: il 25enne marchigiano Stortoni si invola in cerca di gloria. L'attacco è deciso, di quelli che fanno male e solo Sorensen della Saxo raschia il barile e lo va a riprendere, mentre gli altri fuggitivi rimangono sulle gambe e tentano di salvarsi mantenendo il proprio ritmo. Nel gruppo maglia rosa si sale a ritmo alto, ma i Big si studiano. E' evidente che un pò per paura (in fondo è il primo test in salita per tutti) e un pò per le fatiche di ieri non se la sentono di andare all-in. Scarponi però sembra pimpante e mette il gregario Serpa a fare il rimo. Alto chiaramente. Poca roba per i Big che tengono al ruota agilmete, mentre il gruppo inizia a scremarsi. Quando Serpa da gli ultimi colpi e poi si toglie esausto ci prova Scarponi, ma non con convinzione così Basso ricuce e via via tutti gli altri. si forma così il gruppo maglia rosa comprendente oltre a Vinokourov: Scarponi, Evans, Basso, Nibali, Garzelli, Cunego, Gadret e Tondo Volpini. Degli uomini di classifica si staccano Sastre, Gerdemann, Karpets, Millar e Wiggins, ma non erano certo i più attesi. Tra i più attivi Cunego, Scarponi e Garzelli mentre Vino, Evans e i Liquigas controllano apparentemente senza difficoltà. Talvolta dopo un breve scatto si fermano e incrociano i loro sguardi, solo per qualche secondo, ma tanto basta per capire la condizione del rivale. L'unico interessato a voler vincere la tappa sembra Cunego, ma finisce anche lui per cadere nel gioco temporeggiatore degli uomini di classifica, o forse chissà anche a lui va bene così e ha capito che oggi, come dicono nell'ambiente: "si è imbarcata male". Intanto Sorensen la davanti saluta Stortoni e conquista il Terminillo tenendo duro fino alla fine.... ancora una volta la vittoria di tappa è cosa straniera. Il 25enne italiano si accontenta della seconda piazza e del titolo morale di "sorpresa di giornata". Chiude il podio Tondo Volpini mentre medaglia di legno per il fuggitivo della prima ora Petrov e quinto posto per Gadret. Arrivano i Big e allo sprint Cunego anticipa gli altri che gli arrivano comunque alle costole...tutti a 56". Tra gli altri pezzi grossi Wiggins perde ma non affonda chiudendo a 1'22" così come Porte che si scopre tenere anche in salita (occhio a questo ragazzo), Pinotti chiude a 1'33", mentre Karpets e Sastre a 2'. Affondano Gerdemann, Millar e Simoni, il quale appare ancora fuori forma. Tutto nelle previsioni però; primo arrivo in salita atipico al Giro...così come la tappa di ieri sullo sterrato .
SI ATTACCA SUI MEDIA. Gli attacchi non arrivati sul Terminillo vengono scagliati però sui media. La maglia rosa al traguardo ha le idee chiare: "Ho tenuto d’occhio solo Evans perché è quello più vicino in classifica. - ha detto Vino- In generale temo solo lui. I Liquigas? Nibali ha provato ad attaccarmi troppo presto, e solo per un chilometro, così non puoi fare la differenza...". Ivan Basso però è rinfrancato dal primo test in salita: "Sul Terminillo abbiamo capito una cosa importante: sia io, sia Vincenzo abbiamo le gambe per giocarci il Giro con i migliori. Ora ci sono solo due corridori davanti a noi, la scalata procede". Vino è avvertito.
RISPOSTE. E' vero non abbiamo avuto le emozioni e le risposte che tutti ci attendavamo, ma dopo la tappa eroica ed imprevedibile di ieri è comprensibile. Eppure anche senza grosse sorprese il Terminillo ha assestato la classifica che molto probabilmete rimarra tale fino allo Zoncolan. Vino in rosa, Evans scalpita a 1'12" mentre Nibali 3° e Basso 4° promettono attacchi per continuare la scalata dopo la caduta nella tappa di Montalcino. Più indietro e con il coltello tra i denti Garzelli e Scarponi. Ora la situazione sembra più chiara: il Terminillo ci ha consegnato la sceneggiatura, ora si va in scena........

2 commenti:

filippo ha detto...

secondo me più che le fatiche di ieri, ha fatto gioco la salita, estremamente pedalabile, stile tour, dove si sta bene a ruota, e per fare la differenza ci voleva un rapporto bestiale. Sinceramente vedo bene Evans e Vinokourov, mentre i Liquigas, per un motivo o per l'altro, si spartiranno il terzo posto. Il nuovo Basso, quello post operacion puerto, corre sempre sulla difensiva, non si stacca ma neanche attacca, o meglio ci prova, ma non ha i numeri per fare la differenza. quasi 2' di distacco mi sembrano troppi sinceramente..

Jeeper ha detto...

Si hai ragione la salita era pedalabile, niente di impossibile...però gli altri anni faceva più selezione. Evans e Vino ora sono i più in forma non c' è dubbio, ma la terza settimana è bestiale e non so se Vino reggerà...ed Evans manterrà sempre questa forma che ha fin da aprile? Io mi auguro che i due Liquigas attacchino per provare a vincere...Basso non brilla però è la e senza la caduta sarebbe stato davanti. Vedremo se la sua condizione crescerà...