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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

Marco Pantani


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venerdì 9 luglio 2010

CAVENDISH CI HA PRESO GUSTO


Doppietta per Mark Cavendish nell'ennesimo arrivo in volata di questo Tour che, se si esclude la “licenza di fuga” data a Chavanel nella seconda tappa, ha regalato sempre arrivi al cardiopalma tra i migliori sprinter del pianeta. Ed è proprio tra questi che si inserisce il 25enne inglese, giunto alla sua dodicesima vittoria in carriera al Tour. Cavendish non è certo una sorpresa tra gli sprinter di questo Tour: certo è che la vittoria di ieri sembra davvero essere stata la molla di cui aveva bisogno il britannico per poter sprintare al meglio delle sue possibilità.
La frazione odierna è stata caratterizzata da una fuga partita pochi metri dopo il via e che ha visto protagonisti Moreno dell'Euskaltel. Lang dell'Omega Lotto e Perget della Casse d'Epargne. Una sparata iniziale di questi atleti ha consentito loro di avere un margine di circa 8' dopo 65 km di gara. Quando però l'Htc e la Saxo iniziano a tirare li davanti cominciano a perdere inesorabilmente il vantaggio accumulato. Vantaggio che si esaurisce ai meno 25 dall'arrivo dove però a sorpresa, altri 3 atleti tra cui Champion dell'Ag2r provano a rilanciare l'andatura tentando di andarsene. L''Htc Columbia di Cavendish non può permettere che il faticoso lavoro di ricongiungimento, ostacolato tra l'altro dal forte vento, venga vanificato così. Nonostante il contrattacco di Perget, la cui azione gli consente di conquistare il premio combattività di oggi, i fuggitivi vengono definitivamente ripresi ai meno 10 dal traguardo. L'arrivo di Gueugnon è preceduto da 2-3 curve che rendono difficile una sparata prima degli ultimi metri di corsa. Grande lavoro sia della Garmin che lavora per Hunter anziché per Farrar e sempre dell'Htc con Renshaw sugli scudi per aiutare Cavendish. Quando la Garmin sembra essere leggermente favorita Cavendish ingrana la quinta e son dolori per tutti. L'inglese vince autorevolmente precedendo un ottimo Farrar e il nostro Petacchi parso in buona forma anche oggi. Fatichiamo a capire come mai la Garmin abbia lavorato solo per Hunter giunto nono e come mai la maglia verde non abbia praticamente fatto la volata chiudendo solo al decimo posto. Buone notizie dunque per Petacchi che con questo piazzamento si porta solo a 4 lunghezze dalla maglia verde del norvegese. Chissà che il podio di Parigi per Alejet possa essere una sorta di premio alla carriera, dopo essersi ritirato in 2 delle sue 3 partecipazioni al Giro di Francia. A 36 anni compiuti per lo spezzino potrebbe essere l'ultima occasione per fare sua l'unica maglia della classifica a punti che non è riuscito a conquistare nei grandi giri...

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