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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

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venerdì 18 giugno 2010

Giro di Svizzera: Emozioni nella sesta tappa, Gesink pigliatutto

Colpo grosso per Robert Gesink, 24 enne della Rabobank (VEDI FOTO)! Lo scalatore olandese, dopo essersi distinto gli scorsi anni tra i giovani più interessanti nel panorama internazionale, è riuscito a trionfare nella tappa più dura del Giro di Svizzera destando una grande impressione e balzando in testa alla generale. Com'era prevedibile la corsa si è decisa sulla salita del Albulapass la cui cima era situata a meno di 10 km dall'arrivo a 2300 m di altitudine. Ma fino a quel punto le emozioni di giornata non erano di certo mancate a partire dal clamoroso ritiro di Mark Cavendish. Il velocista della Columbia non si è presentato al via della tappa ma non per evitare le salite dure, come capita a diversi sprinters nelle corse a tappe, bensì per una protesta nei confronti dei colleghi che lo avevano accusato di aver procurato intenzionalmente la caduta di Haussler nel corso della quarta tappa poi vinta da Petacchi. Un accusa terribile rivolta da diversi corridori al via della tappa di ieri, motivo questo che ha presumibilmente consigliato a Cavendish di non presentarsi al via oggi. Tappa odierna che sin dalle prime battute è stata teatro di un tentativo di 13 corridori tra cui gli italiani Gavazzi, Marcato e Vanotti e corridori esperti come Txurruka e Garate. Il vantaggio dei fuggitivi si assottiglia inesorabilmente sulle rampe della Albula, la cima più alta di questa corsa a tappe. Il gruppo dei migliori perde subito Fabian Cancellara, che saluta oggi la possibilità di bissare la corsa di casa. E' vero che la locomotiva bernese si era già dichiarata non in grande condizione di forma alla vigilia ma arrivare al traguardo con 23' di ritardo è sintomo che qualcosa non va anche nella testa del corridore. Il leader Tony Martin, che dopo il secondo posto dell'anno scorso punta a far sua la classifica generale, non è in giornata di grazia ma non salta del tutto e al traguardo accusa 2'36''da Gesink, un margine, per uno specialista come lui, recuperabile a cronometro. Ma oltre alla scalatore olandese, che ha scoccato la zampata giusta a pochi km dalla vetta andandosene in solitaria, si sono messi in luce anche Andy Schleck, l'ultimo a mollare la ruota del vincitore odierno, il giovane colombiano Uran che aveva dimostrato le sue doti da scalatore puro già al Giro nella cronoscalata di Plan de Corones e Joaquin Rodriguez. Nonostante l'attacco del lussemburghese, il fratello Frank, Kreuziger, il nostro Matteo Carrara e in un secondo momento anche Armstrong, scortato dal fido Leipheimer, sono riusciti a riportarsi sotto prima dell'azione decisiva di Gesink il quale ha scollinato sull'Albula con ben 1'10'' di vantaggio sul gruppo dei migliori. Nella discesa che portava al traguardo di La Punt l'olandese ha amministrato il vantaggio chiudendo con 42'' di vantaggio su Uran, Rodriguez, Morabito, Zaugg, Armstrong, Carrara, Kreuziger e Frank Schleck. Il fratello Andy invece ha mollato negli ultimi metri di salita arrivando al traguardo con un ritardo di 1'20''. Lo svedese Lovkvist ha accusato invece quasi 2' di distacco.
Classifica generale: 1- Gesink (RAB) 25:18:57 2- Uran (GCE) +0:29 3- Morabito (BMC) +0:36 4- F.Schleck (SAX) +0:38 5- Rodriguez (KAT) +0:42 6- Carrara (VAC) +0:54 7- Armstrong (RSH) +0:55 8- Zaugg (LIQ) +1:01 9- Fuglsang (SAX) +1:17 10- Lovkvist (SKY) +1:38

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