FRASE CELEBRE

"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

Marco Pantani


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mercoledì 30 giugno 2010

I FANTASTICI OTTO DEL TOUR: 4 - I FRATELLI SCHLECK

I FANTASTICI OTTO
In questa rubrica andremo di volta in volta a presentare e ad analizzare le chances di vittoria degli atleti, i quali, secondo noi, hanno con le possibilità maggiori di sfilare a Parigi con l'abito giallo...


Andy Schleck e Frank Schleck (Saxo Bank)

I gemelli Derrick del ciclismo moderno; i fratelli Schleck venuti dal Lussemburgo, con in comune lo stesso cognome e talento: un marchio di famiglia. Figli d'arte visto che il padre Jonhy fu ciclista professionista negli anni '60 e '70. Ve li presentiamo insieme in quanto sono le due faccie della stessa medaglia; al Tour correranno nella stessa squadra, ma a legarli c'è molto di più di un contratto, bensì un legame di sangue stretto sia in corsa che fuori. I due corrono pensando e agendo all'unisono; sanno che l'unione fa la forza e utilizzano ciò per sfiancare gli avversari lavorando in coppia, con tattiche che prevedono il lavoro di entrambi e il mettersi uno al servizio dell'altro. Non esiste invidia tra i due, che lavoreranno in questo Tour come in quello dell'edizione passata: come due moschettieri. Uno per tutti e tutti per uno.

BUON SANGUE NON MENTE. Complimenti vivissimi a mamma e papà Schleck; certo sono stati cresciuti a pane e bicicletta i due fratelli, ma qui c'è la stoffa e si vede. Nei primi anni duemila iniziarono a girare le prime voci su un ragazzo lussemburghese di talento, dal grande potenziale in salita secondo alcuni. Manco a dirlo finì sotto l'ala dello scaltro Riis che lavorò qualche anno su Frank, classe 1980, che nel 2005 vinse il campionato nazionale su strada e nel 2006 vinse l' Amstel e la 15a tappa del Tour de France: la Gap- Alpe d'Huez, mica una qualsiasi. Nel 2008 punta tutto sulla corsa francese; vestirà due giorni la maglia gialla e chiudera 6° a Parigi. Sembrava destinato a raggiungere le vette delle classifiche delle grandi corse a tappe, ma come spesso succede qualcosa si blocca; vive una fase di stallo in cui non si capisce se sia più dotato per le classiche o i grandi giri. Come si dice "il talento va disciplinato". Nel contenpo iniziarono a circolare nuove inistenti voci che ritenevano che il fratellino minore, Andy, fosse ancora più forte del maggiore. Pochi anni e anche queste voci trovano riscontro; concluse 2° il Giro d'Italia 2007 vinto da Di Luca, nel 2008 terminò 12° il Tour de France (maglia bianca); e nel 2009 fece capire di essere uno dei campioni di domani: vinse la Liegi e chiuse il Tour sulla piazza d'onore (ancora miglior giovane) dietro a Contador. Questi i Palmares dei due fratelli; omettendo numerosi piazzamenti nell classiche, e senza contare che da anni i campionati nazionali del Lussemburgo, sia a crono che in linea, sono il loro salotto di casa dove allenarsi e spartirsi di anno in anno la posta in gioco; come due bravi fratelli davanti alla Play Station.

TOUR 2009. L'anno scorso insieme ad Armstong furono gli unici avversari in grado di impensierire Contador. Corsero insieme, con Frank gregario di lusso pronto a sacrificarsi per il fratellino; ma tenendo un occhio alla generale e alle vittorie di tappa (l'anno scorso vinse a le Grand Bornard e chiuse in 5a posizione) ed Andy capitano con una marcia in più in salita. Delle cartoline del Tour 2009 certamente tra le più belle quelle che videro protagonisti i due fratelli: Frank che aiutò Andy sapendo che poteva arrivare più in alto e quest'ultimo che ricambiò cercando di aiutare il fratello maggiore a vincere la tappa e a salite sul podio finale. Le mamme si commuovono a vedere certe cose.
Quest'anno dovrebbero correre con lo stesso copione. Usiamo il condizionale in quanto Andy ha avuto un problema al ginocchio che ne ha condizionato l'inizio di stagione. Nonostante questo ha dimostrato negli ultimi anni di essere più costante e portato per le corse di tre settimane; ha più resistenza e recupero sebbene abbia qualche problema nelle salite più lunghe e un grande limite contro il tempo, ma ha un anno in più, Contador è avvertito. Frank sebbene sembri ancora un corridore in cerca di identità raccoglie ogni anno diversi successi, arriva da un Giro di Svizzera vinto con un' ottima condizione e da campione nazionale per l'ennesima volta. Eppure lascia un pò l'amaro in bocca in quanto sembra sempre poter fare di più.
Il potenziale di questi due fratelli sembra immenso a volte, e quando riescono ad esprimerlo tutto anche i Big fanno fatica. Hanno ancora ampi margini di miglioramento; a partire proprio da questo Tour.

Daranno spettacolo: questa è una garanzia. Si aiuteranno e correranno come fossero un'unica entità, o quasi, questa è una certezza. Il successo di uno dipende dal lavoro dell'altro: questo il loro miglior pregio e il loro limite più grande. Indissolubili e indivisibili, nella vittoria e nella sconfitta...come due bravi fratelli che si dividono la torta mentre la mamma li richiama "lasciane un pò anche a tuo fratello!".
Ci faranno divertire...

lunedì 28 giugno 2010

I FANTASTICI OTTO DEL TOUR: 5 - CADEL EVANS

I FANTASTICI OTTO
In questa rubrica andremo di volta in volta a presentare e ad analizzare le chances di vittoria degli atleti, i quali, secondo noi, hanno con le possibilità maggiori di sfilare a Parigi con l'abito giallo...


Cadel Evans (BMC)


Il campione del mondo Cadel Evans (leggi il profilo: http://ciclismoaruotalibera.blogspot.com/2010/05/i-protagonisti-del-giro-2-cadel-evans.html) sarà un'osso duro per chiunque voglia far bene nella prossima Grande Boucle. Che l'australiano punti molto su questa stagione si era capito già dalle classiche di aprile e la sua vittoria nella Freccia Vallone (vedi l'arrivo: http://www.youtube.com/watch?v=ujUbOPDou4g&feature=related), dove ha preceduto in salita sua maestà Alberto Contador, è lì a dimostrarlo. A quanto risulta dalle sue dichiarazioni, Cadel sembrava dovesse puntare di più sul Giro d'Italia rispetto al Tour ma dopo il quinto posto finale e la maglia rossa conquistata a Verona, un combattente nato come lui non può di certo essere soddisfatto. Pertanto Evans sarà al via a Rotterdam con ambizioni almeno da podio, un traguardo che è stato capace di bissare nelle edizioni 2007-08, dove giunse sempre secondo, la prima volta proprio dietro al fenomeno Contador. Per arrivare a questo importante appuntamento Evans ha effettuato un percorso di avvicinamento decisamente in controtendenza rispetto agli altri big. Difatti, per recuperare gli sforzi patiti durante la primavera, nel mese di giugno Cadel si è concesso qualche giorno di meritata vacanza per ricaricare le pile senza per questo rinunciare a qualche ora di bicicletta giornaliera. Una preparazione soft dunque senza testarsi in impegnative corse a tappe ma semplicemente effettuando una ricognizione delle frazioni più difficili del Tour accompagnato dal direttore sportivo della sua BMC, il francese Jacques Michaud. Un Evans dunque che si presenterà alla Grande Boucle forse meno in forma di alcuni suoi rivali ma decisamente più fresco, fattore questo che nella terza settimana potrebbe rivelarsi determinante. Quel che è certo è che Cadel dovrà essere supportato dalla sua squadra in maniera diversa rispetto al Giro. Egli si proclama ovviamente fiducioso e annuncia anzi che la BMC sta preparando qualcosa di molto speciale in vista del Tour (speriamo non sia una bici-meccanica!). Sta di fatto che non essendoci la cronosquadre, eventuali lacune della squadra potrebbero pesare di meno, mentre il mese passato da “appassionato di ciclismo” gli ha consentito di studiarsi uno per uno i suoi avversari impegnati al Delfinato e in Svizzera...sarà stata la scelta giusta? Attenzione Contador! Il Grande Fratello Evans ti sta spiando...

RISULTATI CAMPIONATI NAZIONALI IN EUROPA

Si sono concluse anche negli altri paesi europei le prove in linea dei relativi campionati nazionali. I risultati mostrano una certa tendenza, per cui alcuni corridori, risultano avere una certa passione e predisposizione per questo tipo di prova a livello nazionale. Come Visconti in Italia, infatti, sono presenti altri casi di Bis a dimostrare che l'esperienza gioca un ruolo fondamentale in una prova di questo tipo; o magari segno che non ci sono ancora all'orizzonte adeguati ricambi generazionali.
Ecco i risultati nei principali paesi:

SPAGNA: Ivan Gutierrez (Casse d'Epargne) già campione nel 2001 e vincitore di 4 edizione contro il tempo: 2000, 2004, 2005, 2007.

FRANCIA: Voeckler (BBox-B. Telecom); completa la doppietta dopo il seccesso nel 2004.

OLANDA: Terpstra (Milram) alla prima vittoria in questa competizione.

SVIZZERA: Elmiger (AG2R); tris dopo i titoli nel 2001 e 2005.

LUSSEMBURGO: Frank Schleck (Saxo Bank); vincitore anche nel 2005 e 2008.

RUSSIA: Kolobnev (Katyusha); campione nel 2004.

BELGIO: Devolder (Quickstep); primo successo ottenuto nel 2007.

GERMANIA: Knees (Milram); prima maglia nazionale.

