FRASE CELEBRE

"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

Marco Pantani


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giovedì 30 settembre 2010

Mondiali Melbourne 2010. Poker di Cancellara; La locomotiva d'oro

Tutto secondo copione. Fabian Cancellara ha vinto la medaglia d'oro nella  prova a cronometro dei mondiali di Melbourne, entrando nella storia per il quarto successo di specialità, dopo le vittorie del 2006, 2007 e 2009. Mai nessuno aveva fatto tanto. La locomotiva di Berna è arrivato quindi puntuale come un orologio svizzero all'appuntamento con la storia, annichilendo i propri avversari lungo i 48,5 km del percorso. E' stato l'unico a concludere in meno di 59 minuti: 58'e09" per la precisione. 
Cancellara è partito con calma nella prima parte, tanto che al primo intermedio perdeva 11" dal britannico Millar. Da li in poi però la locomotiva ha iniziato a macinare chilometri ad un ritmo impressionante, tanto che sul traguardo ha anticipato David Millar di 1'02" e Tony Martin di 1'12". Proprio il tedesco, autore di una buona prova, ha da recriminare e da imprecare contro la sfortuna che oggi con una foratura gli ha fatto perdere la medaglia d'argento. Nulla da fare per la coppia australina Porte-Rogers che hanno disputato comunque un'ottima prova classfificandosi 4° e 5° e lotando per le medaglie d'argento e di bronzo. Non per quella d'oro, poichè Iron Man viaggia su altri ritmi.
 La sua velocità, il suo ritmo ed il suo passo a cronometro sono impressionanti e senza dubbio si può parlare di uno dei più forti atleti della storia in questa specialità. Cancellara è uno che di cronometri se ne intende, da buon svizzero sembra avere la capacità di convivere con il tempo e di plasmarlo a bordo della sua bicicletta, oltre ad avere la virtù della puntualità. Ritmo, testa e gambe: ecco la ricetta infallibile della locomotiva d'oro: uno che non fa mai tardi.
Ora per l'uomo del tempo si prospetta una nuova sfida: vincere anche la prova in linea di domenica. Impresa proibitiva, visto che nessuno prima ha mai vinto entrambe le prove ad un mondiale, ma se sei re del tempo puoi tentare l'impresa.


Ordine d'arrivo.
1 CANCELLARA Fabian SUI 00:58:09
2 MILLAR David GBR 00:01:02
3 MARTIN Tony GER 00:01:12
4 PORTE Richie AUS 00:01:19
5 ROGERS Michael AUS 00:02:25
6 MOERENHOUT Koos NED 00:02:40
7 SANCHEZ GIL Luis Leon ESP 00:02:44
8 ZABRISKIE David USA 00:02:51
9 BODNAR Maciej POL 00:03:00
10 LARSSON Gustav swe 00:03:01
11 GRABSCH Bert GER 00:03:06
12 KONOVALOVAS Ignatas LTU 00:03:07
13 GUSEV Vladimir RUS 00:03:27
14 OYARZUN Carlos CHI 00:03:30
15 VOGONDY Nicolas FRA 00:03:39
16 GRIVKO Andriy UKR 00:03:40
17 GUTIERREZ PALACIOS José Ivan ESP 00:03:42
18 RASMUSSEN Alex DEN 00:03:45
19 CHAVANEL Sylvain FRA 00:04:00
20 BRAJKOVIC Janez SLO 00:04:04

Melbourne 2010. Presentazione prova a cronometro Elite









Giovedì 30 settembre entrano in scena gli Elite, con la cronometro individuale che assegnerà il titolo mondiale di specialità. Il percorso è molti impegnativo e selettivo: misura 45.8 km e presenta due strappi che arrivano a superare il 10% di pendenza. Quindi non il solito profilo stile "tavola da surf" tipico di molte cronometro così lunghe, bensì un tracciato insidioso con numerosi saliscendi e cambi di ritmo: in cui serviranno non solo le gambe buone viste le due salite presenti, ma anche e soprattutto la testa per gestire uno sforzo intenso e prolungato.  Come se non bastasse il forte vento, tipico di queste zone Australiane, potrebbe influenzare la prova degli atleti.
Tutte queste variabili sono state più o meno calcolate per rendere la corsa quanto meno non scontata, visto la presenza di Fabian Cancellara: vero e proprio Iron Man delle cronometro. Lo svizzero dopo i successi iridati di 2006, 2007 e 2009 è alla ricerca dello storico poker prima di concentrarsi nella prova in linea di domenica. Il suo successo non è però così scontato. La locomotica svizzera è certamenete favoritissima, ma il percorso atipico per una cronometro e la sua forma apparentemente non ottimale potrebbero rendere la prova più interessante delle ultime edizioni. Inoltre la concorrenza è tosta, a partire dai padroni di casa australiani Richie Porte e Michael Rogers. Il primo  è un giovane galvanizzato dalla prima partecipazione alla corsa iridata e dal suo indiscusso talento naturale, il secondo è un veterano  tre volte campione del mondo di specialità (2003, 2004, 2005) alla ricerca della "vendetta" sullo svizzero che lo ha detronizzato. Agguerriti anche i tedeschi che presentano Tony Martin e Bert Grabsch (campione 2008), anche qui stesso copione: la promessa e il veterano. Attenzione poi a Larsson, Peter Velits, Millar, Luis Leon Sanchez e Zabriskie. Purtroppo nessun azzurro prenderà il via dopo il forfait di Pinotti per problemi di salute. Questo dato dovrebbe fare riflettere la federazione sulla netta inferiorità del nostro paese in questa disciplina. Ci si augura comunque che  il fatto di non presentare alcun atleta alla crono per preservarli per domenica, giovi poi nella gara in linea.

