
Se ce l'avessero detto un anno fa non ci avremmo creduto.... eppure Bradley Wiggins, 30 anni compiuti oggi, nonostante il 71esimo posto con cui ha chiuso l'edizione passata, è da considerarsi uomo di classifica per il Giro 2010. La metamorfosi di questo atleta, figlio d'arte del ciclista Gary Wiggins, si deve ad una questione di stimoli e alla volontà di mettersi in gioco che lo hanno portato a lasciare la pista per provare l'avventura su strada. Bradley, 1.90 cm di altezza, si fa notare nel panorama internazionale a soli 20 anni quando vince la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Sydney nell'inseguimento individuale. E' l'inizio di un era, quella sua e della Gran Bretagna, che ha fruttato numerose medaglie nel ciclismo su pista e ai mondiali di specialità. Tra il 2004 e il 2008 Bradley vince 5 medaglie olimpiche di cui 3 ori, confermandosi il ciclista più forte del mondo in pista. Dopo queste vittorie però, il ciclista inglese comincia a rendersi conto che non avrebbe potuto vincere altro nella specialità che lo ha consacrato e a 28 anni compiuti inizia a focalizzarsi sui prologhi e sulle cronometro dei grandi giri. Wiggins aveva già preso parte al Giro del 2005 e vinto il prologo nel Delfinato 2007 ma la scelta di lasciare definitivamente la pista porta risultati praticamente immediati: al Tour dell'anno scorso Wiggins si presenta alla partenza con 6 chili in meno rispetto al Giro 2009. Il terzo posto del prologo lo rincuora ma non mette paura ai grandi favoriti della Grand Boucle. Contador & Co. devono però ricredersi sulle Alpi dove Bradley pur senza scattare, rimane col gruppo dei migliori in quasi tutte le salite, portando a casa ottimi piazzamenti come il quinto posto nell'arrivo in quota a Verbier. Alla fine Wiggins chiude la corsa francese al quarto posto davanti ad uno scalatore puro come Franck Schleck e a 30 secondi dal pluri vincitore Armstrong, giunto terzo. Quest'anno Bradley si è trasferito al nuovo team pro tour Sky e si prepara ad una stagione che potrebbe determinarne la consacrazione da atleta di “fondo”. L'obiettivo per lui è ripetersi al Tour dove sarà capitano ma voci vicine al corridore affermano che non verrà in Italia soltanto per allenarsi, ma che vuole fare bene. Ovviamente la cronometro è la sua specialità, soprattutto su percorsi brevi e veloci, dove può esprimere tutta la sua potenza. In salita ha dimostrato di essere forte anche se su ascese lunghe e con pendenze importanti, come quelle presenti nell'edizione di quest'anno, i suoi 70 chili potrebbero limitarlo nella corsa al primato. Resta comunque una grande incognita, da seguire con attenzione evitando di sottovalutarne le chances....
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