FRASE CELEBRE

"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

Marco Pantani


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martedì 6 luglio 2010

SUL PAVE' IL MIGLIORE E' HUSHOVD, ARMSTRONG E BASSO PERDONO TERRENO DA EVANS, SCHLECK E CONTADOR


In seguito all'armistizio di ieri i corridori, dopo essere entrati in suolo francese, hanno cominciato a darsi battaglia sulle strade del Tour. Strade che oggi erano in pavè, la particolare pavimentazione irregolare composta da cubetti di pietra che caratterizza, più che una corsa tappe, sopratutto le classiche del nord come la Parigi-Roubaix, oggi ripercorsa in alcuni tratti. Per molti atleti del gruppo, tra i quali anche uomini di classifica, questo tipo di percorso presentava numerose difficoltà: infatti lungo il pavè la bicicletta vibra, sobbalza e l'energia della pedalata si disperde facilmente rendendo estremamente duro procedere. C'è da dire che questa tappa non era paragonabile ne alla Roubaix che presenta 50 km di pavè con condizioni metereologiche spesso proibitive (con il fango la difficoltà aumenta considerevolmente) né a quella del Giro conclusasi a Montalcino, dove, oltre a un tratto al 15% di pendenza, bisognava pedalare sullo sterrato reso scivoloso dalla fitta pioggia. Oggi, grazie al bel tempo, era insomma meno proibitivo tenere le ruote dei migliori. Impresa che non è riuscita però a molti soprattutto per colpa della brutta caduta di Frank Schleck, che sbaglia una curva sul quinto tratto di pavè (uno dei più duri) a circa 20 km dall'arrivo e finisce a terra dividendo il gruppone in vari tronconi. Sfortunato il campione lussemburghese che viene immediatamente trasportato in ospedale. Da questo momento inizia una corsa nella corsa con Cancellara, Andy Schleck, Evans e Hushovd (VEDI FOTO) che si avvantaggiano sugli altri uomini di classifica mentre al comando, reduce da una fuga da lui avviata pochi km dopo il via, resiste il canadese Hesjedal. A 15 km dall'arrivo Lance Armstrong, che si stava portando sotto al gruppo Cancellara, è vittima di una foratura che lo costringe a correre scortato dal solo Popovich. Peccato per il texano che stava guadagnando diversi secondi su Contador, il quale, grazie all'enorme lavoro di Vinokourov, lo supera mantendosi a “distanza di sicurezza” dai primi. La maglia gialla Chavanel invece, dopo la gioia fuori programma di ieri, paga il suo debito con la sorte costretto com 'è a cambiare per ben due volte la bicicletta. Finito il tratto di pavè a circa 8 km dal traguardo Hesjedal viene ripreso mentre Armstrong è costretto negli ultimi km a inseguire da solo vista la stanchezza di Popovich che si fa da parte. L'arrivo di tappa si conclude in volata e com' era facile attendersi, è il norvegese Thor Hushovd (il più penalizzato dal mancato sprint di ieri) a mettere la bicicletta davanti alle ruote di Thomas ed Evans. Dietro di loro arriva a 53'' un gruppetto comprendente Menchov e Wiggins e tirato da Vinokourov il cui forcing finale non si avvede del fatto che il proprio capitano Contador è rimasto indietro per una foratura. Una scena simile a quella della cronosquadre al Giro dove Vino perse per strada l'ultimo compagno utile ai fini della classifica a causa della sua andatura indiavolata. Contador giunge così a 1'13'' da Hushovd rammaricato per i 20 secondi persi ma sicuramente soddisfatto per avere inflitto distacchi importanti in una tappa a lui non favorevole. Armstrong giunge infatti attardato a 2'08'' mentre Ivan Basso chiude a 2'25''. Nulla da fare per il varesino che in questo tipo di terreno aveva già messo in preventivo di accumulare un distacco del genere. Altro discorso per il texano che si era difeso alla grande sul pavè prima della foratura che lo ha sicuramente penalizzato più di tutti. 3'58'' infine il distacco dell'ex maglia gialla Chavanel il quale chiude il suo regno dopo un solo giorno di dominio. Il simbolo del primato torna infatti sulle spalle di Fabian Cancellara, il protagonista, nel bene e nel male, di questo primo scorcio di Grande Boucle. Tra i big il meglio posizionato è ora Cadel Evans che deve gestire 30'' su Andy Schleck, 1'01'' su Contador, 1'10'' su Menchov, 1'51'' su Armstrong e 2'41'' su Basso, il quale attende ora le Alpi per provare a recuperare il terreno perduto. Damiano Cunego invece, dopo una caduta a 40 km dal traguardo, lascia per strada altri 17' rispetto ai primi, dopo 3 tappe il suo è gia un Tour da fuggitivo...

1 commento:

Jeeper ha detto...

Mi ha impressionato Armstrong. Nonostante la sfortuna ha pedalato vermente bene, dimostrando di stare bene fisicamente e di avere una buona attitudine a questo tipo di terreno. Peccato per la foratura, ma prova superba. Dimostra a 39 anni di essere ancora un osso duro. Complimenti.