Favoriti? Cerchiamo di non essere banali e azzardiamo Porte o Larsson, con maggiori probabilità per lo svedese. Uno dei due...se non vince Cancellara...ovviamente.

Ordine di partenza. I corridori partiranno a 2 minuti di distanza uno dall'altro. Tra l'ultimo di un gruppo e il primo dell'altro raggruppamento ci sarà una pausa di 40 minuti.

Gruppo 1
43 James Weekes (Saint Kitts and Nevis) 13:00:00
42 Andrey Zeits (Kazakhstan) 13:02:00
41 Gordon Mccauley (New Zealand) 13:04:00
40 Jaroslaw Marycz (Poland) 13:06:00
39 Martin Velits (Slovakia) 13:08:00
38 Jay Robert Thomson (South Africa) 13:10:00
37 Tanel Kangert (Estonia) 13:12:00
36 Esad Hasanovic (Serbia) 13:14:00
35 José Ivan Gutierrez Palacios (Spain) 13:16:00
34 Jose Rodolfo Serpa Perez (Colombia) 13:18:00
33 Michael Morkov (Denmark) 13:20:00

Gruppo 2
32 Reginald Douglas (Saint Kitts and Nevis) 14:00:00
31 Jack Bauer (New Zealand) 14:02:00
30 Dmitriy Fofonov (Kazakhstan) 14:04:00
29 Vladimir Gusev (Russian Federation) 14:06:00
28 Raivis Belohvosciks (Latvia) 14:08:00
27 David Mccann (Ireland) 14:10:00
26 Maciej Bodnar (Poland) 14:12:00
25 Andriy Grivko (Ukraine) 14:14:00
24 Jos Van Emden (Netherlands) 14:16:00
23 Matias Medici (Argentina) 14:18:00
22 Sylvain Chavanel (France) 14:20:00

Gruppo 3
21 Carlos Oyarzun (Chile) 15:00:00
20 Artem Ovechkin (Russian Federation) 15:02:00
19 Alex Rasmussen (Denmark) 15:04:00
18 Tejay Van Garderen (United States Of America) 15:06:00
17 Peter Velits (Slovakia) 15:08:00
16 Dominique Cornu (Belgium) 15:10:00
15 Nicolas Vogondy (France) 15:12:00
14 Kanstantin Siutsou (Belarus) 15:14:00
13 Ignatas Konovalovas (Lithuania) 15:16:00
12 Luis Leon Sanchez Gil (Spain) 15:18:00
11 Michael Rogers (Australia) 15:20:00

Gruppo 4
10 Bert Grabsch (Germany) 16:00:00
9 Koos Moerenhout (Netherlands) 16:02:00
8 David Zabriskie (United States Of America) 16:04:00
7 Svein Tuft (Canada) 16:06:00
6 Janez Brajkovic (Slovenia) 16:08:00
5 David Millar (Great Britain) 16:10:00
4 Gustav Larsson (Sweden) 16:12:00
3 Tony Martin (Germany) 16:14:00
2 Richie Porte (Australia) 16:16:00
1 Fabian Cancellara (Switzerland) 16:18:0

Mondiale Melbourne 2010: Le nazioni e i corridori al via

Ci siamo. Ancora pochi giorni e poi ci sveglieremo nel cuore della notte per tifare gli azzurri che si giocheranno l'iride dall'altra parte del mondo; in Australia. A Melbourne ci saranno al via 178 corridori: provenienti dalle più disparate nazioni del mondo. In base al Ranking UCI stilato dopo il 15 agosto 2010, è stato ufficializzato il numero di corridori al via per ogni squadra. Le prime dieci nazioni del Ranking avranno 9 corridori al via, le altre vanno da un massimo di 7 fino ad un minimo di un solo atleta alla partenza; sempre tenendo conto della classifica UCI per nazioni, stilata in base ai piazzamenti dei vari corridori durante la stagione. Se sulla carta la nazionale spagnola sembra, anche quest'anno, quella con più frecce al proprio arco (Freire, S.Sanchez e L.L Sanchez), non vanno sottovalutati: il Belgio del favoritissimo Gilbert, l'Australia del campione in carica Evans, la Svizzera di Iron Man Cancellara, e altre nazioni con squadre piccole ma di valore come la Norvegia che schiera Boasson Hagen e Hushovd. In primo piano anche la nostra Italia, da sempre abituata ad essere protagonista, nazione dall'ineguagliabile storia ciclistica alle spalle che la rende sempre una formazione di enorme blasone. Quest'anno il ct Bettini sembra puntare tutto su Filippo Pozzato, con un Vincenzo Nibali, fresca maglia rossa alla Vuelta, pronto a stupire di nuovo.

Di seguito l'elenco dei corridori al via, salvo decisioni dell'ultimo minuto. In grassetto trovate quelli che dovrebbero essere i capitani o comunque gli uomini da tenere d'occhio. Da tener presente però, che al mondiale l'exploit del corridore in forma è sempre dietro l'angolo.



