FRASE CELEBRE

"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

Marco Pantani


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PRIMO PIANO

mercoledì 1 giugno 2011

IL NOSTRO GIRO...

Si è conclusa da pochi giorni l'edizione numero 94 del Giro d'Italia quella del 150enario dell'Unità del nostro meraviglioso e controverso paese. Piuttosto che per una forte italianità, questo Giro passerà però ai postumi per altri motivi legati sopratutto a corridori stranieri e che in questo articolo di commento riteniamo doveroso condividere con voi lettori...

martedì 24 maggio 2011

Che spettacolo il Giro!

VOLTI SCARNI, affranti dalla fatica. Volti pallidi, impoveriti dalla stanchezza. Gambe tremolanti, sottili come grissini ma potenti come carriarmati che arrancano, riprendono, rilanciano e infine tornano ad essere semplici arti di comuni essere umani. Uomini sopra una bicicletta che diventano eroi dei pedali, beniamini acclamati dalla folla festante, presente in massa lungo le strade. Una folla che si emoziona, si entusiasma e infine s'innamora di quella cornice spettacolare che offrono i corridori, a fare da sfondo ad un quadro con un paesaggio mozzafiato tra Zoncolan, Giau, Fedaia e Gardeccia.
ATLETI DELLA DUE RUOTE, alimentata da polpacci e polmoni, che esprimendo la loro massima potenzialità su queste nostre montagne, riescono a regalare attimi di inestimabile suggestione, portando se stessi, gli spettatori e tutti i presenti, a dialogare apertamente ed elegantemente con l'ambiente circostante. Appennini, Alpi o Dolomiti che siano poco importa, il livello del tifo è sempre e comunque altissimo, è sempre e comunque una lieve carezza su corridori dagli occhi colmi di fatica. Una mano tesa che serve a rassicurarli e a spingerli fin dove sarebbe impossibile giungere con le sole proprio forze. Il Giro d'Italia è questo: fatica e sudore che sono direttamente proporzionali all'affetto e alla devozione del pubblico per le gesta dei loro acclamati corridori.
UN CORRIDORE CHE PASSA PIU' DI 7 ORE IN BICI, affrontando più di 50 km in salita su un totale di 230, superando le vette poste a 2200 metri d'altitudine ed avvalando le ripide discese per tornare a valle e riprendere quindi a salire, è egregiamente supportato da un pubblico che attende per ore ed ore, se non giorni, il suo passaggio. Un passaggio rapido e sfuggente ma che sembra durare una vita per tutte le sensazioni che ne scaturiscono da una parte e dell'altra. Il corridore affronta il sole, la calura che si alza dall'asfalto, arrivando a correre a temperature che scavalcano la soglia dei 30° gradi. E sempre nella stessa giornata può passare, in pochi minuti, dall'afa insopportabile ai 4-5° gradi che sono di casa su di una cima alpina. Si passa dal calore soffocante, dall'umidità che rende prigionieri, alla pioggia che si trasforma poco a poco in nevischio. Una sorta di conversione dallo stato liquido a quello solido che gela le gambe e le braccia dei ciclisti, i quali, però, non possono fermarsi, tergiversare e ricominciare il proprio cammino. Loro devono coprirsi come meglio possono, ricorrendo anche a stratagemmi come il classico foglio di giornale, sotto la maglia, a protezione dello stomaco.
SE SI HANNO QUESTE IMMAGINI IN TESTA, se si prova solo un attimo a vestire i loro umidi abiti, vengono i brividi solo al pensarci prima ancora di cadere nella tentazione transumana di indossare un paio di calzoni ed inforcare la propria bici dopo averla "lustrata come un nobile cavallo" come scrisse l'indimenticato Dino Buzzati quando seguì il Giro del 1949 come corrispondente del Corriere della Sera.
Il calciatore tanto osannato, omaggiato ed ammirato (che si getta a terra per un lieve spostamento d'aria in genere una decina di volte a partita) diviene una barzelletta a confronto di questi atleti. Ciclisti sono cumuli di carne risicata all'osso, senza un filo di grasso, che sfidano le intemperie facendoci capire cosa vuol dire essere degli sportivi. E facendoci capire perchè noi possiamo star lì solo a guardarli ed incitarli, condividendo pioggia e freddo con loro per dar l'illusione a noi stessi di poter loro alleviare le loro pene sportive. Non comprando un biglietto in platea, non comprando le loro maglie, non collezionando le loro figurine. Stando lì al capolinea, aspettandoli, dando loro una pacca sulla spalla e un urlo di incoraggiamento. Il ciclista non ci chiede nulla più ma se solo alzasse un dito saremmo lì pronti a portarlo in braccio, come fosse la nostra star assoluta nel bel mezzo di un concerto.
GIA' IL GIRO E' PROPRIO UN CONCERTO di colori, suoni, espressioni, dolori e gioie. Anche per il tifoso che si sottopone ai rischi meteorologici del caso, attendendo, intravedendo e infine lasciando andare con gli occhi il corridore verso il traguardo. E il tutto per una misera manciata di minuti, un pugno di secondi che rimaranno irripetibili fino al prossimo anno o forse per sempre. Il fotogramma delle migliaia di persone che assieme, tenendosi per mano o sorridendo l'un l'altro, scendevano dalla cima dello Zoncolan, sotto un diluvio universale da non poter veder due metri più in là...rimarrà uno dei ricordi migliori che conseverò con cura maniacale nei cassetti dedicati alle avventure sportive.

