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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

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martedì 8 febbraio 2011

Caso Riccò 2011, le reazioni

"Sono sempre uno che sta dalla parte dei corridori e se uno sbaglia penso sempre che gli si debba dare la possibilita' di crescere dopo l'errore fatto. Ma quello che ha fatto Ricco' e' grave per tante cose. Lui ha giocato con la morte e con se stesso. La vita e' la sua ma cosi' facendo ha offeso la famiglia di Aldo Sassi (il preparatore dei campioni del ciclismo, mancato sole poche settimane, ndr)". Queste sono le dichiarazioni, riprese dall'agenzia ANSA, del ct azzurro Paolo Bettini (VEDI FOTO) ancora sconcertato per l'evolversi della situazione riguardante Riccardo Riccò (Vacansoleil), lo scalatore modenese ricoverato d'urgenza in seguito ad un malore avvertito nel fine settimana.

Come riportato da La Gazzetta di Modena, sarebbe stato lo stesso "Cobra" di Formigine a confessare (in presenza della compagna Vania Rossi, ciclista tra le donne) al medico curante di essersi iniettato ,in perfetta autonomia, una sacca di sangue che conservava nel frigo di casa da ben oltre 3 settimane.
Appurata la delusione di Bettini, che certo non nascondeva la sua volontà di puntare sul corridore, constatando l'enorme talento dell'ex Saunier Duval, sono arrivate anche le frasi di forte impatto, riprese dall'agenzia AdnKronos, come quelle del Presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco : "Non ci sono mezzi termini: per il suo bene, per la sua famiglia, per il bene del ciclismo Riccardo Riccò deve lasciare lo sport agonistico,deve uscire dal tunnel perverso in cui si è infilato, deve ritrovare sé stesso, come persona, prima di tutto, come uomo. Ha fatto quello che ha fatto nonostante la condanna rischiando anche la vita e questo fa venire i brividi. Siamo di fronte a un ragazzo malato dentro, intossicato da falsi messaggi - visibilità e successo a tutti i costi e con ogni mezzo - che gli hanno fatto perdere il senso della realtà, di ciò per cui vale pena impegnarsi, faticare e vivere. Il danno di immagine è enorme e la Federazione farà tutti i passi per tutelarsi. Ma il disastro morale è spaventoso." 
Nel frattempo nel sito della squadra olandese Vacancesoleil non compare nessuna dichiarazione ufficiale. L'ultima notizia a proposito di Riccò risale alla giornata di ieri, dove si confermava la sua non partecipazione al Giro del Mediterraneo a causa di una febbre alta per cui era stato necessario il ricovero in ospedale e la conseguente prassi del rimanere "sotto osservazione" fino a martedì (domani, ndr).

2 commenti:

Manuel (Ciclismo PST) ha detto...

Penso a suo figlio (o figlia che sia), nel vedere che testa ha suo padre, e lì mi preoccupo.
Per Riccardo, è meglio così. Per lo sprot è meglio così, per il ragazzino dodicenne che magari lo vedeva come un'idolo è meglio così. Che questa scintillante "meteora" del nostro ciclismo si sia spenta (ciclisticamente parlando), è meglio così.

filippo ha detto...

non c'è speranza.. per il ciclismo..