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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

Marco Pantani


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lunedì 17 maggio 2010

IL PUNTO DOPO IL TERMINILLO.


La prima settimana di Giro se n'è andata, tra pioggia, eventi imprevisti, tappe spettacolari e le prime asperità. Tutti questi elementi ci possono aiutare a tracciare un primo bilancio e fare alcune considerazioni sulla situazione attuale dei vari protagonisti che nelle prossime settimane si giocheranno la vittoria del Giro d'Italia.
SALITA CON RISERVA.Partiamo dal Terminillo. La prima tappa con arrivo in salita, come abbiamo detto più volte non ci ha dato le risposte che attendavamo. Questo per via del ritmo con cui gli uomini di classifica hanno affrontato la salita; la potenza media durante l'ascesa è stata infatti di 360/370 watt. Teniamo conto che per i Big in una salita come questa si inizia a fare selezione oltre i 400 watt. Possiamo quindi concludere che gli uomini più attesi hanno affrontato la salita all'80% delle loro possibilità e quindi non abbiamo avuto modo di vedere ancora quali siano i reali valori in campo in salita. Il ritmo troppo blando infatti ha impedito di fare selezione.
LIQUIGAS E BASSO.La corsa ci ha dato modo anche di rispondere definitivamnete a una domanda che si ripeteva fin dalle prime tappe: chi è il capitano della Liquigas? La risposata è: Ivan Basso, almeno per ora. Due elementi ci portano a questa conclusione. Il primo: nella tappa sullo sterrato dopo la sfortunata caduta Basso e Nibali hanno cercato di rimontare. Il varesino, che è un buon passista, stava davanti in pianura e in salita. In discesa dove non è un drago andava davanti Nibali, molto più abile nell'impostare le traiettorie. In questa occasione Vincenzo, seppur fosse in maglia rosa, ha più volte aspettato il proprio capitano, anche perchè da solo avrebbe comunque fatto poca strada nei tratti in pianura. Secondo elemento. Nella 9a tappa causa maltempo e attraversamento di un centro abitato con curve insidiose, il gruppo maglia rosa si era diviso in due tronconi. Davanti un ventina di atleti con la maglia rosa e con Nibali, dietro il restante del gruppo con Evans, Basso, Scarponi e tutti gli altri. Vino una volta accortosi del fatto ha messo i gregari a pancia a terra per aumentare il divario. Dietro però lo stesso ha fatto la Liquigas di Basso che ha poi ricucito lo strappo. Se Nibali, che era davanti, fosse stato il capitano questo non sarebbe accaduto. Chiaramente sulla coppia Liquigas abbiamo ancora delle riserve. Nibali non aveva preparato il Giro. Terrà fino alla fine? Basso è arrivato al Giro in condizione non ottimale, sarà al massimo per l'ultima settimana? Sul Terminillo erano davanti con i migliori questo è l'unico dato oggettivo.
VINO ED EVANS. Su Evans c'è poco da dire, ha una forma eccezionale e vederemo se durerà per tutto il Giro o se calerà nell'ultima settimana visto che è a tutta da metà aprile. Su Vino dobbiamo fare alcune precisazioni. Fino ad ora è in rosa e ha dimostrato di andare forte. Certo l'ultima settimana per lui è un bel punto interrogativo. E' troppo dura? Cederà o no? Questo dipenderà certamente anche da quanto i suoi avversari saranno in grado di attaccarlo per strappargli la maglia rosa. Sul Terminillo non ha subito attacchi evidenti, e questo da un certo punto di vista potrebbe essere stato un vantaggio in quanto è passato un giorno in più e Verona è più vicina. Noi diciamo però che in una salita adatta alle sue caratteristiche Vino avrebbe potuto cercare di attaccare per accumulare secondi in vista di un'ultima settimana difficile per lui sulla carta. Forse non se la sentiva, e temeva la reazione degli avversari che lo avrebbero poi attaccato fino al traguardo. Il kazako ha detto che teme solo Evans. Noi diciamo che gli italiani lo metteranno in difficoltà. E' vero abbiamo dubbi sulle reali condizioni di Basso e Nibali, ma quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Per ora Vino sta bene e lo si è visto anche nello sprint della 9a tappa dove ha cercato l'abbuono in una tappa per sprinter. Sfruttando le sue doti da uomo di classica è rimasto al vento negli ultimi 1300 metri, segno di forma strepitosa. Vino da qui allo Zoncolan ha quindi la condizione per poter attaccare anche nelle tappe intermedie o senza arrivo in salita, ma attenzione all'ultima settimana dove serviranno tutte le energie. C'è quindi chi sprinta per prendere gli abbuoni o fare la differenza in tappe sulla carta non decisive, e chi invece sta centellinando le energie per le salite che contano. Vedremo a Verona chi avrà ragione...

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