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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

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giovedì 2 settembre 2010

VUELTA 2010. Scoperte le prime carte

Queste prime cinque giornate di Vuelta ci hanno già dato qualche verdetto, hanno obbligato i capitani a scoprire in parte le loro carte, cosa poco frequente nella prima settimana di un grande giro a tappe. La terza e la quarta frazione, con strappi brevi ma intensi negli ultimi km, ci hanno dimostrato chiaramente chi sta bene e chi invece ha una condizione non al top. Le salite lunghe e selettive saranno un'altra storia, anche se fin qui si è già capito chi potrà sedere al tavolo finale dove la posta in gioco sarà la maglia rossa.


Denis Menchov. 6. Male la passerella iniziale dove la sua Rabobank appare macchinosa e poco coesa. Accumula secondi preziosi in queste prime tappe con arrivo esplosivo dove serve un'accelerazione che non è nelle sue caratteristiche. Il suo piano per vincere la Vuelta appare chiaro: resistere in montagna e dare la mazzata nell'unica crono individuale, dove solitamente il re del giro del centenario vola. Questo potrebbe bastare per mettere fuori gioco gli scalatori puri, non altri rivali ben più velenosi. L'impressione è che per ora, e su questo terreno, ci sia chi va più forte del russo che però ha tenuto duro ed è rimasto a galla. La forma fisica sulle montagne sarà però determinante: li tutto potrebbe cambiare. Menchov aspetta quindi una condizione che potrebbe raggiungere nelle settimane decisive di corsa; quella condizione che ora non sembrerebbe sostenerlo per poter vincere questa Vuelta. Dista 1'14" in classifica, dovrà rincorrere in montagna; non stare sulla difensiva.  TEMPOREGGIATORE



Joaquim Rodriguez. 7,5. Nella terza e quarta tappa ha colto un secondo e un quarto posto, arrivando sempre con i primi e conquistando abbuoni quantomai preziosi per la classifica. Si è così piazzato in seconda posizione nella generale a 10" dal leader Gilbert. "El Puerito" appare lucido, determinato e cattivo al punto giusto da voler giocarsi tutte le  carte per fare il salto di qualità della carriera. Tutta la Katusha lo sosterrà, compresi Caruso e Karpets, gregari devoti alla sua causa e che si riveleranno preziosi quando la strada inizierà a salire. Le salite vere saranno il suo banco di prova; per ora ha iniziato col piede giusto sul suo terreno ideale, correndo da leader e attacando nei momenti cruciali. CORSARO





Andy Schelck. 4. Imbarazzante. Era nell'aria ed era stato annunciato che la vice-maglia gialla avrebbe corso la Vuelta in appoggio al fratello. Per quanto visto sulle strade del Tour però in molti si aspettavano un Andy più cattivo, feroce, con la voglia finalmente di vincere. Invece no. Vederlo transitare a velocità cicloamatoriale al traguardo di Malaga arrivando a 14' minuti dal vincitore è triste e malinconico, specie pensando al talento di questo ragazzo. Correre la Vuelta in appoggio al fratello maggiore che al Tour lo avrebbe scortato come un fedele scudiero ci sta; affondare  senza lottare nella prima settimana di Vuelta no.
Fuori dalla lotta per la classifica, inutile per Frank nelle insidiose prime tappe con arrivi già impegnativi; Andy appare svogliato, apatico, fuori dalla corsa e scarico mentalelmente. Sembra essere schiavo della rivalità con Contador di cui si nutre esclusivamente nel mese di luglio per poi andare prematuramente in letargo bramando e progettando in inverno e primavera la tanto desiderata vendetta da servire nel più classico dei piatti freddi. Le altre corse non contano? Anche quelle fanno diventare campioni. Un vero peccato.
 Per come corre potrebbe essere il protagonista del  prossimo cinepanettone di Neri Prenti: VACANZE ALLA VUELTA