Italia (9 posti)
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Filippo Pozzato, Marzio Bruseghin, Francesco Gavazzi, Daniel Oss, Vincenzo Nibali, Luca Paolini, Matteo Tosatto, Enrico Gasparotto, Giovanni Visconti

Australia (9 posti)
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Baden Cooke, Allan Davis, Cadel Evans, Simon Gerrans, Matthew Goss, Mathew Hayman, Stuart O'Grady, Michael Rogers, Wesley Sulzberger

Belgio (9 posti)
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Philippe Gilbert, Mario Aerts, Jan Bakelandts, Leif Hoste, Kevin De Weert, Björn Leukemans, Jürgen Roelandts, Greg Van Avermaet, Frederik Willems

Germania (9 posti)
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André Greipel, Tony Martin, Marcel Sieberg, Bert Grabsch, Christian Knees, Fabian Wegmann, Danilo Hondo, Dominic Klemme, Paul Martens

Olanda (9 posti)
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Karsten Kroon, Koos Moerenhout, Jos van Emden, Lars Boom, Sebastian Langeveld, Niki Terpstra, Wouter Poels, Koen de Kort, Steven Kruijswijk

Russia (9 posti)
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Alexander Kolobnev, Vladimir Karpets, Vladimir Gusev, Pavel Brutt, Egor Silin, Eduard Vorganov, Arten Ovechkin, Alexander Porsev, Yury Trofimov

Spagna (9 posti)
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Óscar Freire, Carlos Barredo, Imanol Erviti, Luis León Sánchez, Francisco José Ventoso, Samuel Sánchez, Juan Manuel Gárate, Rubén Plaza, Haimar Zubeldia

Stati Uniti (9 posti)
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Tyler Farrar, Ted King, Craig Lewis, Jason McCartney, Danny Pate, Tom Peterson, Christian Vande Velde, Tejay Van Garderen, David Zabriskie

Svizzera (7 posti)
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Michael Albasini, Fabian Cancellara, Martin Elmiger, Steve Morabito, Gregory Rast, Danilo Wyss, Martin Kohler

Francia (7 posti)
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Sylvain Chavanel, Yoann Offredo, Anthony Geslin, Romain Feillu, William Bonnet, Cycril Gautier, Sébastien Hinault

Slovenia (7 posti)
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Janez Brajkovic, Grega Bole, Simon Spilak, Gorazd Stangelj, Kristijan Koren, Jure Kocjan, Borut Bozic

Danimarca (6 posti)
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Matti Breschel, Anders Lund, Chris Anker Sørensen, Alex Rasmussen, Lars Ytting Bak, Michael Mørkøv

Polonia (6 posti)
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Maciej Bodnar, Michal Golas, Barotsz Huzarski, Jaroslaw Marycz, Marcin Sapa, Przemyslaw Niemiec

Kazakistan (5 posti)
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Assan Bazayev, Dimytry Fofonov, Maxim Iglinsky, Alexander Dyachenko, Sergey Renev

Portogallo (5 posti)
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Manuel Cardoso, Samuel Caldeira, Hernâni Brôco, André Cardoso, José Mendes

Ucraina (5 posti)
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Andriy Grivko, Yuri Metlushenko, Denis Kostyuk, Oleksandr Kvachuk, Oleksandr Sheydykh

Lussemburgo (3 posti)
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Fränk Schleck, Laurent Didier, Ben Gastauer

Argentina (3 posti)
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Juan Josè Haedo, Lucas Sebastian Haedo, Matias Medici


Gran Bretagna (3 posti)
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Mark Cavendish, Jeremy Hunt, David Millar

Irlanda (3 posti)
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Nicolas Roche, David McCann, Matthew Brammeier

Norvegia (3 posti)
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Thor Hushovd, Edvald Boasson Hagen, Alexander Kristoff

Slovacchia (3 posti)
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Peter Velits, Peter Sagan, Martin Velits



Austria
Bernhard Eisel, Peter Wrolich

Bielorussia
Kanstantin Siutsou
Yahueni Hutarovich

Brasile
Murilo Fischer

Canada
Svein Tuft
Christian Meyer
Dominique Rollin

Cile
Carlos Oyarzun

Colombia
José Serpa Pérez
Diego Tamayo

Croazia
Matija Kvasina
Hrvoje Miholjevic
Radoslav Rogina

Estonia
Kalle Kriit
Tanel Kangert
Silver Schultz

Giappone
Yukiya Arashiro
Fumiyuki Beppu
Yukihiro Doi

Lituania
Ignatas Konovalovas

Marocco
Arieda Aarbia
Tarik Chaoufi
Med Said El Ammoury
Adil Jelloul
Mohssine Lahsaini
Abdelati Saadoune

Nuova Zelanda
Julian Dean
Greg Henderson
Hayden Roulston


Repubblica Ceca
Peter Bencik
Leopold Konig

Serbia
Zolt Der
Esad Hasanovic

Sudafrica
Jay Thompson
Daryl Impey
Darren Lill

Svezia
Gustav Larsson
Jonas Ljungblad

Venezuela
Carlos Ochoa
Jackson Rodríguez

mercoledì 29 settembre 2010

Presentazione percorso uomini Elite Melbourne 2010

DA MELBOURNE A GEELONG (85 KM)









CIRCUITO CITTADINO GEELONG (16KM)


