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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

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lunedì 3 maggio 2010

I PROTAGONISTI DEL GIRO: 3 - CARLOS SASTRE

"Fidarsi è bene non fidarsi è meglio"......."soprattutto di Sastre" aggiugiamo noi. Il famoso detto popolare riadattato per l'occasione al ciclismo introduce perfettamente lo spagnolo Carlos Sastre. Questo ciclista è infatti un Diesel; a inizio salita sembra in crisi, gronda sudore, sembra stia per smontare dalla bici. Poi quando la corsa si accende eccolo : fresco, pimpante, e pronto a scattare per giocarsi la vittoria. In patria lo chiamano "Zorro" cioè "la volpe" perchè è furbo, intelligente e lungimirante.
Ciclista quindi dall'intelligenza sopraffina Sastre, 1 metro e 70cm per 61kg, è uno dei corridori più costanti nelle corse a tappe del panorama ciclistico internazionale attuale. Da otto stagioni a questa parte si è sempre piazzato tra i primi dieci di un grande giro a tappe e nel 2008 si è laureato all'università del ciclismo: il Tour de France.

Sastre passa professionista nel 1997 nella formazione spagnola ONCE, storica squadra capitanata negli anni passati da corridori come Jalabert, Zulle e Beloki. All'ombra di questi corridori cresce il piccolo Carlos che si dimostra fin dai primi anni scalatore puro dotato di un'ottima resistenza anche nelle salite lunghe e di un ottimo recupero fisico; motivo per cui alla ONCE capiscono che c'è la stoffa per fare di lui un corridore per corse a tappe. Dopo pochi anni arriva la conferma che non si tratta di semplice stoffa; bensì di pregiato tessuto: nel 2000 il madrileno chiude la Vuelta all'ottavo posto e conquista la maglia di miglior scalatore. Attira così l'attenzione del DS Bjarne Riis che lo porta alla CSC nel 2002 e in quell'anno arriva 10° al Tour. Nel 2003 chiude la corsa fracese al 9° posto con una vittoria di tappa e nel 2004 termina la stagione con due piazzamenti in due corse a tappe: 8° al Tour e 6° alla Vuelta. Tutto questo senza mai partire come capitano unico, ma sempre come 1° gregario o luogotenente. Nel 2005 Riis decide quindi di dargli i gradi di capitano alla Vuelta: chiuderà 2° a 18" da Menchov. Da non dimenticare lo stesso anno il grande lavoro di Carlos al Tour come gregario di Ivan Basso che chiuse il tour in seconda piazza. Nel 2006 è ancora ottimo gregario di Basso al Giro, ma dopo lo scandalo dell'Operation Puerto che esclude l'Italiano, Sastre inizia inaspettatamente il Tour come capitano della CSC. Come sempre non delude: 3° in classifica dopo la squalifica del vincitore Landis. Nel 2008 arriva l'anno della svolta: è la sua miglior stagione. Si prepara unicamente per il Tour, nella prima parte di stagione non lo si vede mai. Inizia la Grand Boucle e deve dividere i gradi di capitano con F. Schleck. Corre una buona prima parte di tour, ma non si fa vedere molto e resta nell'ombra. Nella tappa decisiva ai piedi dell'Alpe D'huez rimane il drappello dei favoriti tra cui Sastre che sembra bollito. I Big si studiano, si guardano, temporeggiano...da fondo gruppo parte Sastre e stacca tutti; lo rivedranno solo dopo il traguardo. Nella crono finale regge al tentato recupero di Evans e vince il Tour 2008. Così in semplicità, la semplicità con cui i grandi campioni fanno le cose più impensabili. Conclude l'anno aiutando il connazionale Samuel Sanchez a vincere l'oro a Pechino e partecipa alla Vuelta...manco a dirlo chiude 3°. L'anno successivo passa alla Cervèlo e corre il giro del centenario, vince 2 tappe quella del Monte Petrano e del Vesuvio e chiude ancora una volta sul podio al 3° posto.

La carriera di Sastre fa capire perchè non bisogna fidarsi di lui. E' un cavallo sicuro su cui puntare, nelle corse a tappe non delude mai e chi vuole vincere deve prima fare i conti con lui. Sa essere freddo e lucido in corsa, resta a centro gruppo non prende vento, sa aspettare il momento opportuno e quando gli avversari non se lo aspettano piazza la zampata. Ha avuto compagni di squadra del calibro di Basso e Schleck, ha attraversato l'era Armstrong e ora quella di Contador e nonostante questo ha saputo vincere un Tour davanti al neo campione del mondo Evans. Ora torna al giro dopo il terzo posto dell'anno passato, con un perscorso per scalatori, e ritrova l'ex compagno Basso e il rivale Evans. Nel pre-stagione non si è mai visto a parte qualche classica corsa nell'ombra per mettere benzina ,pardon gasolio, nelle gambe. Sicuramente starà scaldando il Diesel... motivo in più per non fidarsi...


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