giovedì 14 aprile 2011

Altra Classica, altro outsider, la Parigi-Roubaix a Van Summeren

Una corsa d'altri tempi, come sempre si è rivelata, l'infernale Parigi-Roubaix. Al termine del viaggio all'inferno, con punto d'approdo al velodromo di Roubaix, a trionfare è stato un atleta di casa: il belga Johan Van Summeren (30-Garmin Cervelo) al suo quarto successo in carriera, ultimo dei quali una tappa e la classifica finale del Giro della Polonia 2007.
Dopo la Milano-Sanremo a Matthews Goss, il Giro delle Fiandre a Nick Nuyens, anche la terza delle 5 Classiche definite "Monumento" è preda di un corridore mediocre, non considerabile come outsider per la vittoria finale ma nemmeno un gregario di basso spessore. Già, perchè arrivare a vincere una corsa del genere non può essere una casualità. Van Summeren si è trovato al posto giusto nel momento opportuno, sfruttando la bagarre e il gioco d'attesa dei big alle sue spalle, staccando i propri compagni di fuga e resistendo nel finale al ritorno di "Spartacus" Cancellara, ottenendo così il privilegio di giungere in solitaria ed esultare a braccia alzate.
Ma facciamo un passo indietro e cominciano a raccontare dal passaggio-chiave della corsa, attraverso il tratto di pavè della foresta di Arenberg. Lì ad 86 km dal traguardo si infrange il duello più atteso di giornata, tra i due plurivincitori della Roubaix presenti nel gruppo: Fabian Cancellara e Tom Boonen.

domenica 10 aprile 2011

Vuelta de Pais Vasco: Kloden mette in fila tutti



Andreas Kloden (VEDI FOTO), a quasi 36 anni compiuti, sta scoprendo una seconda giovinezza. Il tedesco della Radioshack, tra i più forti atleti da corse a tappe nei primi anni duemila, sta vivendo quest'anno un inizio di stagione ricco di soddisfazioni. Dopo il secondo posto alla Parigi-Nizza, Kloden ha fatto sua la 51esima edizione della Vuelta dei Paesi Baschi, appuntamento valido per il calendario UCI World Tour. La vittoria finale è stata ipotecata nella cronometro finale: 24 km con partenza e arrivo a Zalla, l'unica delle sei tappe previste a far emergere delle differenze nitide tra i protagonisti annunciati della corsa.

giovedì 7 aprile 2011

Giro delle Fiandre 2011, torna padrone un belga

Non Philippe Gilbert, non Tom Boonen ma bensì Nick Nuyens.
Il trentenne belga, corridore della Saxo Bank di Bjarne Riis, si è imposto a sorpresa domenica scorsa nella famigerata classica fiamminga, gara che sancisce l'avvio delle grandi corse del Nord del periodo primaverile.
Tutti si aspettavano il duello tra il numero 1 uscente, lo svizzero Fabian Cancellara e, l'idolo di casa Tom Boonen, già vincitore del Fiandre in due occasioni.
Sfida preannunciata visto come l'anno scorso i due si giocarono la vittoria finale in un testa a testa sul Grammont, dove l'elvetico ebbe la meglio sul rivale e potè esultare tutto solo sul traguardo finale.
Protagonisti pure in questa edizione i due campioni, ma la storia della corsa ha regalato un esito ben diverso.
Un Giro delle Fiandre 2011 più duro rispetto al passato, con l'inserimento di 3 "muri" in più da affrontare e la presenza di molti corridori pronosticati come favoriti per la vittoria finale.

