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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

Marco Pantani


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sabato 17 luglio 2010

Al Tour l'Astana brinda col "Vino"

Vino è un coriaceo, uno che non si arrende mai, per nessun motivo. Alcuni si abbattono davanti ai problemi, altri li evitano, certi fingono di non vederli, lui li affronta. Ieri masticava amaro, il kazako, per la vittoria sfumata negli ultimi km, e l'incedente diplomatico col compano/capitano Contador, reo per alcuni di aver "sequestrato" un successo sicuro al leader e simbolo della formazione kazaka. Oggi Vino è rimontato in bicicletta e si è messo tutto alle spalle, cercando negli ultimi km un'azione kamikaze, anzi coraggiosa; per cercare vendetta, anzi giustizia. Ci è riuscito. Raggiunge così un grande obiettivo del proprio team: cioè vincere una tappa col proprio corridore più rappresentativo, col simbolo sportivo in cui si identifica tutto il kazakistan. Ora il meno è fatto, resta l'obiettivo numero uno: portare Contador in giallo a Parigi. E un obiettivo ad esso collegato: fare firmare il corridore numero uno al mondo per un'altro anno con l'Astana. Certo non sarà facile; ma Vino è un coriaceo.

FUGA D'ECCELLENZA. Sulla carta doveva essere una tappa semplice semplice con arrivo in volata molto probabile. Quando però al km 1,5 di corsa allungano in tre si capisce che ci sarà da sudare, non solo per il caldo. Nel momento in cui radiocorsa comunica i nomi dei 3 avventurieri di giornata, in gruppo i team dei velocisti iniziano a sudare freddo: Fletcha (Sky), Chavanel (Quickstep) e Fedrigo (Bbox), gente con un bel curriculum e con già una vittoria in una tappa del Tour in bacheca. La fuga parte con convinzione e collaborazione, tanto che al primo GPM arrivano ad avere il loro vantaggio massimo di giornata: 6 minuti. In gruppo HTC e Lampre iniziano ad alzare il ritmo per riprendere gli attaccanti e arrivare in volata. Nonostante il feeling tra i fuggitivi, l'alto ritmo del peloton riporta il distacco a livello di guardia: a 60 km dall'arrivo scende sotto i 3 minuti. HTC e Lampre si alternano in testa al gruppo e tirano cosatantemente, fino a riprendere i tre attaccanti ai meno dieci, a questo punto tutti si preparano per la volata finale che appare inevitabile e imminente. Sull'ultima asperità di giornata, però, cerca gloria Alessandro Ballan (BMC), il suo scatto è deciso, ma lontano da quello dei giorni migliori. In molti cercano di seguirlo per formare un trenino verso l'arrivo: Cunego, Roche, Vinokourov. Propiro quest'ultimo raggiunge l'italiano e lo svernicia lasciandolo sul posto e pedalando a potenza inaudita verso il traguardo. Vino mette tutti in riga e torna a vincere al Tour dopo la squalifica per doping arrivata proprio alla corsa francese nel 2007. Nella volata per la piazza d'onore vince Cavendish, con qulache rimpianto per come è stato gestito il finale di corsa, e terzo si classifica Alessandro Petacchi che si riprende così la maglia verde.

Il destino ci ha messo lo zampino, ieri finale con polemica tra Vinokourov e Contador, oggi grande scatto del kazako che si ri-prende la vittoria sfumata ieri e dopo l'arrivo abbraccia il compagno spagnolo; come a dire "acqua-passata". Oltre ad essere coriaceo, infatti, Vino è sagace e intelligente. Sa che il suo futuro del proprio team è legato al rinnovo con Contador e per questo ci ha tenuto in modo particolare a sistemare le cose a modo suo: con una vittoria chiarificatrice, per mettere i puntini sulle i e rimettere gli animi indietro di 24 ore. Ora la famiglia Astana è di nuovo unita, appena in tempo per i Pirenei.




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