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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

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domenica 18 luglio 2010

Impresa di Riblon, Contador non fa male a Schleck

Oggi, 18 luglio 2010, il Tour è tornato sui Pirenei a quindici anni esatti dalla tragica caduta di Fabio Casartelli, che su queste montagne, perse la vita a soli 25 anni. Armstrong questa volta non è riuscito a rendere omaggio alla memoria dell'ex compagno di squadra ma siamo sicuri che il texano cercherà nei prossimi giorni la vittoria di tappa in modo da chiudere la sua carriera con un ultimo ruggito. La vittoria va a sorpresa a un combattente francese: Christophe Riblon (VEDI FOTO) che a 29 anni conquista la più bella vittoria della carriera tenendo duro sulle due ultime salite nonostante fosse in fuga dall'inizio assieme ad altri 8 corridori: Geraint Thomas, David Zabriskie, Benoit Vaugrenard, Pavel Brutt, Jurgen Van de Walle, Pierre Rolland, Stephane Augè e Amel Moinard. Dopo tanta pianura a 44 km dall'arrivo la strada comincia a salire: il primo gigante pirenaico di giornata è il Col de Pailheres affrontato dai battistrada con 4' di vantaggio sui migliori. Le ascese di queste zone non lasciano respiro specialmente nelle giornate torride come questa dove la selezione viene fatta naturalmente da dietro. E' quello che puntualmente accade nel corso degli interminabili 15 km di salita del Pailheres dove dei nove fuggitivi rimangono solo Riblon e Moinard che proseguono in coppia per diversi tornanti. Nel gruppo maglia gialla tirato dagli uomini dell'Astana a provarci subito è il catalano Valls Ferri reduce dal secondo posto a Les Rousses. Il 23enne della Footon dimostra un buon passo in salita e sarà l'atleta più veloce a scalare questa asperità. Ai 40 km dall'arrivo ci prova anche Carlos Sastre, stamane 15esimo a 7'34'' da Schleck, il quale si avvale dell'appoggio del compagno di squadra Gustov. Dietro tutto tranquillo con Schleck che occupa sempre le ultime posizioni del gruppo e talvolta va anche dall'ammiraglia per rifornirsi direttamente, sintomo di una condizione e di una sicurezza nei propri mezzi davvero notevoli. Schleck sembra voler dire a Contador: “hai visto? non ti temo, posso anche lasciarti dieci metri di vantaggio e non me ne pentirò”. La tattica funziona bene e apparte Armstrong e un sofferente Evans, nessuno dei più attesi perderà contatto sulla salita. Ai meno 2 km dalla vetta esce dal gruppo la maglia a pois Charteau cercando punti preziosi per la relativa classifica. E' piacevole sottolineare come sia il nostro Damiano Cunego a inseguirlo in prima persona, segnale che Damiano c'è e vuole lottare per questa maglia a anche se in cima non riuscirà a battere allo sprint Charteau. Nel frattempo in testa alla corsa Riblon riesce a distanziare Moinard e a scollinare per primo il Pailheres con 15'' sul connazionale e un minuto e mezzo circa su Valls. Il gruppo dei migliori recupera in questa ascesa solo 1'30'' alla testa della corsa. Nella discesa seguente alle spalle di Riblon e Moinard si forma un quintetto composto da Sastre, Valls, Cunego, Kiryenka e Van den Walle che inizierà l'ascesa finale di Ax 3 Domains con 1'40'' di svantaggio dal francese mentre il gruppo lascia per strada altri 30 secondi e comincia la salita con 3' di ritardo. Riblon comincia a credere nell'impresa e affronta a ritmo indiavolato la prima parte della salita, quella più dura e selettiva. Sastre sembra essere in grado di fare la differenza e si mette tutto solo all'inseguimento di Riblon alla ricerca di un doppietta qui ad Ax, 7 anni dopo il suo primo successo al Tour. Il gruppo dei migliori è tirato invece da Vinokourov, straordinario in questi tre giorni dove ha speso un infinità di energie. Ciò nonostante il kazako ha ancora la forza per tirare a tutta i primi 4-5 km di salita e il suo forcing per il capitano Contador (tra i due sembra tornato il sereno), fa vittime illustri nel gruppo dei migliori. E' Ivan Basso a staccarsi definitivamente a circa 7 km dal traguardo insieme a corridori come Kloden, Wiggins e Roche che normalmente sono un gradino sotto al corridore varesino. Evidentemente la maglia rosa non è arrivato ad avere oggi la condizione che si auspicava e paga ancora una volta dazio a troppi atleti. Il lavoro dell'Astana sembra il preludio ideale per un allungo di Contador il quale arriva puntualmente a circa 5,5 dal traguardo. Andy Schleck è però l'ombra gialla del corridore spagnolo che ci prova altre due volte nel giro di pochi secondi ma senza trarne alcun risultato se non quello di aver avuto l'ennesima conferma di aver trovato un rivale particolarmente ostico e in grado di impensierirlo in salita. La tattica di Schleck è logorante per Alberto: il lussemburghese infatti è concentrato esclusivamente sulle mosse del suo principale avversario senza curarsi degli altri uomini di classifica. Nell'indifferenza della maglia gialla un Menchov in gran forma e un Samuel Sanchez sempre più sorprendente prendono un leggero vantaggio provando a ritagliarsi uno spazio e a duellare per la terza piazza nella generale. Menchov sembra più pimpante ma i due, dopo aver ripreso e superato un esausto Sastre arrivano appaiati a 54'' da Riblon indiscusso protagonista di questa, per lui, leggendaria domenica. Schleck e Contador lasciano 14'' ai loro due inseguitori principali mentre Gesink e Van den Broeck, così come il redivivo Rodriguez non perdono un secondo dai due attori principali di questa Grande Boucle. Bravo anche a Damiano Cunego, giunto nono e migliore degli italiani oggi a 1'49'' dal vincitore. Il duo Liquigas giunge attardato: Basso perde 1'22'' dalla maglia gialla mentre Kreuziger quasi 2'. Entrambi delusi i due capitani di una squadra apparsa troppo stanca a causa di un Giro massacrante come dimostra il fatto che un gregario prezioso come Szymd si sia staccato già sul Pailheres. Probabilmente Basso, come ha dichiarato nel dopo tappa: “non sono al livello di coloro che lottano per il podio” oggi esce definitivamente di scena dalle primissime posizioni e penserà a questo punto a ben figurare almeno nella prestigiosa tappa con arrivo sul Tourmalet, dove una sua prova maiuscola potrebbe salvare un Tour che si è rivelato finora avaro di soddisfazioni per l'uomo di punta del ciclismo italiano.

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