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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

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domenica 4 luglio 2010

LA FORTUNA AIUTA GLI AUDACI: ALESSANDRO PETACCHI SFRECCIA A BRUXELLES

Al Giro 2010 abbiamo dotuto attendere numerose tappe prima di vedere vincere un italiano. Al Tour de France, invece, pronti via ed ecco una vittoria per i nostri colori. Alessandro Petacchi (Lampre-Farnese Vini) si è imposto in volata a Bruxelles anticipando nettamente Renshaw (HTC), Huschvod (Cervèlo) e McEwen (Katyusha). Il tricolore torna quindi sul gradino più alto in una tappa del Tour dopo l'ultimo successo sui campi Elisi nel 2007, targato Daniele Bennati, proprio nel primo Tour vinto da Contador. Petacchi è stato fortunato ad evitare le cadute, che all'ultimo km, hanno messo a terra molti uomini di classifica e i favoriti per la tappa di oggi: Cavendish e Farrar, senza dimenticare l'uomo ombra Oscar Freire (tutti illesi) e ha messo tutti in riga tornando a trionfare al Tour a 7 anni di distanza. Per Alejet una vittoria prestigiosa, dopo un Giro da dimenticare, che da morale anche alla Lampre che nella corsa rosa era rimasta a bocca asciutta. La classifica generale resta immutata, e la maglia gialla permane sulle spalle di Fabian Cancellara, oggi caduto senza riportare gravi conseguenze.

TUTTI GIU' PER TERRA. Al via non sono presenti Cardoso e Frank, caduti ieri e ritirati oggi per i dolori post-caduta. Il gruppo conta ora 195 unità. Tappa contraddistinta dalle cadute e da una fuga durata per tutta la giornata. Dopo pochi km dal via se ne vanno in tre: Wynants, Perez Lezaun e Boom che al 52 km di corsa hanno un vantaggio di 7 minuti e mezzo. Verso le ore 14 mentre il gruppo viaggia a 45/50 km/h, guidato dai team dei velocisti per recuperare sulla fuga, un cane attraversa la strada e si infila tra le ruote dei corridori in testa al plotone. anno a terra Ivan Basso e David Millar. Entrambi ripartono dopo lo spavento, per loro tutto ok a parte qualche escoriazione. Cinque uomini Liquigas attendono il varesino che viene in pochi km riportato in testa al gruppo. Basso ha rassicurato l'ammiraglia via radio; allarme rientrato, come testimoniano le parole di conforto rilasciate dal DS Roberto Amadio al telefono con la Gazzetta dello Sport. La tappa continua tra la spettacolare cornice di pubblico, degna di una tappa pirenaica, e il ritmo delle square degli sprinter che si alternano in testa al plotone per ricucire il distacco dai tre di testa, mentre i Big rimangono nelle prime posizioni scortati dai compagni di squadra. A 68 km dall'arrivo ennesima caduta, causata da uno spartitraffico che coinvolge buonapartedel gruppo, tutti ripartiti senza alcuna conseguenza. Ai meno 60 km per terra anche Devenyns e Ballan: anche per loro nessun problema. Il ritmo infernale del gruppo fa desistere i 3 fuggitivi che rallentano e abbandonano i sogni di gloria. Ai meno 20 km nel momento del riassorbimento, scatta il moldavo Pliuschin e l'ex fuggitivo Wynats ha la forza per seguirlo. I due arrivano ad avere una vantagio max intorno al minuto circa, e dopo un'azione coraggiosa ma improbabile vengono ripresi ai meno 8,7 km dal traguardo.

CAOS FINALE. Negli ultimi km funziona bene il treno Lampre con Gavazzi, Da alto e Hondo ad aprire la strada ad Alejet, mentre tutti i favoriti si preparano alla volata finale andando in cerca della posizione migliore.
Poi negli ultimi 2 km ecco 3 cadute all'interno del gruppo: giù Lorenzetto e Freire e coinvolti anche Farrar e Cavendish che ha problemi alla bicicletta ed è costretto a rallentare. Cadonoanche la maglia gialla e alcuni big. Tutti illesi. Nella volata a ranghi ridotti Alessandr o Petaccchi è abile nel finalizzare l'ottimo lavoro dei propri uomini e brucia tutti senza battere ciglio. Per molti in gruppo giornata da dimenticare; le numerose cadute hanno lasciato segni marginali (non in classifica grazie all'azzeramento dei tempi negli ultimi km), ma comuque dolorosi, specie domani quando si sentiranno le botte. Alejet invece sorride; per una volta quest'anno per lui fila tutto liscio.

ARRIVO DI TAPPA

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