I mondiali di ciclismo sbarcano per la prima volta nell'Emisfero Sud approdando nella terra del campione iridato Cadel Evans: l'Australia. Rispetto alle ultime edizioni l'evento è stato posticipato di una settimana, le gare si terranno infatti dal 29 settembre al 3 ottobre. Questo perchè, a causa delle stagioni invertite, in Australia è appena iniziata la primavera e il clima, almeno per il momento, è piuttosto rigido e ventoso. Una variabile, quella del tempo che potrebbe influenzare più di qualcuno vista anche la vicinanza del percorso con l'Oceano Pacifico. La prova in linea dei professionisti si disputerà domenica (arrivo previsto per le 8:30 italiane) e si articolerà per 260 km da Melbourne a Geelong, dove sarà affrontato un circuito cittadino di 16 km da ripetere 11 volte. Una novità quella del tratto da percorrere in avvicinamento al circuito, che sarà proposta per la prima volta ai Mondiali dopo l'esperimento di Pechino 2008, dove i ciclisti, partiti dalla città Celeste, transitarono in prossimità della Grande Muraglia. La partenza della gara sarà data nel cuore di Melbourne, con raduno in Federation Square e “chilometro 0” nei pressi dell’Albert Park, sede del GP d’Australia di Formula 1. La marcia d’avvicinamento al circuito iridato sarà velocissima visto che non sono previsti ostacoli altimetrici, a eccezione dello strappetto del Westgate Bridge e si percorreranno anche tratti d'autostrada. In questo tratto ci potrebbero essere sorprese causate dal vento quindi sarà fondamentale per i capitani correre nelle prime posizioni evitando così inutili sforzi per recuperare terreno. Arrivati a Geelong, dopo 5 km dall'inizio del circuito sarà previsto il tratto più duro: un muro di 800 metri con pendenza media del 9,2% e massima del 18% al termine del quale sarà affrontata una discesa più dolce lunga quasi 2 km. Finita la discesa la strada tornerà a salire bruscamente con un nuovo strappo secco di 300 metri dalla pendenza media dell'8,3% con un picco del 13%. le asperità sono finite qui? Macchè, dopo 5 km per lo più pianeggianti il rettilineo finale è una vera e propria trappola per velocisti che potrebbero pagare sopratutto negli ultimi 200 metri quando le pendenze saranno intorno al 6%. Un percorso quindi difficile da interpretare vista la variabile ventagli e la presenza di strappi duri che dovrebbero facilitare dunque atleti da classiche del Nord. E' il parere anche del CT Paolo Bettini il quale ha le idee chiare: per me il percorso è duro come quello del mondiale di Mendrisio 2009 -dice il Grillo- e ogni giorno che passa si rafforza in me questa certezza. Certo poi che se faremo gara dura dall'inizio sarà tanto di guadagnato.” Attenzione dunque a chi pensava che il percorso per lo più pianeggiante potesse consentire un arrivo in volata. Il terreno per fare la differenza c'è e non dovremo stupirci se ad arrivare a giocarsi la maglia iridata fosse un drappello ristretto di atleti...

Qui di seguito elenchiamo le gare previste nel programma mondiale:
Mercoledì 29 settembre: Uomini under 23, CRONO (31,8 km),
Donne Elite CRONO (22,7 km)
Giovedì 30 settembre: Uomini Elite CRONO (45,400)
Venerdì 1 ottobre: Uomini under 23, PROVA IN LINEA (159 km)
Sabato 2 ottobre: Donne Elite, PROVA IN LINEA (127,7 km)
Domenica 3 ottobre: Uomini Elite, PROVA IN LINEA (259,9 km)

Le pagelle della Vuelta: Top e Flop della corsa spagnola



VINCENZO NIBALI (LIQUIGAS): 8,5. Al primo esame da capitano unico lo Squalo non tradisce le attese centrando uno storico successo in terra straniera 12 anni dopo il Tour di Marco Pantani. Una vittoria quella di Vincenzo frutto di una eccellente condizione mostrata sopratutto nella prima parte di questa Vuelta. Dopo una grande crono squadre Nibali si è piazzato secondo anche a Valdepenas e Pena Cabarga rimanendo con i migliori anche su strappi secchi come a Malaga e a Xorret del Catì. Ad Andorra e Cotobello i due maggiori momenti di difficoltà, il primo frutto di un fuorigiri il secondo di una giornata no dove comunque ha limitato il passivo. Dopo essersi ripreso grazie alla crono di Penafiel, Nibali ha dato tutte le energie rimaste sulla Bola del Mundo comportandosi da vero torero: ha tenuto Mosquera a distanza di sicurezza concedendogli un vantaggio esiguo prima di riprenderlo nell'ultimo km “matando” così le speranze di vittoria della “Mosca”. CANNIBALE



PETER VELITS (HTC COLUMBIA): 8. Questo 25enne slovacco della Columbia è la più bella sorpresa di questa Vuelta. Quando ve lo avevamo segnalato come uomo classifica della Columbia non lo conoscevamo ancora bene. Peter però aveva già fatto suo un mondiale in linea under 23 nel 2007 e si presentava come uno dei cronomen più forti della corsa. Non a caso è in gran parte merito suo se la Columbia vince la crono a Siviglia. Sin dalle prime rampe Velits dimostra di essere un passista scalatore giungendo addirittura terzo a Valdepenas. A Xorret vive una giornata difficile perdendo circa 2' dai migliori ma in vetta a Pena Cabarga è nuovamente competitivo. Il suo capolavoro è la crono di Penafiel dove infligge a tutti distacchi netti togliendosi lo sfizio di battere sua maestà Cancellara. Trovatosi virtualmente sul podio si difende eroicamente sulla Bola del Mundo resistendo al ritorno di Rodriguez e Schleck. NEW FACE


