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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

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giovedì 5 agosto 2010

Basso c'è! Sulle strade di casa...

Ivan Basso ritrova vittoria e sorriso, a Carnago, al Gp Industria e commercio, corso sulle strade dei suoi abituali allenamenti. La maglia rosa 2010 torna così al successo dopo un mese di maggio da incorniciare e un Tour sottotono causa condizione mai al top sulle Alpi e bronchite sui Pirenei. Lo fa per distacco, come piace a lui, scattando a 13 km  dall'arrivo e distanziando di 10" Giaro Ermeti e Daniele Colli e dimostrando una forma ancora buona oltre che la sua appartenenza ad un'altra classe. Un piccolo riscatto dopo un mese di luglio dal sapore amaro.


Si tratta certamente di una vittoria scontata, insipida in confronto ai palcoscenici in cui il varesino è solito strappare applausi ed entrare in scena quando la strada inizia a salire. E' però un successo che denota grinta e determinazione: sete di gloria, anche nelle corse minori, in cui altri Big veleggiano tranquilli a centro gruppo: con superficialità, saccenza e arroganza. Dimostra che Basso ha voglia di cancellare il Tour sciagurato, ha voglia di correre e di vincere, in un 2010 in cui le luci dei riflettori sui suoi palcosenici abituali sono ormai spente. Lui è rimasto sul palco però, in gruppo, e la sua presenza e competitività in questi avvenimenti sono un buon segnale; altri corridori dopo gli appuntamenti importanti spariscono o appaiono svogliati, pigri, apparentemente semza stimoli, anche in corse prestigiose; come se avessero fatto il loro dovere e più di quello non servisse fare. Per citare un esempio A.Schleck alla San Sebastian si è ritirato  prematuramente nonostante fosse finito il Tour da 5 giorni. Vedere invece il vincitore del Giro correre sulle sue strade e vincere è un segnale positivo; soprattutto mentalmente. Per lui naturalmente niente Vuelta, tiferà Nibali e Liquigas da casa avvolto nella sua coperta rosa, ma il finale di stagione è tutto tranne che ozioso per Basso. C'è la Coppa Agostoni; in ottica mondiale poi, se in forma, potrebbe rientrare nei piani di Bettini per fare un certo tipo di lavoro, e a fine stagione c'è il Lombardia: l'anno scorso chiuso al 13° posto.

Insomma Ivan Basso, che in maggio è tornato a vincere al Giro d'Italia, riconquistandosi fiducia e affetto degli appassionati, continua virtualmete a vestire quella maglia rosa che lo ha riconsacrato campione vincente, campione umano, capace di sbagliarsi e cadere: vedi Tour de France, ma assai incline al sapersi rialzare velocemente. Per il momento simbolicamente, ma tanto basta per ritrovare il sorriso.

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