Dati alla mano si può quindi parlare di tendenza o "vento Europeo" anche in queste competizioni in cui i giovani o le promesse fanno fatica ad emergere a livello nazionale; e i veterani di questa prova scrivono di nuovo il loro nome nell'albo d'oro di queste corse, per loro di casa: in tutti i sensi.

domenica 27 giugno 2010

I FANTASTICI OTTO DEL TOUR: 6 - DENIS MENCHOV

I FANTASTICI OTTO
In questa rubrica andremo di volta in volta a presentare e ad analizzare le chances di vittoria degli atleti, i quali, secondo noi, hanno con le possibilità maggiori di sfilare a Parigi con l'abito giallo...

DENIS MENCHOV (Rabobank)

Il 32enne russo Denis Menchov è sicuramente uno dei ciclisti più esperti e vincenti tra gli iscritti presenti all'università del ciclismo del Tour. Capace di vincere il Giro del Centenario nel 2009 e due Vuelta di Spagna nel 2005 (in seguito alla squalifica per doping di Roberto Heras) e nel 2007, Menchov ha puntato quest'anno a preparare bene l'unico dei tre grandi giri che ancora gli manca per entrare definitivamente nella storia. Una missione molto difficile vista la concorrenza agguerrita, sopratutto se Menchov non darà il 100% nelle tre settimane in terra di Francia. L'incognita più grande che riguarda il ciclista russo è proprio questa: quali sono le sue condizioni fisiche alla vigilia? Sappiamo che Menchov, dopo un buon inizio di stagione nel quale ha ottenuto due secondi posti alla Vuelta Murcia in marzo e al Giro di Romandia in aprile, ha accusato problemi respiratori nel mese di maggio, i quali lo hanno estromesso dalla Vuelta di Catalunya e dal Giro di Svizzera. La rinuncia a quest'ultima corsa è stata a causa di una scarsa preparazione in altura che ha spinto il russo ad optare per una partecipazione “simbolica” al Delfinato. Visto il livello espresso in questo giro non si può dire che la scelta sia stata sbagliata anche se Menchov, oltre a una discreta cronometro e ad un attacco nella prima salita di Risoul, non ha lasciato tracce significative della sua presenza. In questi giorni il capitano della Rabobank si trova in Spagna, suo paese d'adozione, più precisamente sui rilievi della Sierra Morena per effettuare uno stage in altura, il quale, dovrebbe rivelarsi decisivo per trovare la condizione ottimale e lasciarsi alle spalle gli ultimi tribolati mesi. L'obiettivo è di presentarsi a Rotterdam nelle condizioni del Giro 2009 e non certo in quelle precarie del Tour dell'anno scorso dove terminò addirittura 51esimo. Ma Denis, come dicevamo, è un corridore esperto: ha capito che non può permettersi di preparare due grandi giri a distanza ravvicinata come fece nel 2009 ed è capace di gestirsi molto bene nelle tre settimane di gara. Le sue doti migliori sono probabilmente a cronometro, meglio su percorsi ondulati come quello di Riomaggiore, dove di fatto ipotecò il Giro 2009 infliggendo a tutti distacchi netti. In montagna si difende bene preferendo attaccarsi alla ruota dei migliori scalatori per poi provare a sorprenderli in volata grazie alla sua notevole esplosività. Soffre le salite impossibili che in questo Tour non ci saranno ma potrà contare sull'aiuto di un gregario d'eccezione: il giovane compagno Gesink che al Giro di Svizzera si è dimostrato in assoluto il migliore scalatore. Dalla sua parte avrà anche le statistiche visto che dal 2005 a oggi ha sempre ottenuto risultati di rilievo nelle corse da lui segnate col cerchietto rosso: basti pensare che nel suo anno peggiore, il 2006, ha ottenuto solo, si fa per dire, un quinto posto proprio al Tour. Deciso a salire sul podio a Parigi (premio che gli sarebbe toccato nel 2008 se solo Kohl fosse stato squalificato durante la corsa) Denis ha già estratto il pennarello rosso dalla tasca per segnare l'inizio della pagina più importante della sua carriera....

I FANTASTICI OTTO DEL TOUR: 7 - CARLOS SASTRE

I FANTASTICI OTTO

In questa rubrica andremo di volta in volta a presentare e ad analizzare le chances di vittoria degli atleti, i quali, secondo noi, hanno con le possibilità maggiori di sfilare a Parigi con l'abito giallo...

Carlos Sastre Candil (Cervèlo)

Nel 2008 fu lui a brindare sui campi elisi alla maglia gialla, che nobilità una carriera già di per sè di tutto rispetto. Quell'anno mancò Alberto Contador, per inibizione dell'Astana, e il buon Carlos non sciupò tale occasione salendo sul gradino più alto della corsa ciclistica più prestigiosa del mondo. Quello fu, e forse resterà, il momento più alto della carriera del corridore spagnolo; e che momento: uno di quelli che viene una volta nella vita, e non per tutti. Carlos si presenta a questo Tour dopo un inizio di 2010 e un Giro d'Italia, al di sotto delle aspettative, ma lui non ama i palcoscenici ed i riflettori, il meglio di sè lo ha dato quando partiva da zone d'ombra e quando nessuno lo aspettava al banchetto dei vincitori. Cavallo sicuro per le corse a tappe, è pronto di nuovo a stupirci e a risalire da fondo gruppo, come ama fare, quando tutti ormai lo danno per spacciato.

VECCHIA VOLPE. Di Carlos Sastre Candil abbiamo abbondandemente parlato, conosciamo il personaggio, la sua intelligenza, la sua furbizia e il suo talento quando la trada sale, (per approfondire ecco il post pre-Giro) e quello di cui è stato capace nella propria carriera. Ora affronterà il Tour 2010 da capitano della Cervèlo, che quando la strada salirà, sarà completamente al suo servizio. Sastre viene da un Giro deludente in cui il suo proverbiale "motore diesel" non è mai entrato a pieno regime. Nessun successo di tappa, sempre staccato dai Big nelle salite e perennemnte fuori dalla Bagarre. Unico colpo andato a segno, la fuga dell'Aquila, in cui guadagnò minuti preziosi per poter chiudere il giro 8° nella generale. Qualche numero per capire: prima della fuga Sastre era attardato circa 3 minuti rispetto a Basso, dopo l'Aquila lo spagnolo passo davanti in classifica a tutti i Big con un vantaggio tra i 7 e gli 8 minuti. Ha concluso poi il Giro a 9 minuti dalla maglia rosa, segno di una condizione a dir poco deficitaria. Cause? In molti vedono nei suoi 35 anni compiuti un limite naturale ormai insormontabile. Molto probabilmente visto i numerosi casi di corridori sempre verdi nel ciclismo moderno (Garzelli, Armstrong) i motivi vanno ricercati altrove.

LETARGO. In primis va detto che dopo il Tour 2009 Carlos si è preso una lunga pausa di riposo e riflessione: 5 mesi dedicati completamte a relax e alla famiglia, in cui non ha mai toccato la bici, e di tanto in tanto ha meditato al ritiro. A inizio 2010 ha ritrovato la voglia di pedalare, anche per gli stimoli ricevuti dalla Cervèlo, pronta a puntare tutto su di lui per i grandi giri a tappe. Questi 5 mesi di "letargo" abbianti ad una prima parte di 2010 con solo 8 giorni di corsa all'attivo sono, a nostro avviso, le cause di un Giro corso al di sotto delle aspettative che lo vedevano ad Amsterdam come uno dei principali contendenti alla maglia rosa assieme ad Evans e Basso. Il sospetto, e va preso come tale, è che in aggiunta Saste possa correre con meno entusiasmo di un tempo e per questo allenarsi con meno determinazione e costanza. A parte questo 5 mesi senza bici lasciano un segno, per non dire un solco nella preparazione stagionale di un corridore professionista.

Quale potrà essere quindi il Tour 2010 di Sastre? La vittoria resta un miraggio, così come molto probabilmente il podio a Parigi. Da parte sua va detto che Carlos in luglio è sempre stato al top, scrivendo sulle stade francesi le pagine più belle della propria carriera; e che se è stato capace di chiudere 8° un giro in cui era nettamente fuori forma, allora da questa volpe su due ruote possiamo aspettarci ancora molto. Attendiamo, quindi, prima di fare il funerale sportivo ad un un atleta capace nella propria carriera di passare da gregaro di lusso a capitano unico e di diventare Re del Tour. Aspettiamoci una corsa alla ricerca di una vittoria di tappa o chissà ancora una volta un piazzamento tra i dieci...perchè Sastre in luglio è ciclista dal brindisi facile.

LO SFIDANTE IN ROSA



Dopo l'uomo da battere ecco il primo degli sfidanti: Ivan Basso. Si presenterà al Tour in abito rosa, appena conquistato al Giro 2010, che lo ha ri-consacrato e lo vede ora come la più grande speranza italiana per la corsa francese che scatterà da Rotterdam il 3 luglio. Il pubblico ha molta fiducia in questo campione ritrovato, che rispetto a 4 anni fa sembra più umano, e per questo più vicino alla gente.
Mentre l'attesa per il duello con Contador sale, Basso prepara il Tour sul San pellegrino, in isolamento come un monaco della bicicletta. A caricarlo l'unico doping che il varesino ammette di prendere ogni giorno: la sua famiglia.
In attesa di rivederlo protagonista sulle strade della Grande Boucle vediamo in questo video come prepara il secondo appuntamento più importante della sua stagione della redenzione.

sabato 26 giugno 2010

IL TRICOLORE TORNA SULLE SPALLE DI "BIS-CONTI"

Maggio è stato il mese del secondo Giro d'Italia di Ivan Basso. Giugno è invece il mese della seconda maglia tricolore di Giovanni Visconti (ISD-NERI), che ha concesso oggi il bis a Conegliano dopo il precedente successo ottenuto nel 2007 quando correva per la Quickstep. Al secondo posto chiude Ivan Santaromita (Liquigas) lasciato libero negli ultimi km dai propri capitani per i quali aveva lavorato per tutta la corsa; mentre completa il podio un ritrovato e speranzoso Alessandro Ballan (BMC).
Vittoria meritata e sudata, quella del siciliano, che quando sente odore di tricolore si esalta mostrando tutte le sue qualità spesso in ombra durante l'anno. Per Visconti è la vittoria del ritorno, dell'orgoglio ricucito e del rilancio di una carriera da qualche anno arenata nella classe Continental, che non rende giustizia ad una grande speranza del ciclismo italiano. Una maglia tricolore che per questo determinato 27enne, vale come una ventata d'aria fresca in una giornata afosa ed asfissiante.