EZEQUIEL MOSQUERA (XACOBEO): 8. Sospettavamo ci sarebbe stato uno spagnolo indigesto e battagliero in casa propria in questa Vuella 2010; un uomo imprevisto pronto a sorprendere i vari protagonisti della vigilia. Ai provini per il ruolo erano in molti, alla fine l'ha spuntata Ezequiel Mosquera, la "Mosca" dallo scatto bruciante. Il 35enne della Xacobeo ha eliminato molti concorrenti a suon di frustate "spezzagambe" e si è giocato al meglio le proprie carte, in questa partita in cui il destino lo ha reso protagonista a fine carriera. A tratti in salita è sembrato il più forte, ma ha trovato di fronte a se il nuovo che avanza. La corsa però la accende quasi sempre lui e alla fine coglie la vittoria di tappa sulla Bola: la più prestigiosa e amara della carriera.


F.SCHLECK (SAXO BANK): 6,5. Era uno dei protagonisti della vigilia. Puntava al podio; forse alla vittoria. Nella prima settimana dimostra scarsa brillantezza e perde secondi preziosi. Nelle tappe di vera montagna attacca e cerca di recuperare terreno, ma con poca lucidità e convinzione. Spesso sembra correre senza una metà; senza sapere chi è e cosa vuole. A 30 anni perde una buona occasione per salire per la prima volta sul podio di un grande giro; mentre le nuove leve sono li davanti a cogliere i successi che il buon Frank ha sempre sognato. Certo il fratellino non lo aiuta e forse lui ha già la mente al Team del 2011. MALINCONICO



I. ANTON (EUSKALTEL): 8,5. Qui c'è da rispolverare il più classico dei "e se...". E se Igor Anton non fosse caduto? In quella caduta perde maglia rossa e sogni di gloria. Fin li aveva corso da padrone: vincendo 2 tappe e dimostrandosi uomo da battere in salita...ma avrebbe tenuto le tre settimane? Avrebbe perso tanto a cronometro? Avrebbe vinto lui la Vuelta? Tante domande: che resteranno senza risposta. Finchè però il destino non lo ha fermato in quella viscida discesa, Anton ha corso da leader e questo 8,5 certo non vale quello del vincitore, ma rende onore al corridore spagnolo, che fino alla caduta era stato il migliore del gruppo. Il resto è un'altra storia. Citiamo Enzo Ferrari " Per un pilota/atleta, la sfortuna è una colpa". Crudele, come spesso lo è la realtà. Forse un giorno Anton riscuoterà il conto dalla buona sorte. BACIATO DALLA SFORTUNA



JOAQUIM RODRIGUEZ (KATYUSHA): 7 Il Purito ci ha provato fino all'ultimo a inserirsi nella serrata lotta per la vittoria finale ma anche in questa Vuelta ha dimostrato i suoi limiti: ad Andorra è scattato troppo presto patendo quasi subito il ritmo alto di Mosquera mentre nelle sfide contro il tempo ha dimostrato di meritare ben più di Contador il soprannome “El Babosa” (la lumaca). Apparte queste “defaiances” va dato atto a Rodriguez di essersi comportato bene in tutti gli altri arrivi in salita dove ha messo sull'asfalto tutta la sua esplosività regalandosi 2 maglie rosse e una vittoria di tappa a Valdepeñas. Un 2010 da ricordare per il 31enne Rodriguez che dopo l'ottavo posto del Tour ha ottenuto alla Vuelta un quarto posto che gli sta si stretto ma che è comunque il suo miglior risultato nella corsa di casa e lo proietta, a una gara dal termine, in testa alla classifica dell' UCI Pro Tour.
SPINA NEL FIANCO

IÑIGO CUESTA (CERVELO'): 6,5 Un applauso va fatto a questo corridore esempio di longevità sportiva e passione per il ciclismo capace a 41 anni compiuti di partecipare alla sua ennesima Vuelta, la sedicesima. Un record per la manifestazione spagnola che Cuesta ha potuto celebrare indossando il pettorale numero uno, quello solitamente riservato ai detentori della corsa. Iñigo ha dimostrato, pur essendo da sempre un gregario e non un capitano, di valere il simbolico pettorale aiutando Carlos Sastre nelle tappe di montagna e provando una fuga nella tappa più dura, quella della Bola del Mundo dove è stato ripreso solo quando è iniziata la resa dei conti tra Mosquera e Nibali. Chiude la Vuelta in 26esima posizione suo migliore piazzamento dal 2003 a oggi. VECCHIO SAGGIO


CARLOS SASTRE (CERVELO'): 6,5 Il madrileno si è presentato al via del suo terzo grande giro all'età di 35 anni non essendo più il corridore del 2008 quando vinse il Tour e chiuse sul podio alla Vuelta. La sensazione che Carlos sia venuto a fare una comparsata si ha nelle prime tappe montane quando si stacca dai migliori uscendo dalla top 10. Ma il diesel di Sastre si accende inaspettatamente nell'ultima settimana quando tutto solo prova a portarsi all'inseguimento di Nieve a Cotobello e poi nella crono dove è capace di concludere davanti al leader Nibali. Chiude in crescendo una Vuelta dove si piazza ottavo come al Giro, ma senza l'alibi della fuga bidone. Un piazzamento quello di Sastre, che sommato al Giro e al 20esimo posto del Tour lo inserisce nella storia del ciclismo: è il sesto atleta nella storia a classificarsi nei primi venti nei 3 grandi giri nella stessa stagione.
BICCHIERE MEZZO PIENO

