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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

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venerdì 27 agosto 2010

Vuelta di Spagna 2010: I pretendenti alla maglia rossa


Sabato da Siviglia scatterà la caccia alla maglia rossa, al nuovo simbolo del primato della 65a edizione della Vuelta di Spagna, ultimo appuntamento stagionale con le grandi corse a tappe. Al via mancheranno Alejandro Valverde, chiamato a pagare con ingiustificato ritardo i propri errori; Alberto Contador ancora estasiato e svuotato dalla sofferta vittoria al Tour; il campione del mondo Cadel Evans acciaccato ed esausto dopo una prima metà di stagione sempre in prima linea; Ivan Basso a secco di energie nel serbatoio; Samuel Sanchez che aveva un debito aperto con la sorte alla Vuelta, ma che terrà il conto aperto, pronto a riscuoterlo nel prossimo futuro. Presenti e carichi sulla linea del via sono altri i Big della vigilia, volti noti e meno, bramosi di gloria e di arrivare a Madrid con la rossa sulle spalle. Eccone alcuni; dei protagonisti che per 21 tappe e 3423 km si daranno battaglia per la generale, per una maglia, per un sogno.





ANDY SCHLECK (SAXO BANK).
Il ragazzo prodigio, con la stoffa del campione, che ad ogni colpo di pedale sembra poter fare la differenza, ma che non riesce a dare la svolta vincente alla propria carriera. Al Tour ha chiuso secondo per 39", dimostrando di essere cresciuto e rimanendo francobollato a Contador in salita. Dopo due secondi posti e tre maglie bianche consecutive alla Grande Boucle, a cui si aggiunge il secondo posto e la maglia di miglior giovane del Giro 2007, cercherà a 25 anni di mettere in bacheca il primo grande giro a tappe oppure correrà in appoggio al fratello maggiore? Andy ha da sempre occhi solo per il Tour di cui è innamorato da anni, ma le maglie di miglior giovane iniziano a stare strette a un ragazzo prodigio chiamato prima o poi a compiere il passo più difficile: quello dal secondo al primo gradino del podio. Da verificare la condizione ad un mese dal Tour de France e gli stimoli mentali: la sete di vittoria. Se gambe e testa dovessero viaggiare sulla stessa lunghezza d'onda, allora Peter Pan abbandonerebbe definitivamente l'isola che non c'è, e diventerebbe un adulto; o meglio un campione consacrato.







VINCENZO NIBALI (LIQUIGAS-DOIMO).
Terzo al Giro 2010, dove ha impressionato per maturità, classe e personalità. Ora è chiamato alla conferma finale, alla prova conclusiva della sua costante maturazione nel tempo. Partirà per la prima volta con i gradi di capitano designato, per puntare in alto: il più possibile. Serviranno nervi d'acciaio, gambe, cuore e carisma da leader. Sarà sospinto da un'intera nazione ciclistica che vede in lui il futuro, il nuovo che avanza. Vincenzo alla Vuelta parte per la prima volta con il chiaro intento di salire sul podio; ha preparato la corsa al meglio e avrà la squadra a sua disposizione anche se dovrà guardarsi bene da Kreuziger. Per Nibali, dopo anni di miglioramenti e ottimi risultati è l'ora di fare il salto di qualità, di volare fuori dal nido e di aprire le ali.







JOAQUIM RODRIGUEZ (KATYUSHA).
Al Tour in luglio ha stappato numerose bottigli di champagne, per festeggiare la vittoria di tappa a Mende e l'8° posto finale nella generale. In Francia ha dimostrato solidità, costanza, resistenza e doti di recupero; qualità fino a quel momento mai mostrate dal corriore spagnolo in una corsa a tappe di tre settimane. Alla Vuelta, corsa di casa, proverà nella sempre impegnativa sfida di riconfermarsi ai vertici. Avrà un team, la Katyusha, pronto a sostenerlo, anche se con Pozzato in squadra in qualche tappa dovrà "prestare" al compagno alcuni gregari. Punto interrogativo sulla condizione, da verificare infatti se dopo le fatiche della Grande Boucle avrà recuperato. Dovesse fare bene si confermerebbe e si riscoprirebbe definitivamente corridore per corse a tappe a 31 anni "suonati". Da tenere d'occhio, da sempre la Vuelta riserva sorprese, soprattutto tra i corridori spagnoli.