ATTACCO DECISIVO. La corsa si sblocca alla penultima tornata sul circuito trevigiano. Fin li ordinaria amministrazione, con i due squadroni, Liquigas e Lampre, ad imporre un ritmo regolare, ma non impossibile. E' la mina vagante Riccardo Riccò ad accendere la miccia, con un attacco ai 45 km dall'arrivo sul penultimo passaggio sul Cà del Poggio. Gli si francobollano alla ruota Carrara e Visconti, e i tre si fanno un giro in avanscoperta prima del ricongiungimento. Ed è li in quel momento di calma apparente e di transizione, che Visconti piazza a 20 km dal traguardo uno scatto fulmineo. Sembra un attacco suicida stile Banzai, ma il corridore della ISD guadagna metri involandosi in discesa e resistendo in pianura; mentre i 14 all'inseguimento cercano di ricucire. Tra gli inseguitori, rispodono presente molti dei favoriti del giorno, tranne Basso che non tiene il loro ritmo, e Nibali e Cunego staccati nettamente nella penultima ascesa al Cà del Poggio.

Proprio all'ultimo passaggio su questo muro al 15%, Visconti stringe i denti e resiste andando poi a vincere sul traguardo con distacco, avendo anche il tempo di sventolare negli ultimi metri il tricolore; per il quale ha una passione sfrenata e che vestirà per un altro anno.

venerdì 25 giugno 2010

I FANTASTICI OTTO DEL TOUR: 8- BRADLEY WIGGINS

I FANTASTICI OTTO

In questa rubrica andremo di volta in volta a presentare e ad analizzare le chances di vittoria degli atleti, i quali, secondo noi, hanno con le possibilità maggiori di sfilare a Parigi con l'abito giallo...

Bradley Wiggins (Team Sky)



Il cronomen inglese, (il cui profilo potete trovare nel nostro post: http://ciclismoaruotalibera.blogspot.com/2010/04/i-favoriti-del-giro-6-bradley-wiggins.html) arriva finalmente alla corsa per la quale ha programmato la sua intera stagione. Bradley sa che dopo il quarto posto ottenuto lo scorso anno, i suoi tifosi si aspettano molto da lui anche nella Grande Boucle 2010 e lui per primo cercherà di capire se quel prestigioso risultato è arrivato meritatamente o solo per una serie di fortunate circostanze. In gioco ci sarà la sua reputazione da corridore di una grande corsa a tappe e, a 30 anni compiuti, questo Tour sarà per Wiggins l'occasione buona per imporsi nel panorama del ciclismo internazionale o al contrario per ricadere definitivamente nell'anonimato. Dentro o fuori insomma e se dobbiamo considerare il suo recente Giro d'Italia, Bradley sarebbe out. Ma proprio durante gli ultimi giorni della corsa rosa Wiggins ha concesso al quotidiano britannico Daily Mail una breve intervista. In essa Bradley ha confessato alla stampa di condurre, in vista proprio del Tour, una vita in stile monacale, lontano dagli eccessi della vita mondana che lo hanno coinvolto in passato (vedi l'arresto a Pechino dopo una serata ad alta gradazione alcolica). “Non mi sarei mai aspettato di andare così bene l'anno scorso, perchè non dovrei credere di poter fare anche meglio quest'anno?” ha dichiarato Bradley il quale sentiva, in quei giorni di fine maggio, delle buone sensazioni nonostante nelle salite del Giro, per carità meno dure e lunghe di molte salite francesi, fosse spesso e volentieri in debito di ossigeno. Wiggins potrebbe però aver fatto pretattica non esponendosi a sforzi duri e cercando più che altro di recuperare dalle dolorose cadute patite al Giro in terra olandese. Il percorso di quest'anno, poca cronometro a parte, non sfavorisce di certo il capitano della Sky, il quale avrà a disposizione ottimi gregari come Boasson Hagen e Lovkvist che potrebbero essere un prezioso aiuto laddove il gioco si farà duro...

L'UOMO DA BATTERE



In questi giorni si inizierà a parlare di Tour de France, sale infatti la febbre da Grand Boucle trà gli appassionati di ciclismo. Per capire che cosa ci dobbiamo aspettare da questa corsa la cosa migliore è probabilmente partire dalla scorsa edizione vinta da Alberto Contador. In questo video vi riproponiamo l'ascesa a Verbier della 15a tappa, dove vinse nettamente lo spagnolo dimostrando una volta di più di essere il più forte in salita. Impressionante la sparata con cui scaglia l'attacco agli avversari e l'agilità con la quale "zampetta" stantuffando sui pedali. La naturalezza con la quale si muove è paragonabile ad una danza atletica con la quale Contador scala le montagne con semplicità disarmante.

L'anno scorso fu più forte di tutti, anche di una squadra che era contro di lui , anzi completamente pro-Armstrong.
Quest'anno "El babosa" è l'uomo da battere, ma troverà sulla propria strada nuovi e vecchi avversari: dall'acerrimo avversario Armstrong con la sua nuova corazzata, al rinato in rosa Ivan Basso fino all'iridato Cadel Evans, senza dimenticare i fratelli Schleck, con il minore Andy con un anno in più e quindi più frecce al proprio arco.
Ci aspettimao guerra vera, anzi battaglia, perchè in guerra tutto è concesso; sulle strade di Francia invece ci auguriamo di no, a buon inteditore poche parole.
Alla partenza da Rotterdam tutti saranno alla caccia della gialla di Contador, chiamato alla riconferma, forse nella corsa sulla carta più difficile della sua carriera.


giovedì 24 giugno 2010

IL GRUPPO S'E' DESTA: SI ASSEGNA IL TRICOLORE

Sabato 26 giugno a Conegliano (TV) si terrà il campionato italiano di ciclismo su strada che assegnerà la maglia tricolore 2010. Previsto un circuito di 23,6 km da ripetere per 11 volte per un totale di 259 km e quasi 5000 metri di dislivello.
La partenza e l'arrivo sono collocate in Corso Giuseppe Mazzini (Punto 1 e 4 nella foto), mentre sono previsti due GPM: la salita delle Coste lunga 800 mt (punto 2) e la salita di Cà del Poggio di 1,3 km con punte al 15%. Questa rappresenta l'asperità più impegnativa della giornata, certo è corta, ma affrontata più volte ad alte velocità potrebbe fare male e appesantire numerosi corridori...e velocisti. Il kilometraggio lungo e il Cà del Poggio potrebbero quindi fare selezione e favorire corridori resistenti abituati a misurarsi su percorsi di questo tipo; stile mondiale, brevi ma intensi, almeno sulla carta, poi sulla strada tutto dipenderà da come verrà affrontata la corsa. Molti team potrebbero cercare di fare corsa dura per tagliare fuori i velocisti presenti in gruppo, mentre le ruote veloci cercheranno di resistere per giocarsi tutto in volata, questa lotta deciderà il finale di gara.

Il campione italiano 2009, il vicentino Filippo Pozzato, non sarà presente per difendere la maglia. I favori dei pronostici vanno quindi a Vincenzo Nibali che potrà contare su una forma invidiabile dimostrata di recente in Slovenia, su una Liquigas formato corazzata e un Basso in formato Tour pronto a entrare nel ruolo di gregario di lusso vestito dal messinese al Giro.
Attenzione anche a Riccardo Riccò della Flaminia, tornato a correre dopo lo stop di due anni ha voglia di riscatto su un palcoscenico prestigioso. Dopo un giro del Trentino chiuso secondo a pochi decimi da Vino e un Giro a cui non è stato invitato (ingiustamente???) Riccò vuole prendersi una clamorosa rivincità. Per caratteristiche è il più adatto sulla carta a questo tipo di percorso, e questo suo ruolo da Kill Bill lo rende una mina vagante.
Da tenere d'occhio Giovanni Visconti, campione nel 2007, autore di buone prestazioni negli ultimi mesi e pronto a rivestire la maglia tricolore per poter balzare agli occhi dei molti team Pro Tour che lo seguono con interesse.
Sta pedalando bene di questi tempi anche Matteo Carrara, vincitore in Lussemburgo e autore di un buon Giro di Svizzera (crono finale a parte), potrebbe inserirsi nella battaglia per il tricolore.
Citiamo anche Damiano Cunego, per due motivi: il primo è che non vince da molto, il secondo è che in pochi se lo aspettano...e questo per lui è un buon segno.
Se si dovesse arrivare allo sprint occhio a Petacchi e Gavazzi; però è improbabile.
Tutti saranno comunque sotto osservazione, per la prima gara da Ct ufficiale di Paolo Bettini, pronto a segnarsi qualche nome per iniziare a progettare la nazionale del futuro: vale a dire settembre, mondiali di Melbourne.

Percorso interessante e moderno. Nibali in forma idolo della folla e campione designato del futuro, contro chi per un motivo o per l'altro ha voglia di riscatto e di tornare sotto i riflettori. Ci sono tutti gli ingredienti per vedere una corsa spettacolare e interessante, degna della maglia che assegnerà.