PHILIPPE GILBERT (OMEGA LOTTO): 8. Vuelta da ricordare per il 28enne ciclista belga che indossa per ben 5 giorni il simbolo del primato dopo la vittoria nella tappa di Malaga. Una frazione in cui ha regolato i migliori con una fucilata nei 500 m finali impressionando per potenza e grinta. E' sempre con i big quando i traguardi si decidono sugli strappi secchi a lui cosi congeniali. Dimostra doti di resistenza e di continuità andando a cogliere un secondo successo di tappa anche nella terzultima tappa a Toledo dove ha la meglio su Pippo Pozzato in un arrivo stile Malaga al termine di un duello che potrebbe riproporsi anche a Melbourne. Fa paura per la sua condizione di forma eccellente in vista del mondiale australiano. CANGURO


DAVID MONCOUTIE' (COFIDIS): 7 .Il francese dopo aver deluso al Giro punta tutto sulla Vuelta per riscattarsi e l'impresa gli riesce. Per il terzo anno di fila infatti è lui il miglior scalatore della corsa a partire dall'ottava tappa quando stacca in compagni di fuga e si impone sul traguardo di Xorret del Catì. Nonostante il dispendio di energie notevole per assicurasi punti nella classifica dei gpm Moncoutiè rimane spesso col gruppo dei migliori anche negli arrivi più impegnativi togliendosi lo sfizio di un buon 14esimo posto finale nella generale. SPIRITO LATINO


TYLER FARRAR (GARMIN): 7. Dopo le due tappe al Giro ecco il bis anche alla Vuelta, dove l'americano si è imposto a Lorca e nella prestigiosa passerella finale di Madrid. E' l'unico velocista in gruppo che per potenziale sembra poter lottare con Cannonball negli arrivi in volata. Purtroppo a volte commette errori di posizionamento e non dispone di un team ai livelli dell'HTC-COLUMBIA. Sembra però lui il maggior indiziato a poter essere nei prossimi anni il rivale principale di Mark Cavendish. L'ANTAGONISTA


ANDY SCHLECK (SAXO BANK): 4. Avulso, apatico, scialbo, sprecone, arrogante, superficiale. Si sprecano gli aggettivi per Andy in questa Vuelta che lo voleva protagonista e che invece ha visto la sua cacciata dopo poche tappe, quando già era a 37' dal leader della corsa. Non ha nemmeno le gambe, la testa e il cuore per aiutare il fratello maggiore, il buon vecchio Frank, che ogni anno al Tour si fa in quattro per lui. Dopo un Tour combattuto fino all'ultimo km con Contador ci si aspettava di più dal giovane asso lussemburghese che si dimostra ancora acerbo. Essere cacciati da una corsa come la Vuelta, da Riis , dopo essere rientrato "sbronzo" a notte inoltrata, è ridicolo oltre che poco professionale. Forse il prodigioso Andy troppo spesso si fa ubriacare dal proprio talento? BRILLO


FILIPPO POZZATO (KATYUSHA): 5. Cercava un segno in terra spagnola. Lo voleva lui, lo volevano il ct Bettini e tutta l'Italia del ciclismo. Ci si augurava un lampo, una fiammata, una zampata del corridore vicentino che tra pochi giorni si farà carico dei gradi di prima punta della nazionale italiana, in terra australiana. Purtroppo nessuna vittoria, solo qualche piazzamento e la possibilità di vedere da vicino alcuni dei rivali di Melbourne. La condizione è in crescita, ma una vittoria avrebbe cacciato via incubi e preoccupazioni; invece Pippo nella valigia per l'Australia dovrà mettere un bel pò di stress, tensione e nervosimo: più del previsto. AL VERTICE DELLA TENSIONE


MARK CAVENDISH (HTC COLUMBIA): 7,5. Tre perle (oltre la cronosquadre) anche alla Vuelta dopo i 5 successi del Tour, che proiettano Cannonball nella lista dei corridori plurivincitori in tutti i grandi giri a tappe. Dopo il primo successo alla corsa spagnola non si ferma più e raccoglie vittorie e piazzamenti che gli valgono la maglia verde; quella che per lui al Tour sembra maledetta. Certo il suo team gli organizza sempre un treno veloce e confortevole, ma Mark si fa sempre trovare pronto e sulla linea del traguardo brucia tutti con sicurezza ed eleganza, grazie ad un'accelerazione impressionante. Unica pecca l'arrivo di Madrid, dove si fa anticipare da Farrar. Sarebbe stata la celebre ciliegina su una torta più che sostanziosa. CAVALLO GOLOSO


MENCHOV (RABOBANK): 5. Se non fosse arrivato secondo nella cronometro individuale, saremmo ancora tutti qui a chiederci: dov'è Menchov? Il corridore russo fin dalle prime tappe perde secondi preziosi che parlano da soli, e a Xorret de Catì giunge a 4' minuti dai primi sventolando bandera bianca e firmando di fatto la prematura resa del due volte vincitore della Vuelta (2005, 2007). Nel resto della sua anonima Vuelta si limita a portare la bici al traguardo, causa una condizione precaria dopo le fatiche del Tour e forse anche per via della testa altrove (gia in Geox). Ancora una volta dimostra che può preparare e correre un solo grande giro all'anno, e se non lo vince è podio. Ne faccia tesoro per le prossime stagioni, è un peccato vedere un corridore di primo livello come Menchov, veleggiare a centro gruppo come in queta Vuelta. CHI L'HA VISTO?

giovedì 23 settembre 2010

HASTA LA VICTORIA VINCENZO!