CARLOS SASTRE (CERVELO).
E con questo fanno tre: Giro, Tour e Vuelta nel 2010, a 35 anni e con una preparazione stagionale appena abbozzata, dopo aver meditato al ritiro a fine 2009 quando si è preso una pausa di 5 mesi senza bici. Nel 2010 ha comuque raccolto due piazzamenti prestigiosi: 8° al Giro d'Italia e 3° alla San Sebastian, anche se non ha brillato in salita, non convincendo nei grandi giri. La condizione fisica è un rebus, neanche lui sa al terzo giro come potrà reagire il fisico. Un piazzamento nella parte alta della generale ad alcuni sembra una chimera; ma Sastre, che ha già firmato per il 2011 con la Geox, da il meglio di se quando parte in ombra e non è atteso al banchetto dei vincitori. Sull'apparente via del tramonto Carlos Sastre è alla ricerca di una nuova alba...





ROMAN KREUZIGER (LIQUIGAS-DOIMO).
Seconda freccia disponibile nell'arco Liquigas, e prima spina nel fianco di Nibali. C'è da capire quale sarà il ruolo del giovane ceco all'interno della squadra durante la corsa spagnola: gregario di lusso in salita o seconda punta? Per l'anno prossimo ha già in tasca un prestigioso e remunerativo contratto con l'Astana, che lo ha scelto per il dopo Contador. Roman Kreuziger è senza dubbio uno dei giovani più promettenti del ciclismo internazionale e se starà bene fisicamente punterà in alto c'è da starne certi. In fin dei conti l'anno prossimo cambierà aria, e il confronto con Nibali potrebbe stimolarlo non poco. Perchè non provarci? Gamba permettendo, le fatiche valse il 9° posto al Tour potrebbero farsi sentire. Dunque Roman affronterà le prime salite e capirà chi è e che ruolo potrà recitare in questa Vuelta, sapendo che il suo primo rivale ha la sua stessa maglia e che i gradi di capitano si assegnano all'inizio di un grande giro, ma possono cambiare spalline dopo le prime asperità.






DENIS MENCHOV (RABOBANK)
Vecchia conoscenza del ciclismo, Denis si è già vestito con la amarillo due volte in passato vincendo la Vuelta nel 2005 e 2007, che con il Giro 2009 e due terzi posti al Tour più numerosi piazzamenti nei dieci ne fanno il corridore in attività più vincente nelle corse a tappe dietro a re Contador. E' un osso duro, ha talento ed esperienza; va forte in salita e contro il tempo, è il corridore ideale per una corsa a tappe, in cui solitamente è protagonista. Due dubbi su di lui. L'anno prossimo correrà per la Geox lasciando la RabobanK: questo potrà minare il rapporto con squadra e compagni? In secondo luogo c'è da dire che da anni porta a termine ad alti livelli un grande giro a tappe all'anno; faticando non poco nel secondo. Quest'anno ha fatto un gran Tour salendo sul terzo gradino del podio; avrà le forze per tentare il tris alla Vuelta? Dovesse avere le energie sul resto ci sono pochi dubbi: nelle tre settimane è un cavallo sicuro su cui puntare. Allo specchio la Amarillo gli donava, ora Menchov vuole specchiarsi con la maglia rossa e raggiungere il record di tre vittorie alla Vuelta appartenente a Rominger ed Heras.






FRANK SCHLECK (SAXO BANK)
Il maggiore dei fratelli lussemburghesi è un corridore solido e competitivo in diversi tipi di terreni: classiche e anche grandi giri in cui in passato ha saputo vincere tappe prestigiose e raccogliere ottimi piazzamenti: soprattutto al Tour. Quest'anno proprio in Francia doveva essere l'arma letale e il fedele scudiero del fratellino piccola peste Andy contro Contador, ma una caduta sul pavè lo ha messo fuorigioco alla terza tappa, con una frattura alla clavicola. Frank semba essersi ripreso al meglio e ha avuto il tempo per preparare la corsa spagnola nella quale cercherà di salire sul gradino più alto. Quando in forma è capace di ottime prestazioni in montagna e in una Vuelta come questa con pochi km a crono potrebbe sorprendere tutti con un'arma che lui ha in maggior quantità rispetto agli altri: la freschezza. E a settembre dopo una stagione lunga ed estenuante con tanti km nelle gambe potrebbe essere determinante. Certo Frank dovrà dimostrare di avere fatto a 30 anni quel salto di qualità per poter salire sul podio di un grande giro, cosa che non gli è mai riuscita, anche se ha dimostrato potenzialità da non sottovalutare. Alla Vuelta gli Schleck non hanno mai brillato; quest'anno se correranno fingendo di essere al Tour potrebbe essere l'anno buono. Loro si sa vincono e perdono insieme.



Ognuno ha il proprio esame da superare, la propria sfida da combattere; contro se stessi prima e con gli altri poi, lungo 3423 km con tante fatiche, imprevisti e asperità. Attenzione alle sorprese però, la Vuelta storicamente ne ha sempre riservate: per il tipo di percorso, perchè poi c'è la corsa iridata, e perchè a settembre la benzina nelle gambe conta spesso più dei valori assoluti.


Che la battaglia abbia inizio.

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