Altimetria.



lunedì 21 giugno 2010

CAMPIONATO ITALIANO a Mogliano Veneto

A Mogliano Veneto, città natale del presidente della provincia trevigiana Leonardo Muraro, ha preso il via sabato 19 la settimana tricolore che si concluderà domenica 27 nel capoluogo della Marca. Significativo come quest'anno la scelta sia stata quella di privilegiare le cronometro che hanno aperto e chiuderanno la rassegna nazionale delle due ruote. Il campionato italiano torna dopo otto anni nel trevigfiano e l'omonima Provincia ha fatto le cose in grande per ospitare l'evento: saranno infatti stanziati ben 200.000 euro per l' intera organizzazione. Ma andiamo alle gare: per la prima volta nella storia anche i paraolimpici sono stati invitati a prendere parte ai campionati con l'ex pilota Alex Zanardi che è riuscito a conquistare il titolo di campione nel'Handbike. L'attesissimo Fabrizio Macchi si è invece imposto nella categoria C2 assieme a Michele Pittacolo nella C2, mentre Fabio Farroni e Vittorio Podestà hanno trionfato nella categoria T2. Dopo di loro è stata la volta degli juniores uomini impegnati in un percorso di 20,9 km dai lunghi rettilinei e curve tecniche in prossimità dei centri abitati. Il vincitore, l'unico non veneto tra juniores ed allievi è il laziale Luca Sterbini che ha dominato la corsa chiudendo con un bel tempo: 26'31'' conseguenza di una media davvero elevata: ben 47,300km/h! Un atleta davvero interessante questo diciottenne di Olevano Romano, capace di confermarsi più volte sia in questa stagione che nella categoria allievi. Il ragazzo ha talento anche quando la strada si arrampica su per le montagne come testimonia la vittoria alla prima edizione del "Trofeo città dei Baschi" in provinvia di Terni. Basti pensare che Luca, allora 16enne, fu capace di staccare tutti in salita a 30 km dall'arrivo e di tagliare solo il traguardo con ben 3' sui più diretti inseguitori! Appassionati di ciclismo segnatevi questo nome!... Tornando alla gara Sterbini ha preceduto sul podio Stefano Verona e Mirko Trosino giunti rispettivamente a 13 e a 15''. Passando invece alle ragazze juniores, di cui dobbiamo riportare a malincuore l'esiguo numero: appena 20 partecipanti, la vittoria è andata al fotofinish a Susanna Zorzi. La vicentina ha preceduto di un misero secondo la compagna di squadra Viviana Gatto, trevigiana mentre terza si è classificata la bergamasca Rossella Ratto a 13''. Nelle categorie allievi la leggera pioggia che si abbattuta di pomeriggio non ha di certo aiutato le performances degli atleti delle classi '94-'95. Ciò nonostante abbiamo assistito a due crono combattute sugli 8,6 km del tracciato unisex. Tra i ragazzi vittoria per Riccardo Donato, 16enne di Arquà Petrarca che corre per l'Uc Mirano in 11'39'' davanti a Federico Zurlo della Postumia, staccato di 8'' e al trentino Philippe Chini dell' AuroraPetrolvilla, terzo a 10'' (VEDI FOTO). Nulla da fare per il favorito della vigilia, Oliviero Troia di Bordighera, giunto solo quarto a 14''. Rimpianti anche per Zurlo che si sentiva in forma e ci teneva a indossare la maglia tricolore mentre Chini, che non ha dato tutto nelle curve per non rischiare cadute sarebbe già stato soddisfatto di entrare nei primi dieci, figurarsi del podio. Nella gara femminile, dove le partecipanti sono state il doppio rispetto alle juniores, ancora dominio veneto con Sara Romanin, quindicenne di Arcade (TV) che corre per la Libertas Scorzè. La "rossa volante" è stata la più veloce di tutte con 13' netti davanti alle corregionali Jessica Schiavo e Ilaria Bonomi giunte appaiate a 7'' di ritardo. (VEDI FOTO)

CICLOMERCATO!

Si entra nella seconda parte di stagione e iniziano a girare nell'ambiente le prime voci di mercato. Tre corridori potrebbero a quanto pare cambiare aria nel 2011: Roman Kreuziger, Damiano Cunego e Giovanni Visconti.

Damiano Cunego: Per l'italiano della Lampre si parla della pista Sky già da fine 2009. La nuova squadra di Murdoch vuole una prima punta di valore e al di sopra di ogni sospetto di doping. Damiano dal canto suo vorrebbe provare a cambiare aria per dare nuovo slancio alla propria carriera. Anche la Garmin, in cerca di un uomo di valore per classiche e corse a tappe punta sul Veronese, il quale, se vorrà cambiare team avrà molte proposte tra cui scegliere.

Roman Kreuziger: il gioiello della Liquigas è seguito da Omega-lotto alla ricerca di un leader per il futuro e dall'Astana che cerca un capitano se dovesse partite Contador, oppure un corridore forte da affiancare allo spagnolo per convincerlo a restare e a puntare agli obiettivi più prestigiosi. Il giovane e talentuoso Kreuziger potrebbe aver il via libera dalla Liquigas decisa a puntare sulla coppia Basso-Nibali fino al 2012. Roman alla Liquigas sta facendo bene ed è una promessa del ciclismo del futuro: tutto dipenderà da come finirà questa stagione. Il ceco potrebbe chiedere più spazio se dovesse fare un buon Tour o una buona Vuelta e provare a cambiare team per poter essere capitano e passare da promessa a campione.

Giovanni Visconti: per l'italiano della ISD-Neri ecco le sirene inglesi della Garmin che sembra averlo nel mirino già da mesi. Per l'ex campione italiano un'occasione d'oro per rientrare nel giro del Pro-Tour e salire su un palcoscenico più adatto alle proprie potenzialità. Visconti, promessa del ciclismo italiano, che ha vinto molto appena arrivato nei PRO e che negli ultimi anni si era un pò appannato, negli ultimi mesi ha ottenuto buoni risultati e ora sembra pronto a tornare nel giro che conta dopo due anni nella serie Continental.

LO SQUALO SI DIVORA TUTTI IN SLOVENIA

Giornata perfetta per la Liquigas-Doimo a pochi km da casa. Il Giro di Slovenia si chiude con il successo di Francesco Chicchi nella frazione finale: da Brezice a Novo Mesto di 157 chilometri. Il velocista italiano brucia tutti sul traguardo dopo l'ottimo lavoro svolto dal proprio compagno Bennati per tirare la volata e stoccare il colpo decisivo. La classifica generale invece va a Vincenzo Nibali che ha confezionato il successo finale nella penultima tappa con arrivo a Kravavec a quota 1496m dove ha trionfato con distacco.
Lo squalo si è divorato tutti in salita grazie al suo talento cristallino e ad una condizione perfetta trovata al Giro d'Italia dove tutti abbiamo scoperto definitivamente il campione di domani. Per il messinese si tratta di "una bella soddisfazione", ma gli obiettivi prestigiosi per lui sono ben altri "Il mio obiettivo è affinare la gamba in vista del Campionato Italiano, una prova estremamente dura e selettiva. Sto lavorando per giungere all’appuntamento al massimo della competitività". Nibali correrà i campionati italiani a Conegliano il 26 giugno al fianco di Ivan Basso. La coppia d'oro che ha dato spettacolo si ricomporrà quindi per la rincorsa alla maglia di campione nazionale. E sappiamo che Ivan deve un favore al suo leale compagno Vincenzo.

NEL CAOS SVIZZERO REGNA FRANK SCHLECK

Nella confusione generale dell'ultima crono in Svizzera spunta Frank Schleck, che fa meglio degli altri esausti concorrenti e si porta a casa la maglia gialla di leader della generale; ma non le due "gialle" che lo baciano sul podio finale.
In un Giro di Svizzera dove per tutto il tempo hanno regnato il caos e l'imprevedibilità le cose non sono cambiate nella crono finale di 26,4 km con arrivo a Liestal. La decisiva passerella conclusiva è stata vinta dal tedesco Tony Martin della Columbia HTC che ha preceduto il padrone di casa Fabian Cancellara di 17", David Zabriskie di 29" e Gustav Larsson di 48".
Robert Gesink che aveva sulle spalle la maglia di leader conquistata due giorni prima nel tappone di montagna, non è riuscito a difenderla, crollando letteralmente e terminando la prova a 2'19" dal vincitore. Deludono un pò tutti gli altri uomini di classifica con Armstrong che chiude a 1'09" da Martin e fa meglio di 5" di F.Schleck, di 30" di Morabito e di "48 di Uran. Escono dalla top ten il nostro Carrara e il piccolo Schleck che sono autori di una prova al di sotto delle aspettative.

Così succede che in una tappa senza mordente e con molte prestazioni mediocri il buon Frank si porta a casa questo quanto mai confuso Giro di Svizzera 2010, corso comuque su ottimi livelli dal Lussemburghese, sempre costante e presente nel gruppo dei Big. Per una volta la crono gli sorride, specialità a lui da sempre poco favorevole. Il suo compagno di squadra e vincitore della scorsa edizione Fabian Cancellara esce con le ossa rotte da questa corsa di casa: per lui niente piazzamento in classifica, nessuna vittoria di tappa e il secondo posto nella sua specialità; unica consolazione il successo nel mini-prologo. Troppo poco per il miglior cronoman al mondo, che si era presentato alla corsa di casa propria con ben altre ambizioni e come leader della Saxo.
Certamente Cancellara sta pagando l'ottima prima parte di stagione (vincitore al Fiandre e alla Roubaix) con una ricaduta fisica in questa seconda parte di 2010. Il pubblico da lui però più che le vittorie si aspetterebbe una spiegazione sul caso "bicitruccata" che lo ha coinvolto di recente.

Cala quindi il sipario su questo Giro di Svizzera che non è riuscito ad entusiasmare per spettacolo e resta una corsa mediocre e non molto impegnativa per chi vuole preparare il Tour in una palestra con poche insidie altimetriche. Paga certamente dazio al Giro del Delfinato, che per percorso e corridori al via nagli ultimi anni ha trovato una propria dimensione riuscendo a strappare al Giro di Svizzera la palma di miglior giro a tappe di una settimana. Storicamente la Svizzera è paese neutrale, un pò come il suo Giro: poco incisivo, che passa ma non lascia il segno e verrà dimenticato in fretta.