Quando lo squalo vede rosso non c'è ne per nessuno....E così è stato! Vincenzo Nibali a 25 anni e 10 mesi conquista il suo primo Grande Giro in carriera al termine della stagione perfetta, quella della consacrazione e dell'ingresso tra i grandi del ciclismo mondiale. La tappa disputata domenica, è stata per Vincenzo una passerella trionfale conclusasi sul gradino più alto del podio di Madrid. Un podio dove ha preceduto Ezequiel Mosquera, un degno avversario in montagna e la rivelazione Peter Velits, 25enne anch'egli e primo slovacco nella storia a salire su un podio nei Grandi Giri. Grande soddisfazione in casa Liquigas per questo secondo trionfo, dopo Ivan basso al Giro e ovviamente per Nibali, unico ciclista nel 2010 ad essere salito due volte sul podio delle grandi corse a tappe. I festeggiamenti sono durati fino a notte inoltrata tra i brindisi con i compagni, l'immancabile torta e pacche sulle spalle da parte dei membri del suo fan club: i Can-Nibali. Un sogno diventato realtà per questo migrante della bicicletta che ha saputo crederci fino in fondo e stupire tutti sulla salita più dura quando ormai la Vuelta sembrava destinata ad essere per il terzo anno di fila un “affare spagnolo”. Anche Vincenzo ha percepito questa difficoltà, dal suo sito ufficiale infatti, la nuova maglia roja racconta che: “Gli ultimi giorni sono stati i più sofferti: sembrava che tutti mi corressero contro. La salita finale sul podio, infine, entra di diritto tra i momenti più belli della mia vita”. In attesa aggiungiamo noi di viverne di nuovi nel futuro prossimo...
Tornando alla Vuelta sebbene il clima della corsa fosse per tutti quasi vacanziero gli ultimi 85 km si sono trasformati nel terreno adatto per l'ennesimo duello tra velocisti. Neppure cinque fuggitivi della prima ora: Dominik Roels, Xavier Ramirez, Olivier Kaisen, Jurgen Van Goolen e Gonzalo Rabunal sono riusciti a guastare il tanto atteso arrivo in volata. Ripresi i fuggitivi poco prima dell'ultimo km la squadra della maglia verde Cavendish, la Columbia, si è messa a tirare per regalare al proprio velocista il pokerissimo di vittorie come al Tour. Stavolta però tra Cavendish e il traguardo spunta fuori Tyler Farrar, bravo ad approfittare della velocità non altissima del treno Columbia per anticipare Cannonball insieme all'australiano Davis. Cavendish si lancia tardi all'inseguimento dei due ma riesce comunque a saltare Davis concludendo secondo dietro all'americano. Cavendish riesce dunque a portare a casa la prima maglia verde della carriera precedendo in classifica Farrar di appena 7 lunghezze. Per quanto riguarda la classifica degli scalatori, per il terzo anno consecutivo si conferma indiscusso dominatore il francese David Moncoutiè che distacca nella relativa graduatoria il duo spagnolo della Xacobeo: Serafin Martinez ed Ezequiel Mosquera.

sabato 18 settembre 2010

Vuelta 2010: Dalla vetta della Bola del Mundo, Vincenzo Nibali vede Madrid!

Quota 2247 metri, cima della tremenda Bola del Mundo. Di rosso vestito, Vincenzo Nibali, può scrutare all'orizzonte, per cercare, li oltre le nuvole e il fumoso e trasparente velo di nebbia, il podio di Madrid. Manca ancora una tappa, la passerella finale di Madrid, e come gli ripeterebbe il suo mentore Ivan Basso, la corsa non è ancora finita; manca ancora un treguardo da tagliare prima di alzare definitivamente le braccia al cielo. Impossibile però per lo Squalo non sognare, non vedere rosso, dopo la scalata di oggi, simile ad un purgatorio infinito sulle rampe finali quando è andata in scena la resa dei conti, il duello finale tra Nibali e Mosquera. Come nella migliore tradizione ciclistica Mosquera ha vinto la tappa e il corridore siciliano ha ipotecato la vittoria della classifica generale; l'ultimo italiano a riuscirci fu Marco Giovannetti nel 1990. Il codizionale è però d'obbligo, l'ascesa più dura è alle spalle e ci sono ancora 42" di vantaggio sulla "Mosca", ma la strada di questa avventura spagnola non è ancora terminata.