Frank Schelck. 6,5. Buona la crono iniziale della sua Saxo. Nella terza e quarta tappa paga qualche secondo, ma non avendo fatto il Tour la sua forma non potrà che migliorare. L'impressione è che sia arrivato alla prima settimana di Vuelta non al top, come si fa quando si vuole vincere, e che potrà essere al massimo nell'ultima settimana, quella decisiva, a patto di non perdere troppo nella prima parte. L'ottava frazione con la prima salita selettiva, ci dirà chi è veramente Frank Schleck. In Classifica è a 50" da Gilbert e quindi in piena corsa per la rossa di Madrid. Nelle tappe decisive se avrà a disposizione il fratellino a pieno regime e la gamba buona se la giocherà. Tra gli uomini di classifica è forse quello che è rimasto più nascosto, senza scoprirsi troppo. HIDDEN AND DANGEROUS



Carlos Sastre. 5.  Perchè continuare a correre in questo 2010 sciagurato per il re del Tour 2008? Dopo un Giro salvato solo dalla furbata dell'Aquila e un Tour sottotono, perchè fare la Vuelta? Impegni contrattuali sarebbe l'unica risposta plausibile. Positiva la cronosquadre per la Cervèlo, poi Sastre nella terza tappa arriva a 30" secondi facendo sentire i primi preoccupanti cigolii di cedimento , prima di crollare a 1'e34" nella quarta frazione che di fatto lo taglia fuori dai giochi per i primi 5 della classifica. Ora dista 2'e15" in classifica e ha una Vuelta tutta da inventarsi: aiuterà Tondo Volpini? Tenterà un successo di tappa? Si ritirerà?...oppure escogiterà un modo per rientrare in classifica? In ogni caso gamba non mente. FOLD!



Roman Kreuziger. SV. Inserito nella rosa dei probabili protagonisti, ha dato segni inequivocabili di essere in Spagna esclusivamente per la causa Nibali e al massimo per una vittoria di tappa. Nella generale dista 3'e30" dall vetta. Da valutare da qui a Madrid come gregario di lusso. I suoi sogni di gloria vanno riviati al 2011, quando con la maglia azzurra dell'Astana proverà ad entrare definitivamente del rango dei Big. SCUDIERO


Igor Anton. 8. Questo scalatore pelle e ossa ci ha impressionato, per agilità e stile in salita. Terzo a Malaga e vincitore della quarta frazione sarà lui lo spagnolo outsider che tutti ci attendevamo sulle strade della Vuelta? Il Basco ribelle della Euskaltel per ora non fa rimpiangere Samuel Sanchez, anche se attende le salite vere per capire se le carte che ha in mano lo potranno far sedere al tavolo finale: quello con in palio "la Roja". Perchè non dargli un chances? SOGNATORE



Philippe Gilbert. 8,5. Vincitore sullo strappetto di Malaga e padrone provvisorio della maglia di leader, coscente che presto dovrà dirle addio per cederla a un Big. Gilbert ha impressionato tutti per la frustata di Malaga dove nei 500 metri finale è partito a tavoletta dando prova di esplosività e forza invidiabile. Questo è in salute ed è venuto in Spagna per affinare la condizione per Melbourne. Affinare??? C'è da chiederesi al top come sarà. SPAURACCHIO






Vincenzo Nibali. 7,5. Parte col piede giusto a Siviglia; secondo con la sua Liquigas a 10" dall'HTC. Nella terza frazione attacca per primo sul trampolino verso Malaga e conclude 4° a 15" da Gilbert davanti a tutti i Big dichiarati e alle spalle di Anton. Nella quarta frazione sul muro finale resiste proprio allo spagnolo e sale sulla piazza d'onore per 1" dimostrando di essere in grande forma e mettendo in saccoccia secondi preziosi, quelli che poi fanno la classifica, che per ora dice: Vincenzo Nibale 4° a 12" dal leader, con già un discreto vantaggio sugli altri concorrenti per il podio.  Il capitano della Liquigas  corre da leader e muove bene la squadra e finora si è sempre fatto trovare pronto rispondendo presente anche in arrivi esplosivi non propriamente adatti alle sue caratteristiche. Sta bene, sprizza freschezza e potenzialità da tutti i pori. L'unica preoccupazione è che il messinese sia arrivato già al top nella prima settimana e che possa perdere smalto nelle ultime settimane; quelle decisive. Lo squalo ha però mostrasto la pinna e i denti agli avversari, e sembra pronto a divorarli in acque più profonde. Merito della note granatine consumate all'ombra dell'etna? TALENTO NATURALE




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