A proposito di Tour: Lance ha corso bene e sembra poter essere protagonista sul suo palcoscenico preferito. E dopo aver visto il maggiore dei fratelli Schleck in luglio ci aspettiamo di vedere Andy, sempre in ombra qui in in Svizzera: buon segno.

Classifica crono: 1. Tony MARTIN (Ger, HTC-Columbia) 32'22"; 2. Fabian Cancellara (Svi / Saxo Bank) a 17"; 3. David Zabriskie (Usa/Garmin) a 29"; 4. Larsson (Sve) a 48"; 5. Leipheimer (Usa); 6. Kloeden (Ger) a 52"; 7. Fuglsang (Dan); 8. Monfort (Bel) a 57"; 9. Poels (Olal) a 1'02"; 10. Devolder (Bel) a 1'07"; 11. Armstrong (Usa) a 1'09" ; 13. F. Schleck (Lux) a 1'14"

Classifica finale: 1. Frank SCHLECK (Lux/Saxo Bank); 2. Lance Armstrong (Usa/ RadioShack) a 12"; 3. Fuglsang (Dan/Saxo Bank) a 17"; 4. Morabito (Svi) a 23"; 5. Gesink (Ola) a 27"; 6. Martin (Ger); 7. Uran (Col) a 33"; 8. Kloeden (Ger) a 48"; 9. Rodriguez (Spa) a 1'09"; 10. Leipheimer (Usa) a 1'14"; 15. Matteo Carrara (Ita) a 1'57"

sabato 19 giugno 2010

Vince Rui Costa, i big si risparmiano per la crono

L'ottava tappa del giro di Svizzera da Wetzikon a Liestal non produce scossoni in classifica generale: si giocherà tutto nella tappa conclusiva di domani con Gesink che dovrà amministrare 36'' su Morabito, 55'' su Armstrong, 1'17'' su Fulgsgang e 1'38''su Lovkvist, questi gli avversari sulla carta più pericolosi a cronometro per lo scalatore olandese. La frazione odierna invece si è risolta positivamente per i nove fuggitivi di giornata con il portoghese Rui Faria da Costa (VEDI FOTO) che trova lo scatto giusto a una decina di km dall'arrivo. Con lui sembrano in grado di giocarsela anche Monfort e Rojas, compagno del portoghese alla Caisse d'Epargne. Fino all'ultimo km i tre sono appaiati ma il belga, il più stanco per i continui tentativi di allungo protratti negli ultimi quaranta km di gara, cede e lascia via libera al corridore portoghese omonimo del grande ex giocatore di Milan e Fiorentina. Nel gruppo dei migliori, giunti con 1'16'' di ritardo, il percorso ondulato ha stuzzicato sia Fulgsgang, che Devolder e Carrara ma i loro tentativi sono stati arginati alla grande da Gesink, che all'evenienza è stato in grado di ricucire in prima persona gli allunghi dei suoi sfidanti. Roman Kreuziger invece non ha provato nulla, un peccato per l'atleta della Liquigas, il cui ritardo di 2'24'' dall'olandese non gli lascia molti margini di speranza per la vittoria finale della corsa... a meno che non usi una bici truccata....

DOPPIETTA DI BURGHARDT

Come i grandi artisti Marckus Burghardt della BMC ha concesso il bis al Giro di Svizzera. L'americano dopo aver vinto la 5a tappa, ha messo a segno il secondo centro in questa competizione elvetica, conquistando la 7a tappa da Savognin a Wetzikon. Burghardt ha preceduto sul traguardo Oscar Freire, Marco Quinzaito e Greg van Avermaet di 55", tre dei quindici fuggitivi partiti in avanscoperta nei primi km di corsa. Il tedesco dopo aver collaborato alla fuga per tutta la sua durata, si è involato negli ultimi km della tappa staccando corridori di livello e dimostrando una forma invidiabile. Doppietta personale quindi per Burghardt, corridore cresciuto e poi scartato dalla T-Mobile, che in questi giorni si è messo in luce sotto i riflettori del ciclismo internazionale. Con questi due successi presenta ai propri direttori sportivi e agli sponsor un bel biglietto da visita per poter correre il Tour al fianco di Evans. Visto la squadra vista al Giro, un corridore così farebbe certamente comodo al campione del mondo.

L'olandese Gesink (Rabobank), arrivato col gruppo a 5', conserva la maglia di leader della corsa con 29" su Uran e 36" su Morabito.
Lance Armsrong rimane a 55" dal leader, ma cosa più importante ha dimostrato di essere in crescita costante, e manda segnali importanti in ottica Tour. Gallina vecchia per ora fa buon brodo.

venerdì 18 giugno 2010

Giro di Svizzera: Emozioni nella sesta tappa, Gesink pigliatutto

Colpo grosso per Robert Gesink, 24 enne della Rabobank (VEDI FOTO)! Lo scalatore olandese, dopo essersi distinto gli scorsi anni tra i giovani più interessanti nel panorama internazionale, è riuscito a trionfare nella tappa più dura del Giro di Svizzera destando una grande impressione e balzando in testa alla generale. Com'era prevedibile la corsa si è decisa sulla salita del Albulapass la cui cima era situata a meno di 10 km dall'arrivo a 2300 m di altitudine. Ma fino a quel punto le emozioni di giornata non erano di certo mancate a partire dal clamoroso ritiro di Mark Cavendish. Il velocista della Columbia non si è presentato al via della tappa ma non per evitare le salite dure, come capita a diversi sprinters nelle corse a tappe, bensì per una protesta nei confronti dei colleghi che lo avevano accusato di aver procurato intenzionalmente la caduta di Haussler nel corso della quarta tappa poi vinta da Petacchi. Un accusa terribile rivolta da diversi corridori al via della tappa di ieri, motivo questo che ha presumibilmente consigliato a Cavendish di non presentarsi al via oggi. Tappa odierna che sin dalle prime battute è stata teatro di un tentativo di 13 corridori tra cui gli italiani Gavazzi, Marcato e Vanotti e corridori esperti come Txurruka e Garate. Il vantaggio dei fuggitivi si assottiglia inesorabilmente sulle rampe della Albula, la cima più alta di questa corsa a tappe. Il gruppo dei migliori perde subito Fabian Cancellara, che saluta oggi la possibilità di bissare la corsa di casa. E' vero che la locomotiva bernese si era già dichiarata non in grande condizione di forma alla vigilia ma arrivare al traguardo con 23' di ritardo è sintomo che qualcosa non va anche nella testa del corridore. Il leader Tony Martin, che dopo il secondo posto dell'anno scorso punta a far sua la classifica generale, non è in giornata di grazia ma non salta del tutto e al traguardo accusa 2'36''da Gesink, un margine, per uno specialista come lui, recuperabile a cronometro. Ma oltre alla scalatore olandese, che ha scoccato la zampata giusta a pochi km dalla vetta andandosene in solitaria, si sono messi in luce anche Andy Schleck, l'ultimo a mollare la ruota del vincitore odierno, il giovane colombiano Uran che aveva dimostrato le sue doti da scalatore puro già al Giro nella cronoscalata di Plan de Corones e Joaquin Rodriguez. Nonostante l'attacco del lussemburghese, il fratello Frank, Kreuziger, il nostro Matteo Carrara e in un secondo momento anche Armstrong, scortato dal fido Leipheimer, sono riusciti a riportarsi sotto prima dell'azione decisiva di Gesink il quale ha scollinato sull'Albula con ben 1'10'' di vantaggio sul gruppo dei migliori. Nella discesa che portava al traguardo di La Punt l'olandese ha amministrato il vantaggio chiudendo con 42'' di vantaggio su Uran, Rodriguez, Morabito, Zaugg, Armstrong, Carrara, Kreuziger e Frank Schleck. Il fratello Andy invece ha mollato negli ultimi metri di salita arrivando al traguardo con un ritardo di 1'20''. Lo svedese Lovkvist ha accusato invece quasi 2' di distacco.
Classifica generale: 1- Gesink (RAB) 25:18:57 2- Uran (GCE) +0:29 3- Morabito (BMC) +0:36 4- F.Schleck (SAX) +0:38 5- Rodriguez (KAT) +0:42 6- Carrara (VAC) +0:54 7- Armstrong (RSH) +0:55 8- Zaugg (LIQ) +1:01 9- Fuglsang (SAX) +1:17 10- Lovkvist (SKY) +1:38

giovedì 17 giugno 2010

BETTINI NUOVO CT: GRILLO FACCI SALTARE!

La voce circolava nell'ambiente già da mesi, tutto era già deciso da tempo. Ora arriva anche l'ufficialità: Paolo Bettini sarà il nuovo CT della nazionale italiana di ciclismo. Il Grillo livornese succederà al compianto Franco Ballerini, morto qualche mese fa in un incidente di rally. I due erano molto amici e Bettini sarà senz'altro doppiamente motivato nel portare avanti il lavoro dell'amico fraterno.

La presentazione alla stampa avverrà il 23 giugno nel salone d'onore del Coni a Roma, alla presenza di Petrucci e di numerosi giornalisti pronti a rifilare le prime domande su una nazionale tutta da inventare in un periodo di "stallo" per il ciclismo italiano.

Il due volte iridato e campione olimpico ad Atene 2004 (solo per citare i successi maggiori) sembra avere il carattere e l'esperienza necessarie per poter guidare la nostra nazionale alla gloria. Gli azzurri hanno ottenuto prestigiosi successi in questi ultimi dieci anni: 4 mondiali e 1 olimpiade, portandoci ad essere una delle nazioni più temute a livello internazionale. Dopo il ritiro di Bettini però è rimasto un vuoto che proprio l'ex iridato dovrà colmare. Cunego? Ballan? Pozzato? Bennati? Basso? Scarponi?
Tutte domande che si inseriranno tra il sonno, i sogni e gli incubi del nuovo CT a cui toccheranno scelte difficili per ritrovare la nazionale dei giorni migliori che possa rappresentare al meglio uno dei movimenti ciclistici con più storia e vittorie. Una nazionale guidata ora da uno dei più grandi campioni degli ultimi anni.