Tutti oggi attendevano l'attacco di Mosquera, e
lo spagnolo della Xacobeo ci ha provato.  E'scattato ai 4 km dalla fine involandosi in un'azione audace, senza un domani, come ci si sarebbe aspettati da un corridore 35enne che si gioca la sua grande occasione. Ezequiel sapeva che la fortuna bussa alla porta di ogni uomo almeno una volta nella vita, e che bisogna essere bravi ad aprire la porta in quel preciso istante. Lui ci ha provato, piazzando uno dei suoi proverbiali scatti da scalatore puro. All'inizio Nibali ha esitato, o meglio ha controllato salendo del proprio ritmo senza forzare. Quando si è però reso conto che la Mosca si stava involando, ha capito che era anche il suo di momento e si è riportato sotto con delle accelerazioni impressionanti. Mosquera non si è mai voltato, bando ai tatticismi, era consapevole che in quei 4 km si giocava una tappa, la Vuelta, una carriera. Ha tirato sempre a tutta sfruttando quei tratti più duri che favorivano il suo stile fuorisella, tipico dei grimpeur. Lì ha preso il largo, tra due ali di folla che lo incitavano: che volevano l'ennesimo successo spagnolo: dopo il mondiale di calcio, Winbledon, il motomondiale, il Tour. Dietro Nibali ha resistito, in certi momenti nei tratti più in pendenza dava di spalla e sembrava al gancio, ma ha raschiato il barile. Ha tenuto duro concedendo alla Mosca al massimo 20" di vantaggio, recuperando poi nei tratti più pedalabili sfruttando le sue doti da passista-scalatore. Dietro di loro gli altri corridori cercavano di restare a galla sulle infernali pendenze della Bola del Mundo, la scena però era oggi tutta per il duello tanto atteso. Negli ultimi 2 km Mosquera è calato progressivamente, è apparso affaticato, svuotato, molto probabilmente scoraggiato dalla testardaggine di Nibali, che nel frattempo teneva l'avversario nel mirino, a portata, lo vedeva davanti a sè. Il purgatorio stava finendo e il paradiso lo attendeva. Nibali ha recuperato lo spagnolo fino a dare l'impressione negli ultimi 300 metri di poterlo saltare. Sul traguardo Mosquera ha colto il successo  più prestigioso della carriera, forse però anche il più amaro, o agrodolce. Nessun rimpianto però per lui, ha fatto il possibile e  chiude al 2° posto una Vuelta da protagonista, in cui ha dato tutto, ed esce con l'onore delle armi. 

Quando Nibali taglia il traguardo è una maschera di sofferenza e fatica. Poco dopo la gioia, lo stress e lo sforzo di 3 settimane di corsa si sciolgono in un pianto; il pianto di un ragazzo partito giovanissimo dalla Sicilia; destinazione Toscana, con un sogno dello zainetto: diventare un ciclista professionista. Oggi ha ipotecato il successo più pretigioso della carriera, che lo iscrive per la prima volta nella storia di questo sport dopo il 3° posto al Giro 2010. L'impressione è però quella che lo Squalo possa regalare numerose altre soddisfazioni al ciclismo italiano.
Intanto però viene facile immaginarselo li sul podio della Bola del Mundo, vestire quella maglia che domani a Madrid sarà sua per sempre. Ce lo immaginiamo allungare lo sguardo, li oltre il muro invisibile di nebbia e sognare il podio di domani, quando a Madrid salirà sul gradino più alto. Ad un tratto però però arriva Scirea (DS Liquigas): 

" Vincenzo??!!C'é Ivan al telefono".
"Si ok passamelo".
" Ciao Vincenzino! Grande tappa oggi, hai gestito benissimo. Rimani concentrato però, io credo che la Vuelta non è ancora finita, domani c'è un'altra tappa".

Ecco appunto. C'è ancora da pedalare. Madrid però dista solo 85 km...e lo Squalo vede rosso!


Arrivo di tappa.

1211MOSQUERA, EzequielXAC4h 45' 28''
2126NIBALI, VincenzoLIQ+ 1''
3181RODRIGUEZ, JoaquinKAT+ 23''
4209SCHLECK, FrankSAX+ 35''
59TONDO, XavierCTT+ 39''
611ROCHE, NicholasALM+ 42''
775NIEVE, MikelEUS+ 50''
8179VELITS, PeterTHR+ 52''
991LE MEVEL, ChristopheFDJ+ 55''
1092DI GREGORIO, RémyFDJ+ 1' 00''
118SASTRE, CarlosCTT+ 1' 27''
126PUJOL, OscarCTT+ 1' 30''
1314DUPONT, HubertALM+ 1' 33''
1438JUFRÉ, JosepAST+ 1' 34''
15125KREUZIGER, RomanLIQ+ 1' 34''
1658SÁNCHEZ, Luis LeónGCE+ 1' 34''
17101DANIELSON, ThomasGRM+ 1' 46''
18214GARCÍA, DavidXAC+ 1' 50''
19182CARUSO, GiampaoloKAT+ 1' 55''
2059URAN, RigobertoGCE+ 2' 07''







Classifica generale.










1126NIBALI, VincenzoLIQ85h 16' 05''
2211MOSQUERA, EzequielXAC+ 41''
3179VELITS, PeterTHR+ 3' 02''
4181RODRIGUEZ, JoaquinKAT+ 4' 20''
5209SCHLECK, FrankSAX+ 4' 43''
69TONDO, XavierCTT+ 4' 52''
711ROCHE, NicholasALM+ 5' 03''
88SASTRE, CarlosCTT+ 6' 06''
9101DANIELSON, ThomasGRM+ 6' 09''
1058SÁNCHEZ, Luis LeónGCE+ 7' 35''