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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

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mercoledì 25 agosto 2010

VUELTA 2010. Lo "Squalo" alla ricerca di nuovi lidi....esame di spagnolo per Nibali


Durante il corso di questo 2010, all'alba di un nuovo decennio sportivo, la Liquigas Doimo ha scoperto di avere nelle proprie file il talento più fulgido del ciclismo italiano: Vincenzo Nibali da Messina, classe '84.
Un investimento, quello del team verde-blu, che parte da lontano più precisamente dal 2006 quando Vincenzo è nel mondo del professionismo da appena un anno. Fu così che dopo un 2005 corso con i colori della Fassa Bortolo e impreziosito da un quarto posto ai campionati nazionali a cronometro arriva la chiamata della Liquigas che Nibali comincia a ripagare sin da subito vincendo il Grand Prix d'Ouest e ottenendo vari piazzamenti nelle corse estive che gli valgono la vittoria del premio Giglio d'Oro, assegnato annualmente al miglior neoprofessionista dell'anno. L'anno successivo Vincenzo corre il suo primo Giro d'Italia, dimostrandosi un ottimo gregario per il vincitore Danilo di Luca ma sopratutto un futuro corridore di corse a tappe visto il sorprendente 19esimo posto finale e i due giorni in maglia bianca. In questa stagione il messinese vince anche il suo primo Giro, quello della Toscana, regione che ne ha visto la maturazione ciclistica. Nel 2008 Nibali stupisce tutti a inizio stagione vincendo il Giro del Trentino, classico appuntamento in preparazione del Giro d'Italia al quale si presenta nelle vesti di co-capitano assieme a Franco Pellizotti. Vincenzo conferma le ottime doti da scalatore ma non è ancora pronto per battagliare in classifica generale, a Milano è 11esimo a circa 20' da Contador. Due mesi dopo Vincenzo è sulle strade del Tour dove si mette in evidenzia indossando la maglia bianca per ben 4 giorni prima di cederla ad Andy Schleck e andare in crisi all'Alpe d'Huez dove esce di classifica. A Parigi è comunque terzo nella graduatoria riservata ai giovani cosi come gli era riuscito al Giro. La squalifica per doping di Riccò permette a Nibali di partecipare alle Olimpiadi di Pechino corse nel mese di agosto, un evento sognato da qualsiasi atleta che il siciliano corona ad appena 23 anni. Nel 2009 Nibali inizia la preparazione più tardi per dedicarsi esclusivamente al Tour. E' una scelta che paga vista la performance strabiliante offerta da Vincenzo: a Verbier dove Contador dimostra di essere di un altro pianeta lo “Squalo” digrigna i denti e chiude terzo ad appena 20'' da Schleck. In molte salite è li a giocarsela con i migliori e il settimo posto a Parigi a soli 7'35'' da Contador significa solo una cosa: il ragazzo c'è e la sua stoffa è pregiata. Chissà poi cosa avrebbe potuto combinare al mondiale se non fosse caduto in Belgio durante una tappa dell'Eneco Tour dove si ruppe la clavicola. Il resto è storia recente, un annata che lo ha consacrato ai massimi livelli con 3 trofei messi in bacheca: il Tour de San Luis in Argentina, il Giro di Slovenia e il trofeo Melinda che comunque sono poco in confronto all'impresa compiuta al Giro. Un terzo posto finale ottenuto da gregario non si era mai visto prima ed è grazie alle sue accelerate in salita che Ivan Basso ha potuto recuperare un margine enorme allo spagnolo Arroyo, realizzando la sua doppietta rosa. Vincenzo insomma ha tutto per essere tra i migliori ciclisti al mondo nei prossimi anni: agilità in salita, abilità e potenza a cronometro, sana incoscienza e tecnica in discesa. A ciò si aggiunge un forte spirito competitivo che lo porta a cercare sempre la vittoria anzichè fare calcoli accontententandosi di un piazzamento. La Vuelta di Spagna, che egli si prepara ad affrontare per la prima volta, lo chiama a gran voce come uno dei favoriti d'obbligo della vigilia. L'ennesima sfida per lo “Squalo” è quella di convincere (ammesso che ce ne siano) gli scettici che i gradi di capitano unico non sono un rischio se affidati a uno come lui che nel frattempo, proprio come un predatore affamato, ha annunciato di “volersi togliere ancora qualche soddisfazione da qui a fine stagione”. Una chiara dichiarazione rivolta a tutti i pretendenti alla maglia amarillo senza dimenticare il ct Paolo Bettini, che potrebbe rivestire Nibali del ruolo di capitano anche a Melbourne, nelle cui acque, gli squali come lui già da tempo la fanno da padrone....

2 commenti:

Manuel (Ciclismo PST) ha detto...

Alè Vincenzo, miseriaccia!!

Manuel (Ciclismo PST) ha detto...

Oddio,... non è un commento molto tecnico, ma insomma rende l'idea.