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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

Marco Pantani


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lunedì 7 giugno 2010

IL PASSAPORTO BIOLOGICO MIETE UN'ALTRA VITTIMA: PIETRO CAUCCHIOLI

Dopo lo stop a Franco Pellizotti alla vigilia del Giro 2010, il passaporto biologico incastra un'altro corridore di casa nostra, meno illustre, ma gli appassionati se lo ricorderanno: Pietro Caucchioli.
La sua storia di doping inizia il 17 giugno 2009, quando Caucchioli militava nella Lampre N.C.G, con l'apertura da parte dell'UCI di una procedura disciplinare nei Confronti di 5 corridori (tra cui l'italiano) sulla base delle informazioni fornite dal passaporto biologico. I dati contestati sono stati forniti da un controllo antidoping al Giro di Polonia 2008, data in cui Caucchioli mlitava della Credit Agricole (squadra poi sciolta). In seguito a questa notizia la Lampre decise per la sospensione del corridore.

SENTENZA Pietro Caucchioli dovrà scontare una squalifica di 2 anni: dal 18 giugno 2009 al 17 giugno 2011. L'UCI ha ritenuto colpevole il corridore italiano della violazione dell'articolo 2.2 ,riguardante l'uso di metodo proibito, del codice dell'agenzia mondiale antidoping (WADA). Oltre allo stop dovrà pagare una multa di circa 2000 € per rimborsare il CONI delle spese sostenute per il procedimento disciplinare.

RESTANO I DUBBI Caucchioli nei primi anni 2000 si era reso protagonista di alcune fiammate sulle strade del Giro d'Italia. Ricordiamo un 9° posto al Giro 2001 con due vittorie di tappa, un 3° posto nel Giro di Savoldelli nel 2002 (in cui era compagno del Falco alla Alessio) e un 8° posto nel 2005. A questi risultati dobbiamo aggiungere un 11° posto al Tour nel 2004. Ciclista capace di buone prestazioni quindi, ma sempre incostante, e al meglio della forma solo in certe competizioni. Emerso tutto d'un tratto dall'anonimato non è stato poi capace di confermare nel tempo i buoni risultati ottenuti, senza mai riuscire a dare una svolta alla propria carriera. I fatti emersi ora e lo stop di due anni lasciano quindi un'alone di sospetto sui suoi buoni piazzamenti passati. A 35 anni carriera finita?

1 commento:

Manuel (Ciclismo PST) ha detto...

Il passaporto biologico darà altre notizie in futuro. è una bomba a scoppio ritardato, senza però il timer con i numerini per sapere quando arriverà il botto.