martedì 29 marzo 2011

Boonen risponde presente per le Classiche del Nord

Tom Boonen dimostra di essere in ottima condizione e con un giorno di differita, risponde per le rime alla vittoria di Fabian Cancellara nel Gp di Harelbeke, con uno strepitoso sprint che gli regala la vittoria alla Gand Wevelgem.
Il belga della Quick Step colse proprio in questa gara, nel lontano 2004, la sua prima consacrazione come corridore vincente nelle gare di un giorno, le cosidette classiche. Lo stesso corridore ricorda scherzosamente quella fase della sua carriera: "Allora ero un corridore che poteva puntare alle corse del mercoledì (vedi stessa Gand Wevelgem, ndr). Ho dovuto aspettare che si ritirasse un certo Museeuw per poter puntare a quelle della domenica" è il commento ironico del 31 corridore belga che annovera nel suo palmares la vittoria di ben 2 Giri delle Fiandre e 3 Parigi-Roubaix.

Gp Harelbeke a Cancellara, già in orbita Fiandre


Una prova di prepotenza assoluta. Come l'anno scorso, ma stavolta senza Boonen tra gli avversari, Fabian Cancellara esce vittorioso al termine del Gp di Harelbeke.
E ne esce vittorioso soprattutto per il modo in cui ha saputo cogliere il successo nella corsa belga, secondo in assoluto in questo inizio stagione del 2011.
Impressionante infatti è stato l'allungo in progressione dello svizzero del team Leopard sulle rampe del muro di Konkteberg, penultima asperità di giornata, quando i chilometri al traguardo risultavano essere ancor più di 30.

Sella ritorna a gioire dopo mesi: la Coppi e Bartali è sua

Uno scalatore dal fisico esile ma dal coraggio immenso. Un attaccante nato, pronto ad alzarsi sui pedali e a scattare non appena la strada comincia a prendere una certa pendenza. La crescita anno dopo anno, mettendosi sempre più in evidenza e arrivando sempre più vicino alle ruote dei big, a poter competere con loro nelle salite impervie, ad affiancare i loro tubolari ed a sfidare le loro virtù e capacità.
Emanuele Sella arriva all'apice della propria crescita professionale nel 2009, e in quel Giro d'Italia mostra numeri d'alta classe, conquistando la maglia verde di miglior scalatore e soprattutto due tappe intermedie.
Poi il buio più totale per sè e per chi gli stava intorno, nel momento culmine in cui tutti gli sforzi fatti fino ad allora, sembrano vanificati con un colpo di spazzola che caccia via la gloria e le soddifazioni tanto attese.
Il colpo arriva dall'UCI che lo indaga, accerta le indiscrezioni presenti sul suo caso, ed infine decide per la squalifica in seguito alla positività del corridore vicentino.

Dopo Murcia, Contador trionfa anche al Catalogna

Si è conclusa domenica l'edizione del Centenario della Volta a Catalunya. A vincere è stato lui, il pistolero di Pinto de Madrid. 
Mettendo il proprio nome nella casella del vincitore della terza tappa, ad Andorra d'Arcalis, Alberto Contador è riuscito a far sua la corsa catalana, come in passato fecero campioni del calibro di Ocana e Gimondi, solo per citarne un paio
L'azione prepotente del corridore della Saxo Bank ha messo in riga tutti gli avversari che si sono spartiti le posizioni d'onore non potendo lottare per la vittoria finale. Da registrare l'ottimo secondo posto finale del marchigiano della Lampre, Michele Scarponi, che proprio l'ultimo giorno è salito sul gradino medio del podio, grazie al ritiro di Levi Leipheimer.

sabato 26 marzo 2011

Vuelta di Catalunya: A Rojas Gil la sesta tappa, classifica immutata

C'era da aspettarselo: dopo essersi piazzato terzo nella quarta tappa e secondo ieri è arrivato il tanto sospirato acuto per Josè Joaquin Rojas Gil (VEDI FOTO), giusto premio per la sua regolarità. In una tappa per velocisti, che per il terzo giorno di fila non ha regalato emozioni in ottica classifica generale, a intrattenere l'interesse del pubblico ci ha pensato la fuga dell'olandese Bauke Mollema (decimo in graduatoria) assieme al bielorusso Siutsou e al colombiano Atapuma, l'ultimo ad arrendersi, a 12 km dall'arrivo.

venerdì 25 marzo 2011

Un Malori a crono stratosferico nella Settimana Coppi e Bartali

La quarta tappa di una delle competizioni di maggior rilievo del calendario italiana, la Settimana Coppi e Bartali ha salutato il primo successo tra i professionisti di Adriano Malori del team Lampre ISD.
Il corridore parmense classe '88 si è imposto nell'unica prova contro il tempo individuale presente in questa corsa, dimostrando come questa sia la disciplina da lui preferita, che lo fece eleggere campione del mondo under 23 nell'anno 2008 proprio nella specialità della cronometro.
Malori già si era messo in evidenza nel corso della tappa poi vinta da Emanuele Sella con l'attacco sul Monte Gaggiano.

