FRASE CELEBRE

"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

Marco Pantani


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giovedì 14 aprile 2011

Altra Classica, altro outsider, la Parigi-Roubaix a Van Summeren

Una corsa d'altri tempi, come sempre si è rivelata, l'infernale Parigi-Roubaix. Al termine del viaggio all'inferno, con punto d'approdo al velodromo di Roubaix, a trionfare è stato un atleta di casa: il belga Johan Van Summeren (30-Garmin Cervelo) al suo quarto successo in carriera, ultimo dei quali una tappa e la classifica finale del Giro della Polonia 2007.
Dopo la Milano-Sanremo a Matthews Goss, il Giro delle Fiandre a Nick Nuyens, anche la terza delle 5 Classiche definite "Monumento" è preda di un corridore mediocre, non considerabile come outsider per la vittoria finale ma nemmeno un gregario di basso spessore. Già, perchè arrivare a vincere una corsa del genere non può essere una casualità. Van Summeren si è trovato al posto giusto nel momento opportuno, sfruttando la bagarre e il gioco d'attesa dei big alle sue spalle, staccando i propri compagni di fuga e resistendo nel finale al ritorno di "Spartacus" Cancellara, ottenendo così il privilegio di giungere in solitaria ed esultare a braccia alzate.
Ma facciamo un passo indietro e cominciano a raccontare dal passaggio-chiave della corsa, attraverso il tratto di pavè della foresta di Arenberg. Lì ad 86 km dal traguardo si infrange il duello più atteso di giornata, tra i due plurivincitori della Roubaix presenti nel gruppo: Fabian Cancellara e Tom Boonen.

martedì 29 marzo 2011

Boonen risponde presente per le Classiche del Nord

Tom Boonen dimostra di essere in ottima condizione e con un giorno di differita, risponde per le rime alla vittoria di Fabian Cancellara nel Gp di Harelbeke, con uno strepitoso sprint che gli regala la vittoria alla Gand Wevelgem.
Il belga della Quick Step colse proprio in questa gara, nel lontano 2004, la sua prima consacrazione come corridore vincente nelle gare di un giorno, le cosidette classiche. Lo stesso corridore ricorda scherzosamente quella fase della sua carriera: "Allora ero un corridore che poteva puntare alle corse del mercoledì (vedi stessa Gand Wevelgem, ndr). Ho dovuto aspettare che si ritirasse un certo Museeuw per poter puntare a quelle della domenica" è il commento ironico del 31 corridore belga che annovera nel suo palmares la vittoria di ben 2 Giri delle Fiandre e 3 Parigi-Roubaix.