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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

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martedì 7 settembre 2010

VUELTA 2010. Erviti sorprende tutti; Joaquim Rodriguez acciuffa la rossa

Nella decima tappa della Vuelta cambia il protagonista, ma non il copione. Ancora una fuga da lontano e un vincitore astuto e determinato nel cogliere l'attimo fuggente nel finale staccando tutti e imponendosi in solitaria al traguardo. Quest'oggi l'impresa è riuscita a Imanol Erviti (Casse d'Epargne), partito al km 40 con altri 9 fuggitivi e perspicace a 18 km dalla fine ad approfittare di un momento di indecisione dei compagni di avventura per prendere il largo, si fa per dire erano appena 30", giusto quella manciata di attimi per arrivare a cogliere la seconda vittoria di tappa in carriera alla Vuelta; davanti a Romain Zingle (Cofidis) e Greg Van Amermaet (Omega Pharma). In questo copione rodato nelle scorse frazioni e ormai all'ordine del giorno, ci ha pensato però Joaquim Rodriguez a movimentare la corsa andando a soffiare la maglia di leader ad Igor Anton.




RANGHI COMPATTI. Nei primi 40 km di corsa la Katusha ha infatti speso molto per tenere il gruppo compatto e portare il proprio capitano a disputare la volata per il tragardo intermedio, dove "Puerito" ha svolto il compito a dovere conquistando i 2" necessari per vestire il simbolo del primato. Semplice soddisfazione personale? Presentimento di non poterla più vestire più avanti nella Vuelta o stratagemma tattico per poter correre in modo diverso? Domani sulle rampe di Andorra Pau si vedrà come la nuova maglia rossa interpreterà la corsa.
Successivamente a questo atipico attacco per detronizzare Igor Anton, la Katusha ha lasciato correre e partire la fuga, salvo tirare a tutta una volta ricevuto il messaggio che anche Gilbert (Omega-Lotto, +1'51" in classifica) era tra gli attaccanti. La licenza per la fuga è stata quindi concessa a tutti tranne che a Gilbert che ha dovuto desistere per non rovinare il tentativo anche agli altri fuggitivi poi abili a non perdersi d'animo e aportare il vantaggio a circa 6'.



INSIDIA DI GIORNATA. Sul tanto atteso Alto de Rat Pena, unica salita di giornata con pendenze significative, Caruso e Karpets hanno fatto andatura a mille per cercare di ricucire sugli attaccanti, salvo poi rallentare per aspettare Filippo Pozzato che si era attardato e che oggi era l'uomo designato dal team russo per cercare di conquistare la tappa. Gli attaccanti hanno approfittato di questo momento di defaiance del gruppo, prendendo un margine incolmabile, anche quando dietro Liquigas e Katusha hanno cercato invano di ricompattare il gruppo. L'azione deciva di Erviti è partita ai meno 18km quando lo spagnolo ha approfittato di un'indecisione dei compagni d'avventura prendendo un margine sufficiente per alzare le braccia al cielo a Vilanova, mentre in gruppo più di qualche finisseur masticava amaro per l'ennesima occasione persa.


CASSANATA. A tenere banco oggi alla Vuelta è stata l'esclusione dalla corsa di Andy Schleck e Stuart O'Grady, allontanati dalla Saxo Bank per non aver rispettato il regolamento interno della squadra. Riis ha sottolineato che i due corridori non sono stati sospesi per cause di doping, ma per un'uscita notturna terminata solamente all'una. Questo episodio la dice lunga sull'attenggiamento con cui Andy Schleck si è presentato alla Vuelta 2010 e sulla sua immaturità e superficialità in certe circostanze, non all'altezza del suo talento fisico. D'accordo che con Riis il lussemburghese è ai ferri corti e che lascierà la Saxo a fine anno, ma forse avrebbe dovuto essere più rispettoso nei confronti dei compagni e di un fratello che in più occasioni si è sacrificato per lui e che qui in Spagna voleva giocarsi le sue carte.

Domani 11a frazione, da Vilanova i la Geltrú - Andorra per 208 km totali e una arrivo in salita, il primo vero di questa Vuelta, che lascierà il segno in classifica. Forse la Vuelta cambierà copione sulle rampe di Andorra, ma non filosofia: CARPE DIEM.

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