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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

Marco Pantani


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venerdì 9 luglio 2010

TOUR DE FRANCE. Le Alpi all'orizzonte: speranza italiane in terra francese

Rinfrancati e galvanizzati dalle due strepitose ed inaspettate volate vincenti di Alessandro Petacchi, gli appassionati di ciclismo italiani si preparano all'arrivo sulle Alpi con la speranza di vedere lottare con i migliori i corridori di casa nostra. I due che più probabilmente sulla carta potrebbero cercare di fare qualcosa di buon sono Ivan Basso (Liquigas-Doimo) e Damiano Cunego (Lampre).

NESSUNA CERTEZZA. Sul veronese c'è poco da dire, dopo aver abbandonato prematuramente ogni piccola speranza di poter fare classifica vedremo se avrà la forza per cercare di dare un senso al proprio Tour. Ci sono arrivi di tappa prestigiosi e adatti alle sue caratteristiche, quindi un successo di giornata potrebbe rivalutare la sua corsa, come successe alla Vuelta 2009 quando Cunego raccolse 2 successi di tappa. Altrimenti c'è l'affascinante alternativa di concentrarsi sulla maglia a pois di miglior scalatore, ripercorrendo le orme di Pellizotti nel 2009. Certo servirebbe per questo uno spirito più combattivo e intraprendente. Purtoppo in questo momento vediamo solo un corridore abulico, privo di motivazioni e di idee, che sta vivendo una fase di stallo della propria carriera. Non resta che sostenere questo patrimoniio del nostro ciclismo, e attendere il momento in cui ci sorprenderà tutti, ancora una volta, e allora sobbalzeremo dal divano esclamando "eccolo!". Cunego dovrà quindi correre a sensazione, cercando di trovare una giornata positiva e inventandosi qualcosa per evitare che anche questo Tour finisca nell'anonimato. Forza Damiano!


QUANDO IL GIOCO SI FA DURO... I duri cominciano a giocare. E' quello che ci si augura pensando a Ivan Basso. La maglia rosa 2010, dopo averci impressionato in salita al Giro, si è presentato al Tour con ambizioni di classifica e un sogno giallo nella mente. Certo la tappa del pavè ha spento un pò l'entusiamo attorno al varesino, ma il Tour è lungo, c'è tanta salita, e correndo all'attacco c'è spazio per scalare la generale. Nel Tour 2005, l'ultimo corso da Basso, l'atleta allora della CSC prese 1'e30" da Armstrong nella prima crono e nel primo arrivo in salita arrivò dietro Valverde e allo stesso americano. Eppure a Parigi fu secondo. Questo per dire che il varesino sa benissimo che la sua forza sta nelle gambe certo, ma anche nella testa.
Dalle Alpi in poi servirà una tattica all'attacco, stile Giro dal Grappa in poi, cercando di staccare tutti e di rimanere con i migliori, poi si vedrà quanto in alto potrà arrivare. Certo dover recuperare quasi 3 minuti a Evans e quasi 2' a Contador sembra un'impresa, e tutti i suoi avversari per la classifica (Schleck, Armstrong, Menchov, Wiggins) lo precedono in classifica. Basso però ha dimostrato di essere tornato sui livelli del 2006 e conosce bene la corsa francese questo fa ben sperare che quando si inizierà a fare sul serio lui sarà presente. Tutto è ancora aperto come ha dichiarato il capitano della Liquigas subito dopo la tappa di Arenberg ai microfoni della Gazzetta dello Sport.




Poteva andare peggio certo, ma anche meglio. E ciò che è fatto è fatto. Ora non resta che "menare" a tutta in salita e "rendere pan per focaccia". Mancano ancora più di 2500 prima di arrivare a Parigi, e tante carte in mano da poter giocare.

Sale l'attesa per l'arrivo delle Alpi e i tifosi italiani guardano a queste tappe con fiducia e la speranza di lasciare un segno tricolore in questo Tour 2010.

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