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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

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mercoledì 14 luglio 2010

Il gruppo si prende un giorno di ferie...e Paulinho fa festa

Nel giorno della festa nazionale francese, per la ricorrenza della presa della Bastiglia del 14 luglio 1789, Sergio Paulinho (Radioshack) si prende la sua prima vittoria al Tour de France e rovina la festa ai francesi, che ogni anno sperano di celebrare questa giornata speciale nel migliore dei modi: cioè con la vittoria di un connazionale nella corsa di casa. Niente da fare. Il gruppo della maglia gialla si prende un giorno di "ferie" affrontando la tappa con tutta calma, e finendo la corsa con un'ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia prevista dagli organizzatori. Saranno stati il caldo, le fatiche dei giorni scorsi sulle salite, o la solidarietà dei corridori con i francesi in festa, ma l'aria di vacanza e riposo c'era anche nel Peloton. Paulinho, ricordo dolce per noi italiani: finì secondo alle olimpiadi di Atene 2004 dietro al nostro Bettini, ha fatto tesoro di tale esperienza e oggi allo sprint al foto finisch ha anticipato di pochi centimetri Kiryenka (Casse d'Epargne) e porta a casa la 10a tappa del Tour. Piccola curiosità: nel 2006 questo portoghese vinse la 10a tappa della Vuelta, non c'è che dire un numero per lui ricorrente e senza dubbio fortunato, visto che sono le sue uniche vittorie in una frazione di un grande giro a tappe. Andy Schleck (Saxo Bank) rimane maglia gialla. Unica novità di giornata il cambio di maglia a pois che torna sulle spalle del francese Pineau (QuickStep).


TAPPA DI SPOSTAMENTO. Il gruppo oggi voleva rifiatare dalle tappe intense dei gironi scorsi, per cui era scontata la licenza di fuga per chi voleva cercare gloria attaccando da lontano. Ci provano in molti ad inzio tappa tra cui un drappello con l'italiano Oss (Liquigas), ma il gruppo revoca la licenza: troppo presto. Nel frattempo infatti il peloton viaggiava ad alte volocità tirato dalla Lampre interessata con Petacchi al traguardo volante che assegna punti per la maglia verde; Alejet lo ha vinto guadagnano così 6 punti. Da segnalare anche un brutta caduta di Popovych (Radioshack) che risale in bici a fatica.
A 145 km dall'arrivo si capisce che è partita la fuga giusta, se ne vanno in 4: Mario Aerts (Omega Pharma-Lotto), Dries Devenyns (QuickStep), Sergio Paulinho (RadioShack) e Vasili Kiryienka (Caisse d'Epargne).I francesi Bouet e Rolland si mettono all'inseguimento dei 4 attaccanti, capendo che quello è il treno giusto per vivere una giornata indimenticabile per un francese; ai 112 km dal traguardo li raggiungono, davanti sono ora in 6. Gli attaccanti si daranno cambi regolari arrivando ad avere un vantaggio di 11' sul gruppo guidato dagli uomini Saxo Bank, che controllano la corsa senza affanno, ma senza affannarsi.
Ai meno 15 km dall'arrivo tra i fuggitivi si rompono gli indugi e allunga Devenyns, ripreso 2 km più tardi da Paulinho e Kiryenka che sembrano ancora relativamente freschi. Il portoghese è il primo che si gioca le proprie carte e allunga , ma deve fare i conti con Kiryenka che gli resta attaccato con lo sputo; anche lui è bravo a capire che quello è il treno giusto. Dietro i 4 compagni di fuga non ne hanno più e abbandonano ogni speranza di vittoria. I due al comando ai meno 3 km sono soli e capiscono che la vittoria sarà una questione tra loro; all'ultimo km si studiano a lungo, Paulinho parte per primo e riesce a resistere al ritorno di Kiryenka che perde per una questione di centimetri; disperato sarà uno di quelli che stasera non farà festa, mentre Paulinho senz'altro si aggregherà a molti francesi, felice di aver aprofittato di una grande occasione. In fondo la fortuna aiuta gli audaci. Terzo posto per Dries Devenyns.


Il gruppo maglia gialla arriva con 15', con tranquillità cicloamatoriale, e Cavendish allo sprint batte Petacchi e Hushovd rosicchiando punti per la maglia verde che resta comunque sulle spalle del norvegese. Prove generali di volata per domani, quando la giornata di festa sarà alle spalle e si tornerà a fare sul serio. Oggi come si dice in gergo "bastava portare la bicicletta al traguardo".

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