Esordio ufficiale al mondiale di Melbourne a settembre 2010. Ricordando con affetto il Ballero, auguriamo al nuovo CT un grande in bocca al lupo per il suo lavoro sperando a Melbourne di saltellare di gioia come tanti piccoli grilli.

UN SORRISO IN CASA BMC: VINCE BURGHARDT

Il Giro di Svizzera in questi giorni è un toccasana per chi aveva il morale sotto i tacchi. Dopo la vittoria ritrovata di ieri per Petacchi e la Lampre, oggi è la volta della BMC che ritrova il successo e il sorriso grazie a Markus Burghardt, che vince la quinta tappa del Giro di Svizzera: la Wettingen-Frutigen di 172 km. Il corridore tedesco si è imposto sul traguardo davanti a Maaskant (Garmin) e l'italiano Oss (Liquigas-Doimo).

Frazione che nasce con una fuga della prima ora composta da 5 unità, che sembra però destinata a essere ripresa dal gruppo proprio negli ultimi km.
L'ennesimo imprevisto in quel di Svizzera vede però il gruppo rallentato da una caduta e i fuggitivi riuscire a guadagnare i secondi necessari per arrivare all'Helldorado. Così il gruppo guidato da Pharma-lotto e Saxo Bank rinuncia all'inseguimento negli ultimi km accontentandosi dello sprint per il quarto posto mentre davanti i fuggitivi tra scatti e controscatti si riducono a tre: Oss, Burghardt e Maaskant. Aramendia e Furlan non tengono le ruote del terzetto e vengono ripresi. All'ultimo km Burghardt, il più lento di tutti, sapendo di essere battuto in volata anticipa i due compagni di fuga con una sparata stile Ballan a Varese 2008 e trionfa sul tragurdo davanti a Maaksant e Oss che rinunicia allo sprint. La volata per il quarto posto è risolta dall'eterno Mcewen.
Martin resta in giallo con 1" su Cancellara. Domani si sale in montagna; ci si aspetta una tappa decisiva ai fini della classifica, con un occhio ai fratelli Schleck e a Lance in ottica Tour. Anche loro in cerca di un toccasana per il morale.


martedì 15 giugno 2010

CUNEGO: IL PRINCIPE PREDESTINATO.

Quando ti considerano un ragazzo prodigio sei condannato sempre a vincere, il fallimento non è contemplato. Se sei il piccolo principe del ciclismo italiano, figurarsi. Quante discussioni su questo corridore, pluripremiato nelle categorie dilettantistiche, che dopo il Giro vinto giovanissimo nel 2004 sembrava destinato ad un futuro radioso, ricco di vittorie e gloria. Non che i successi siano mancati; maglia bianca al Tour 2006, 3 Lombardia, 1 Amstel, 1 Giro del trentino e svariate tappe come farcitura sulla torta: povera però a detta di alcuni. La maglia rosa più giovane della storia era attesa alla conferma sulle strade del Giro, lo si immaginava lottare per il Tour, per i traguardi più prestigiosi. Molte di queste cose non si sono avverate. Spesso si sa, per non dire sempre, la realtà sa essere malvagia e crudele. Sa essere così dura, impietosa, tanto che il paragone tra ciò che immaginavi e ciò che si è realizzato ti condanna senza appello. Per Damiano è stato così; da anni porta il peso delle aspettative che il ciclismo italiano ha caricato su di lui. Con la morte di Pantani il mondo delle due ruote fu impaziente di trovare un nuovo idolo, un giovane fenomeno che potesse regalare nuove emozioni e raccogliere la pesantissima eredità del Pirata. Questo sembrava Damiano: un predestinato. In principio doveva essere il futuro Pantani, poi il vice Bettini...è rimasto Cunego: un corridore da cui non sai mai cosa aspettarti, quando lo aspetti delude e quando non te lo aspetti eccolo che arriva per sorprenderti. Negli anni si sono sviluppate numerose teorie: ha vinto il Giro troppo giovane e si è bruciato, è sopravvalutato, si allena male. Certamente non è mai stato costante, probabilmente è stato schiacciato dalle responsabilità affidate a un giovane ragazzo pieno di speranze, che altro non sognava se non riuscire a spremere fino all'ultima goccia i frutti del proprio talento.

Recentemente Mario Cipolllini ha scritto: "di Cunego non so più cosa pensare, quando lo aspetti c'è e quando non lo aspetti salta fuori. Inizio a credere che sia andato forte quando gli altri andavano piano".
Re leone, certamente re degli sprint, non di diplomazia e valutazioni. Come se sceso dalla bici si fosse dimenticato della fatica, delle difficoltà, del mondo delle corse. Certo se ti chiami Cipollini e hai il record di vittorie al Giro e sei stato Campione del Mondo 2002, puoi dire ciò che vuoi ci mancherebbe.
Questo però non è talento sprecato, non è l'eterna promessa. Stiamo parlando di un ragazzo, Damiano, che ha vinto un Giro a 22 anni e che ora ne ha 28. E' nel pieno della sua crescita fisiologica. In questi anni di maturazione ha comuque dimostrato che quando sta bene sa vincere corse di primissimo piano. Pochi si ricordano che ai mondiali di Varese 2008 giunse secondo dietro a Ballan. Avesse vinto sarebbe cambiato tutto. Cadel Evans fino a settembre 2009 era l'eterno secondo, l'eterno incompiuto, un piazzato. La linea tra vittoria e sconfitta è molto sottile, e un episodio, una corsa, una giornata, possono cambiare il giudizio di una carriera, basta andare in crescendo e non in calare. Cunego sa vincere e lo ha ampliamente dimostrato, è che tutti dal piccolo principe vogliono sempre la luna. Arriverà il suo momento, quando tutti diranno eccolo finalmente! E capiremo allora a cosa era predestinato...

E un ragazzo pulito, sempre al di sopra di qualsiasi sospetto di doping, in corsa l'impegno non è mai mancato anzi anche all'ultimo Giro ricordiamo le sue ottime prestazioni a Montalcino e sullo Zoncolan. Certo prese 3' da Basso, e molti avrebbero voluto vederlo con lui a lottare per ogni salita o per il Giro. Damiano però porta un bagaglio non indifferente, il peso delle aspettative della gente e di tutto l'ambiente, il macigno che l'etichetta del ragazzo prodigio ti mette sulle spalle.
Corridore da tappe o da classiche? A cosa deve puntare? Con il suo talento a tutto, ma è questione di slancio, di ispirazione, di correre liberi dalle pressioni e di riuscire a esprimere tutto il potenziale. Ha 28 anni, l'età è dalla sua, ma certo immaginiamo che si senta già troppo vecchio per ciò che può sopportare. Immaginiamo che molte mattine si svegli con la consapevolezza del suo talento, ma anche con la frustazione di non riuscire a spremerlo tutto fino in fondo. Quella sgradevole sensazione che qualcosa di importante ti possa attendere da un giono all'altro; ma non sai cosa e quando e la paura di non raggiungerla aumenta costantemente, mentre il tempo impietosamente passa e sembra sprecato. E ogni sera un nuovo tramonto si porta via un pò di speranza e un pezzetto di sogno. Il passato e i ricordi sono la cosa più bella che abbiamo e che ci resta, ma paradossalemte sono anche la cosa più dolorosa; perchè non tornano e perchè hanno una brutta abitudine: i paragoni col presente.
Il ciclismo italiano punti ancora su questo immenso talento, ci ripagherà, forse più di quanto abbia fatto finora. Il piccolo principe troverà la sua corona di Re.


"Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette, questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.
"

ALEJET DECOLLA AL GIRO DI SVIZZERA

Dopo gli azzurri ieri sera in Sud Africa anche Alessandro Petacchi si improvvissa "Para guai " sul rettilineo finale della quarta tappa del Giro di Svizzera, evitando una micidiale caduta che stende Haussler, Cavendish e Boonen e andando a vincere la tappa sul traguardo di Wittingen. Occasione troppo ghiotta per lo spezino che è bravo e fortunato ad evitare la caduta, e con la creme de la creme dei velocisti a terra allo sprint finale regola Breschel e Marcato ritrovando così la vittoria che gli dona il sorriso dopo mesi travagliati e diciamolo sfortunati. Martin conserva la maglia di leader.

TAPPA CAOTICA. Il caos regna in questo giro di Svizzera: cadute, fughe, scatti e controscatti, e una situzione in continua evoluzione con una corsa sempre concitata e imprevedibile. Anche oggi la frazione è incalzante, grazie ad un percorso ricco di piccoli strappi: terreno ideale per gli scattisti pronti a far saltare la corsa e a cercare un vittoria di tappa. Il primo ad andare in fuga è il francese Feillu, che transita in testa al primo GPM di giornata e viene ripreso dopo 160 km in avanscoperta. Al traguardo volante Morabito precede Gavazzi e Kroon. In occasione del secondo GPM provano a uscire dal gruppo Gillbert, Rodriguez, Poels, Hasjedal, Gutierrez, ma con poca fortuna.

FRITTATA. L'HTC Columbia scorta a tutta velocità il gruppo al previsto arrivo a ranghi compatti, sul quale il proprio velocista Cavendish era il netto favorito di giornata. Proprio il britannico a sessanta all'ora di velocità, in piena trans agonistica, taglia la strada a Haussler; per la serie tutti giù per terra, Boonen compreso. Fortunatamente nella caduta che coinvolge la maggior parte dei velocisti nessuno sembra aver riportato seri infortuni. Alessandro Petacchi bravo e fortunato evita la frittata e alza le braccia al cielo. Dopo un Giro sciagurato Alejet libera i motori dalla "bronchitella" che lo ha tormantato sulle strade della corsa rosa e torna a sfrecciare primo sul traguardo. La fortuna gli ha dato una mano, è innegabile, ma questa vittoria premia la sua audacia e temperanza nel non mollare in questi mesi negativi. Segnali importanti per Petacchi e la sua squadra. Si intravede una luce fuori dal tunnel?