Un francese per la 5a tappa in Catalunya

Oggi sì è corsa la 5a frazione della corsa catalana che si concluderà domenica con la passerella finale a Barcelona, capoluogo della regione.
Una tappa con un chilometraggio significativo ma non particolarmente dura da affrontare. Erano 205 i km da percorrere per coprire la distanza da El Vendrell a Tarragona, affrontando due gran premi di seconda categoria, uno dopo il chilometro 80 di corsa e l'altro poco dopo i 120 da inizio gara.
 Sulla carta una tappa dedicata esclusivamente ai velocisti e con poche chances di attacchi solitari, dato il finale in leggero discesa che facilita eventualmente chi è destinato a rincorrere e non certo chi tenta di avvantaggiarsi in testa.
Il tentativo di fuga più volenteroso è portato da quattro atleti, corridori di tutto rispetto: Masciarelli (Astana), Froome (Sky), Vanendert (Omega Pharma-Lotto) e Cusin (Cofidis). 
Soprattutto l'italiano Francesco Masciarelli può vantare una posizione di classifica più che vantaggiosa, essendo distanziato nelle generale di soli 1 minuti e 57 secondi dal capoclassifica della Saxo Bank, Alberto Contador.

Alla Settimana Coppi e Bartali, risorge Emanuele Sella e oggi la crono

Ieri nella 3a tappa della Settimana Coppi e Bartali che si sta svolgendo nelle terre dell'Emilia Romagna ( ad eccezione dello sconfinamento in Veneto nella 2a tappa) Emanuele Sella (Androni Giocattoli) è riuscito a tornare alla vittoria, dopo il lungo purgatorio a cui è stato costretto in seguito alla sua implicazione in fatti di doping.
Il corridore vicentino ha compiuto un numero d'alta scuola nel passaggio finale sul Gaggio Montano, raggiungendo prima e staccando poi, Adriano Malori (Lampre) e Stefano Pirazzi (Colnago), due ottimi giovani e promesse del futuro azzurro delle due ruote. I due si erano avvantaggiati nei confronti del gruppo nel corso del penultimo passaggio dell'ascesa di giornata.
Gianni Savio, team manager dell'Androni Giocattoli, continua così a inanellare successi con la sua squadra, dopo quelli di Serpa e Ferrari in questo prima razione del ciclismo 2011.
Per quanto riguarda Sella è sicuramente un'iniezione di autostima fondamentale per quest'annata di "rinascita" professionistica:

giovedì 24 marzo 2011

Volta de Catalunya 4a tappa da sali e scendi con finale portoghese

All'indomani della vittoria di tappa di Alberto Contador (Saxo Bank) con conseguente conquista della maglia di leader, prende il via la 4a frazione della corsa catalana.
Tappa di 195 km che porta da Seu d'Urgell a El Vendrell, attraverso un percorso ondulato composto da numerosi strappi che potrebbero facilitare la buona riuscita di una fuga. Insomma non una tappa decisiva ai fini della classifica generale nè tantomeno adatta agli sprinter presenti nel gruppo.
Un tracciato adatto a chi possiede una buona condizione fisica, la volontà di mettersi in mostra e la disponibilità al sacrificio per tentare un'azione mirabolante da lontano, cercando di evitare l'assorbimento del gruppo e provare a centrare una vittoria, magari solo immaginata inizialmente.

Contador è il rey de la Volta de Catalunya dopo la 3a tappa

Si è corsa ieri la terza tappa della Volta de Catalunya 2011: l'unica frazione con arrivo in salita della settimana catalana ciclistica. Partenza alle ore 11, 30 locali dalla cittadina di La Vall d'en Bas per affrontare successivamente 189 km e giungere al traguardo di Andorra, posto al termine di una salita di 8 km con pendenza media del 6,5 %.
Al via della frazione di giornata il leader della generale era Gatin Smukulis (HTC) il lettone vincitore della prima tappa dopo una straordinaria impresa personale che lo ha visto arrivare tutto solo al traguardo. 
Le aspettative maggiori erano per i big presenti in gara, costretti ad uscire allo scoperto per giocare le proprie carte in vista della classifica generale finale. Quindi grande attesa per Contador (Saxo Bank) Evans (Omega Lotto) Basso (Liquigas) Scarponi (Lampre) Di Luca (Katusha) Leipheimer (Radio Shack) Tondo Volpini (Movistar) e Daniel Martin (Garmin), Carlos Sastre e Denis Menchov (Team Geox).