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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

Marco Pantani


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sabato 29 maggio 2010

La Resa dei conti: Atto II

Archiviata la tappa di ieri che ha rivoluzionato la classifica, il Giro offre subito una nuova occasione di riscatto ai delusi di giornata: stiamo parlando del tappone alpino che dopo 178 km porterà i ciclisti da Bormio al Passo del Tonale. A detta del direttore della corsa Zomegnan è la tappa più difficile dell'intero Giro d'Italia e i 5 GPM previsti con i circa 4000 m di dislivello complessivo da affrontare confermano in pieno la sua tesi. Dopo la partenza da Bormio i primi 40 km da percorrere sono interamente in discesa verso l'abitato di Tirano. Da qui inizia la prima fatica di giornata l'interminabile e inedita Forcola di Livigno situata a 2315 m, che con i suoi 34 km di lunghezza è la salita più lunga della corsa rosa. Nel corso dell'ascesa, che nei suoi ultimi 18 km ha una pendenza media del 7%, vi sarà uno sconfinamento in terra Svizzera per poi rientrare in Italia precisamente nella città franca di Livigno. Oltrepassato l'abitato saranno affrontati in rapida successione altri due valichi “over 2000”: il Passo Eira a 2208 m lungo 6,2 km al 6,4% di pendenza media e il Passo di Foscagno situato a 2291 m che saranno raggiunti dopo 4,6 km al 5,9 di pendenza media. Basterebbero queste ascese per rendere la tappa impegnativa ma dalla cima del Foscagno mancano più di 75 km all'arrivo. Una lunga discesa riporterà i corridori a Bormio da dove sarà affrontato il gigante nonché spauracchio di questa edizione del Giro 2010: il passo di Gavia che con i suoi 2618 m è la vetta più elevata dell'intera corsa (cima Coppi). A differenza di ciò che è successo nelle ultime due edizioni, stavolta il Gavia è posizionato a ridosso del traguardo e pertanto potrebbe risultare decisivo sia in chiave tappa che in quella dell'intero Giro. Se il versante affrontato in salita è quello meno impegnativo il contrario si può dire della discesa che con i suoi 19 km tecnici sarà teatro di attacchi e concreto rischio di cadute soprattutto con il maltempo che è atteso sulle strade per domani. Ma andiamo con ordine: la salita del Gavia, che sarà affrontata per la nona volta, misura 25 km dal versante valtellinese e presenta nella prima parte pendenze molto pedalabili le quali terminano all'altezza di S.Caterina Valfurva, laddove è previsto il traguardo volante. I successivi 11 km sono invece molto impegnativi con pendenze costantemente al 7-8% con un tratto al 14% a -5 km dalla cima. Superata questa ennesima fatica il Gavia spiana con gli ultimi 2 km al 3% prima della decisiva discesa che terminerà a Ponte di Legno. Da qui mancheranno 12 km all'arrivo ma la fame di sofferenze dei ciclisti non sarà ancora placata: gli aspetta infatti l'ultima asperità, fortunatamente la meno dura di giornata con il suo 5,2% di pendenza media: il Passo del Tonale dove è previsto l'arrivo. Ivan Basso dovrà cercare essenzialmente di difendersi in una tappa come questa dove niente è scontato. Le prime tre salite non dovrebbero creare scompiglio nel gruppo dei migliori a meno che qualcuno non accusi il freddo o i postumi della stanchezza di ieri nell'affrontare saliscendi in rapida successione. La vera bagarre sarà sul Gavia dove Evans, Scarponi e Sastre dovranno inventarsi qualcosa se sperano di salire sul podio a Verona. Basso invece dovrà cercare di distanziare Arroyo, dimostratosi tra i più forti discesisti presenti, il quale potrà di certo dire la sua nella discesa della Cima Coppi. Nibali sarà pertanto chiamato a tenere la ruota di Basso in salita per poi scortare il suo capitano indenne a Ponte di Legno, cercando di limitare i danni. Attenzione anche alla salita finale con pendenze simili a quelle dell'Aprica, le quali, dopo una tappa così massacrante, potrebbero favorire, come ieri, distacchi pesanti. Per concludere, senza sbilanciarci con i nomi dei favoriti, è doveroso ricordare il duo Lampre Cunego-Simoni. Per entrambi, se ne avranno le forze (Cunego ieri ha accusato disturbi allo stomaco) l'ultima occasione per riscattare un Giro finora anonimo magari entrando a far parte di una fuga da lontano che il distacco in classifica gli consentirebbe. Attenzione anche alla lotta per le altre maglie di questo Giro, con la verde ancora tutta da decidere e la rossa in bilico tra Evans, Vinokourov e Nibali. Per la maglia bianca invece Richie Porte dovrà guardarsi da Kiserlowski della Liquigas e Mollema della Rabobank ma il distacco dell'australiano sugli avversari, rispettivamente di 6 e 12' è un margine gestibile a meno di improvvisi e inattesi crolli.



Altimetria e Planimetria


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