...AMARCORD...



Vittoria indimenticabile del Pirata a Courchevel...Tour de France 2000...ultima vittoria di Marco.

"Quando stacchi tutti e arrivi da solo, la vittoria ha il sapore del trionfo. Sì, questa è una vittoria alla Pantani"

Quando vinceva era osannato dalla folla, e tutti erano con lui. Poi morì solo, in una stanza d'albergo, lacerato dalla droga, dalla depressione, dalla solitudine e dall'ingiustizia. Senza quella dignità di uomo e di sportivo, che proprio il mondo a cui lui aveva dato tanto gli tolse a Madonna di Campiglio e negli anni successivi . Ora siamo noi appassionati a sentirci un pò più soli qui, ora che capiamo quanto ci manca. Ci restano le sue imprese...e il vuoto che ha lasciato prima di partire per l'ultima salita.

IENE: DI NOME E DI FATTO

Stavo girando su Youtube...


0:02.
Cosa??? Marco Pantani positivo all'antidoping???
Prima di infangare la memoria di un mito come Pantani abbiate almeno la decenza di documentarvi per fare un'informazione corretta e nei limiti della decenza. A parte che neanche Basso è mai stato trovato positivo all'antidoping, ma passi perchè ha dimostrato con i fatti il suo valore. Andare a toccare Pantani è proprio da IENE: Positivi all'ignoranza. Voto 3.

TAPPA A FRANCK SCHLECK; E PER UN SECONDO MARTIN PRESE LA MAGLIA

Dipende. Da che punto guardi la corsa tutto dipende. In casa Saxo Bank saranno felici o delusi dalla tappa di oggi? Difficile dirlo. Da una parte l'ottima prestazione di Franck Schleck che vince la 3a tappa grazie ad un'ottima azione nel finale; dall'altra un Cancellara che fallisce il primo round di difesa della maglia di leader e la deve cedere per 1" al tedesco Tony Martin. Certo il percorso che evita le grandi salite, e vede la presenza solo di piccoli strappi e di una crono finale di 20 km vede ancora lo svizzero della Saxo favorito, ma forse la volpe Riis sta pensando ad un piano B con protagonista il più anziano degli Schleck: oggi con lo scatto dei giorni migliori.


FINALE THRILLING. La terza frazione, da Schwarzemburg a Wettingen per 166 km totali ,viene contraddistinta per buona parte da una fuga, che vede protagonisti: Alexander Pliushin, Jussi Veikkanen ed Ermanno Capelli che arriveranno ad avere un vantaggio di 15'. Nella seconda parte di corsa il gruppo, grazie all'intesa tra i vari team, riesce ad annullare il vantaggio e tutto si decide sulle ultime rampe di giornata. Dopo i generosi, ma vani tentativi di Luis Leon Sanchez e Albasini, ci provano Ballan e Freire a mettere in difficoltà la Saxo che intanto aveva preso in mano le redini del gruppo per cercare di evitare attacchi e favorire Cancellara. I vari tentativi sono buoni in partenza, ma alla lunga vengono resi vani dalla mancanza di coesione e collaborazione nei vari gruppetti di attaccanti.
Sul Saint Michael si decide la corsa. L'HTC fa esplodere la polveriera con un attacco di Rogers che apre la strada a Martin deciso a prendersi la maglia più che a vincere la frazione. Subito si agganciano al tedesco Frank Schleck e Nicolas Roche, seguono Uran, Gesink, Molllema, Carrara mentre Cancellara non riesce a ricucire e cerca di limitare i danni con l'aiuto del giovane Andy Schleck; nello stesso gruppo in cui è presente anche Armstrong. L'ultimo km è una volata che infligge distacchi risicati, ma decisivi.
Franck Schleck piazza la zampata finale e vince, resistendo al ritorno nel finale di Uran che giunge secondo con lo stesso tempo. A 3" arriva un gruppetto con Martin, Roche, Lovkvist, Mollema, Gesink, Garate e Carrara. A 7" giunge Cancellara che cede la maglia, in compagnia di Armstrong, Leipheimer e Joaquim Rodriguez.
Nelle prossime tappe Cancellara dovrà rispondere per potersi riprendere la maglia di leader dopo la prova sottotono di oggi. L'anno scorso vinse il Giro di casa dimostrando un netto miglioramento in salita. Forse l'ottima prima parte di stagione lo sta pregiudicando ora, come lo scandalo bici truccata che lo sta coinvolgendo.

Classifica generale 1. Tony MARTIN (Ger/HTC-Columbia); 2. Fabian Cancellara (Svi) a 1"; 3. Thomas Lovkvist (Sve) a 9"; 4. Rigoberto Uran (Col) a 10"; 5. Devenyns (Bel) a 11"; 6. Schleck (Lux) a 13"; 7. Fuglsang (Dan) a 14"; 8. Morabito (Svi); 9. Castroviejo (Spa) a 15" ;10. Mollema (Ola)

lunedì 14 giugno 2010

In Svizzera Cancellara è leader dopo le prime due tappe

Il Giro di Svizzera si annuncia come un duello serrato tra il fenomeno di casa Fabian Cancellara e il ceco della Liquigas Roman Kreuziger. Solo 1 misero secondo separa i due dopo il prologo di Lugano, una corsa nella corsa inframezzata da una salita di 2 km al 7% di pendenza media. Kreuziger parte a tutta sperando di mettere via un discreto margine su Cancellara cosi come il tedesco Tony Martin che scollina la salita con 10'' di vantaggio sullo svizzero. Nell'ultima parte viene fuori tutta la potenza di Cancellara che la spunta per un nulla su Kreuziger e per 3'' su Martin. Armstrong invece non brilla, chiudendo a 29'' di ritardo. Ieri, in occasione della seconda tappa, ci si attendeva una frazione per velocisti nonostante la presenza a metà percorso del Passo del Sempione con i suoi 2000 metri di altitudine. A scombinare i piani ci ha pensato invece l'altra ascesa di giornata: la modesta salita di Valençon a 13 km dall'arrivo dove si staccano velocisti come Petacchi e Cavendish ma anche uomini di classifica come Kirchen e Rogers che lasciano oggi minuti preziosi. La miccia che ha fatto esplodere la corsa l'ha accesa il nostro Matteo Carrara il cui attacco ha scremato il gruppo in una settantina di unità. A 2km dall'arrivo è stato ripreso anche l'ultimo fuggitivo di giornata: Pavel Brutt. La tanto attesa volata, viene rovinata da una serie di allunghi e contrattacchi iniziati da Lagutin, a cui ha risposto subito Perez Urtasun seguito a ruota dal tedesco Haussler. Il ciclista della Cervelo (VEDI FOTO) ha bruciato tutti negli ultimi metri compreso Oscar Freire, il quale ha perso il momento buono per scattare piazzandosi solo al quarto posto. Cancellara mantiene sempre la leadership mentre lo slovacco Peter Sagan della Liquigas, dopo l'ottimo quarto posto nel prologo, paga una giornata no chiudendo la tappa penultimo a quasi 11' da Haussler.

IL DELFINATO PARLA SLOVENO


C'è l'ha fatta! Janez Brajkovic, rivelazione in questo Giro del Delfinato, ha fatto sua la corsa che rappresenta senza dubbio il successo più importante della carriera. Un successo meritatissimo legittimato sopratutto a cronometro nella quarta tappa, dove lo sloveno 26enne della Radioshack ha inflitto a tutti distacchi netti. Brajkovic ha corso sempre da leader non lasciando spazio all'avversario più pericoloso: Alberto Contador. Lo spagnolo non ha corso al massimo delle sue possibilità ma ha comunque tenuto un buon ritmo in montagna e va dato atto a Brajkovic la bravura di averlo sempre seguito. La tappa di ieri, da Allevard Les Bains a Sallanches, presentava un percorso ondulato adatto a fuggitivi ma anche ad attacchi di uomini di classifica che invece si sono limitati a rimanere nel gruppo. La pioggia caduta sul percorso ha forse spaventato qualcuno soprattutto in discesa mentre i 17 temerari di giornata, tra cui il britannico David Millar, si sono lanciati ugualmente all'attacco riuscendo a raggiungere un vantaggio massimo di 3'. Gli ultimi 55 km facevano parte di un circuito che è stato ripetuto per 5 volte. La salita presente a metà circuito, il col de la Domancy, si è rivelata decisiva nel corso dell'ultimo passaggio dove il 23 enne norvegese Edvald Boasson Hagen ha allungato staccando gli ultimi 4 compagni di fuga. Sul traguardo di Sallanches il norvegese ha preceduto Duran e Silin staccati rispettivamente di 27 e 32''. Il gruppo dei migliori ha tagliato invece il traguardo dopo 40''.
Ottima prova da parte di Boasson Hagen, giunto alla quinta vittoria stagionale e capace, oltre alle già conosciute doti da cronomen e velocista di fare la differenza anche in montagna. Davvero interessante questo ragazzo, che nonostante il fisico possente (1.81 x 76kg) potrebbe mettersi in testa di diventare un ciclista da corse a tappe. Il talento è cristallino vedremo se sarà in grado di sgrezzarlo.

domenica 13 giugno 2010

L'Alpe d'Huez incorona Contador ma il Delfinato è ormai di Brajkovic

Alberto Contador coglie la vittoria di tappa sul palcoscenico più prestigoso del Giro del Delfinato: quell'Alpe d'Huez che evoca ciclisti leggendari, tornanti indomabili e pagine di sport tra le più entusiasmanti. Non poteva mancare il sigillo del "Pistolero" su questa corsa (dopo la vittoria nel prologo) nonostante lo spagnolo abbia fatto intendere come il successo finale non fosse il suo obiettivo primario. Ci ha provato comunque Contador e ha tentato di staccare lo sloveno Brajkovic già a 8 km dalla vetta con uno scatto dei suoi: progressione agile sempre sui pedali per provare a fare il vuoto, cosa che per un corridore come lui è ormai una consuetudine. Ma Brajkovic non ci sta: è il suo momento e lo sloveno non può farsi scappare una corsa che vuole fortemente per incrementare il suo, finora, scarno palmares. Così la maglia gialla risponde e apparentemente senza sforzo recupera la ruota di Contador che prova a staccarlo una seconda volta senza esito. La coppia senza forzare troppo il ritmo arriva appaiata in vetta e si gioca la volata: come è logico Contador va ad imporsi con Brajkovic soddisfatto per aver mantenuto intatto il suo margine sul campione spagnolo. Dietro di loro arriva a 17'' Szmyd che sembra in buona forma e in queste condizioni sarà un gregario fondamentale per Basso al Tour. L'americano Van Garderen non va alla deriva ma cede comunque 1'26'' ed è ora in terza posizione nella generale davanti al belga Van den Broeck giunto quinto al traguardo con 40'' di ritardo.

sabato 12 giugno 2010

Presentazione Giro di Svizzera: 12-20 giugno 2010

Parte oggi il Giro di Svizzera, giunto alla sua 74esima edizione. Una corsa che sarà test importante per molti protagonisti del Tour de France presenti sia per allenarsi che per fare classifica. Pensiamo a Lance Armstrong, il texano quasi 39enne che vinse questa corsa nel 2001. Insieme a lui partecipano altri due vincitori del Giro: Roman Kreuziger che trionfò nel 2008 e finì terzo l'anno scorso e Fabian Cancellara, il campione uscente (VEDI FOTO) nonché idolo di casa. Proprio il fatto di giocare a domicilio sembrerebbe sulla carta favorire Cancellara, per cui gli organizzatori, hanno tracciato per il secondo anno di fila un percorso su misura. Saranno due infatti le cronometro previste anche se quella finale sarà meno lunga rispetto a quella del 2009 di ben 36 km lungo i quali la locomotiva svizzera rifilo a tutti distacchi abissali tenendo una media pazzesca di 51 km/h!. Stavolta Fabian si dice in condizioni di forma meno pimpanti rispetto all'anno scorso e forse, la triste vicenda della bici meccanica, potrebbe averne destabilizzato la concentrazione. Se lo svizzero non dovesse ripetersi potrebbero approfittarne i due compagni di squadra alla Saxo: i terribili fratelli Schleck. Per quanto riguarda la Radioschack di Armstrong attenzione invece ai vecchietti Levi Leipheimer e Andreas Klöden insidiosi a cronometro e resistenti in salita. Delle altre squadre presenti ambiscono alla generale anche l'australiano Micheal Rogers della Columbia, fresco vincitore del Giro di California, lo svedese Thomas Lovkvist, a cui il team Sky concederà il ruolo di capitano e lo spagnolo Luis Leon Sanchez amante dei percorsi misti come questo Giro di Svizzera. Per gli italiani qualche speranza di vittoria è riposta in Matteo Carrara, galvanizzato dalla vittoria in Lussemburgo e in Alessandro Petacchi che dopo un Giro d'Italia sfortunato avrà pane per i suoi denti contro velocisti del calibro di Tom Boonen e Mark Cavendish su tutti senza sottovalutare grandissimi campioni di qualche anno fa come Oscar Freire e Robbie McEwen.
Oggi è prevista la prima tappa, il tradizionale prologo cittadino a Lugano lungo 7,6 km. Di questi 2 saranno in salita con un tratto di 200 metri al 10% di pendenza che renderà la frazione interessante e incerta. Se Cancellara si difenderà in questo tratto a lui non congeniale non dovrebbe avere grossi problemi a balzare in testa alla classifica sin da subito.
Le altre tappe come già detto non saranno mai eccessivamente pianeggianti però neanche troppo dure, con una sola salita lunga posizionata a meno di 10 km dall'arrivo (la Albulapass) nella sesta tappa sulle nove previste. Il Giro di Svizzera 2010 che misurerà 1353 km si chiuderà a Liestal dopo una cronometro di 27 km, 11 dei quali in leggera salita.


IL PERCORSO 2010:

  • 1a Tappa:







  • 2a Tappa:







  • 3a Tappa:









  • 4a Tappa:








  • 5a Tappa:









  • 6a Tappa:









  • 7a Tappa:






  • 8a Tappa

  • 9a Tappa

venerdì 11 giugno 2010

IVAN BASSO: SCATTA L'OPERAZIONE TOUR

Chi si ferma è perduto. Ivan Basso sembra avere bene impresso nella propria mente questo motto, tanto da farne quasi uno stile di vita. Non si è fermato quando da giovane si allenava duramente per diventare un campione. Non si è fermato quando da campione decaduto si allenava duramente per tornare al 100% dopo la squalifica. Non si fermerà ora dopo aver vinto la sua secodna maglia rosa, e si allenerà duramente per il suo secondo grande obiettivo stagionale: il Tour de France. Corsa che non rappresenta solo una vittoria sportiva per Ivan, bensì una rivincita, un riscatto, un riprendere li dove tutto si era interrotto proprio all'apice della maturazione agonistica. Il varesino è un corridore metodico e caparbio: chissà quante volte durante la squalifica ha progettato il ritorno alle corse. Da grande calcolatore si sarà immaginato prima in rosa sulle strade italiane per dimostrare che il Giro 2006 non era un frutto proibito. Poi in maglia gialla...al Tour: la corsa che lo ha reso grande. Per tanti anni Ivan ha studiato con merito all'università del ciclismo: ahimè, ahinoi e ahilui senza mai laurearsi, nonostante una costante ascesa e molti buoni risultati ottenuti negli anni, in progressione. Ora i tempi sono cambiati e così anche i rivali; ritroverà Armstrong e i talenti di allora, oggi cresciuti e divenuti protagonisti. Troverà per la prima volta Contador con cui corse alla Discovery pochi mesi prima della squalifica. La voglia di misurarsi con lui è tanta e Basso dopo qualche giorno di riposo, e di coccole allla maglia rosa e alla famiglia, è tornato in bici per preparare il secondo appuntamento clou della stagione. Scatta così l'operazione Tour. Prima parte di giugno sulle Alpi francesi per visionare le salite di Morzine, il Col de Ramat, Col de la Madeleine. Previsto poi un ritiro sul passo del San Pellegrino, dal 10 al 23 giugno con alcuni compagni, per compiere un lavoro di scarico e recupero in vista della partenza del Tour da Rotterdam il 3 luglio. La maglia Rosa 2010 scenderà solo il 19/20 giugno in occasione del GP Nobili, e il 26 giugno per i campionati nazionali; uniche due corse previste per il Leader della Liquigas in questo mese. Prima della partenza per la Francia, previste altre visioni delle tappe della Grande Boucle, in particolar modo i tratti in Pavè inseriti nella prima settimana di corsa. Il resto del percorso Ivan lo conosce, il tempo è passato, ma certe cose rimangono bene impresse nella memoria. Come i suoi ottimi risultati al Tour negli anni precedenti; che non sono andati perduti...perchè Basso non si è mai fermato.

giovedì 10 giugno 2010

A Risoul i big si marcano stretto, Vogondy fa sua la tappa

E' Nicolas Vogondy, 32enne francese della Bouygues Telecom, il vincitore della quarta tappa al Delfinato. Un outsider dunque, bravo ad approfittare dellla relativa tranquillità con cui i big hanno affrontato la salita di Risoul e a trovare il guizzo giusto a 1600 metri dal traguardo imponendosi in solitaria. La tappa è stata caratterizzata dalla lunga fuga di un duetto: lo statunitenese Danny Page e l'austriaco Stephan Denifl rimasti in avanscoperta per quasi 170 km con un vantaggio massimo di otto minuti e mezzo. Il giovane austriaco ha approfittato del ritmo blando della Radioshack del leader Brajkovic per cullare il sogno di una vittoria sfumato ai meno 3 km dall'arrivo dopo 9 km di ascesa solitaria. Le emozioni nel gruppetto dei migliori le ha regalate Denis Menchov che con uno scatto secco ai meno 4 da Risoul ha provato a saggiare le gambe degli avversari sperando di recuperare secondi in una classifica per lui non ideale (2'47'' di ritardo stamane). L'unico a rispondergli prontamente è stato Pujol della Cervelo ma l'azione del russo ha avuto vita breve. Contador, dopo aver aver sfruttato nella prima parte di salita il lavoro del generoso compagno Horner, ha tirato personalmente riportandosi su Menchov in testa alla corsa. Brajkovic insieme ad una decina di corridori è riuscito a tenere la ruota dello spagnolo marcandolo strettissimo. In questa situazione di stallo ne ha approfittato come detto Vogondy che si è imposto davanti al connazionale Sicard giunto a 12'' e all'ottimo Brajkovic che con una progressione nei 200 metri finali si è tolto lo sfizio di mettere la propria ruota davanti a quella di Contador giunto appaiato a 15'' ma sicuramente conscio che questo sloveno è un osso più duro del previsto. A 18'' da Vogondy ecco altri quattro atleti capeggiati dall'interessante 23enne estone Taaramae ora nono nella generale, al francese Rolland, al belga Van den Broeck e al nostro Eros Capecchi, piacevole sorpresa di oggi. Menchov giunto stanco per un attacco forse troppo deciso ha lasciato altri 5'' a Brajkovic e vede il podio allontanarsi ancora. Nella generale lo sloveno della Radioshack guadagna 25'' sull'americano Van Garderen ora staccato di 1'15'' e mantiene 1'41'' su Alberto Contador. Menchov è invece sesto con 2'55'' di ritardo.