FRASE CELEBRE

"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

Marco Pantani


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lunedì 13 settembre 2010

Barredo attacca e vince; Nibali difende la rossa

Quando era bambino Carlos Barredo giocava a calcio con gli amici sognando di diventare un giocatore professionista; fino a quando un vetro gli procurò un taglio profondo all'alluce, allora cominciò ad andare in bicicletta. I suoi amici con la bici da corsa e lui con una pesante mountain bike che lo relegava sempre alle ultime posizioni. Chiese allora al padre una bici da corsa. "Se riesci a salire fino in cima ai Laghi te la regalo". Il piccolo Carlos vinse quella scommessa col padre ed ebbe la sua bici da corsa con la quale cominciò il suo nuovo sogno: diventare un ciclista professionista.


IL SOGNO. Un bel salto nel passato per tornare ai giorni nostri e vedere Carlos Barredo a 29 anni vincere per distacco nella 15a frazione della Vuelta 2010: con arrivo proprio ai Laghi di Covadonga. Il destino, come spesso accade, ha più fantasia di noi. Il corridore spagnolo è stato protagonista di una fuga partita dopo 60 km di corsa fino a quel momento controllata dalla Liquigas di Vincenzo Nibali. Barredo nel suo tentativo è in buona  compagnia: Oliver Kaisen e Greg Van Amermaet (Omega Pharma), Nico Sijmens (Cofidis), Pierre Cazaux (Francaise de Jeux) e Martin Velits (Htc Columbia). Mentre dietro la Casse d'Epargne cerca di guidare il gruppo per dare la caccia ai fuggitivi, i battistrada hanno cercato di dare tutto per iniziare la salita con un discreto margine, quando in precedenza erano riusciti ad accumulare fino a 9'. Sulle prime rampe è Velits il primo a provarci, subito seguito però da Carlos Barredo che ha dimostrato un passo migliore staccando tutti e involandosi sulle strade di casa verso la vittoria di tappa, forse dentro di se tornando un pò bambino, quando con un sogno nel cuore scalava questa ripida salita. Sul traguardo è arrivato solo, cogliendo un seuccesso sulle strade di casa che non scorderà mai e dedicando la vittoria al padre con cui vinse la sua prima scommessa importante.

FIGHT CLUB. In gruppo intanto l'inizio della salita ha dato il via alla bagare per la maglia di leader., con i soliti membri del club pronti a darsi battaglia. Il primo tentativo è di Carlos Sastre che ha cercato di far esplodere il gruppo. Roman Kreuziger si è però dimostrato ancora una volta gregario prezioso per Nibali, andando a  rintuzzare questo tentativo e portandosi in testa a scandire un ritmo che ha fatto perdere le ruote a Xavier Tondo Volpini. Poco dopo il solito Mosquera è partito a fionda, ma nessuno ha risposto al suo scatto capace di mandare gli avversari spesso fuorigiri; come successo ad Andorra. La maglia rossa Nibali ha comuque accelerato bruscamente aumentendo l'andatura, tanto che solo il rivale J.Rodriguez e il sorprendente Velits hanno tenuto la sua ruota. Sul traguardo Nibali ha perso  11" da Mosquera conservando la maglia di leader per il secondo giorno consecutivo e dando l'impressione di essersi risparmiato per la tappa di Lunedì, con tre salite ripide e l'arrivo a Cotobello: ascesa inedita di 10km all'8,2% medio e punte al 10%. Non è lo Zoncolan, ma si può arrivare soli.


Arrivo di Tappa
1 BARREDO, Carlos QST 4h 33' 09''
2 SIJMENS, Nico COF + 1' 07''
3 VELITS, Martin THR + 1' 43''
4 VAN AVERMAET, Greg OLO + 2' 06''
5 CAZAUX, Pierre FDJ + 2' 10''
6 KAISEN, Olivier OLO + 2' 12''
7 MOSQUERA, Ezequiel XAC + 2' 15''
8 NIBALI, Vincenzo LIQ + 2' 26''
9 VELITS, Peter THR + 2' 26''
10 RODRIGUEZ, Joaquin KAT + 2' 26''
11 DANIELSON, Thomas GRM + 2' 45''
12 ROCHE, Nicholas ALM + 3' 02''
13 SCHLECK, Frank SAX + 3' 02''
14 SASTRE, Carlos CTT + 3' 03''
15 MONCOUTIE, David COF + 3' 26''
16 NIEVE, Mikel EUS + 3' 30''
17 GARCÍA, David XAC + 3' 39''
18 VAN GARDEREN, Tejay THR + 3' 41''
19 PERAUD, Jean-Christophe OLO + 3' 50''
20 KARPETS, Vladimir KAT + 3' 54''
21 TXURRUKA, Amets EUS + 4' 02''
22 GUSEV, Vladimir KAT + 4' 03''
23 TONDO, Xavier CTT + 4' 06''
24 DI GREGORIO, Rémy FDJ + 4' 40''
25 BRUSEGHIN, Marzio GCE + 4' 40''


Classifica generale
1 NIBALI, Vincenzo LIQ 65h 31' 14''
2 RODRIGUEZ, Joaquin KAT + 4''
3 MOSQUERA, Ezequiel XAC + 39''
4 VELITS, Peter THR + 2' 29''
5 TONDO, Xavier CTT + 2' 30''
6 ROCHE, Nicholas ALM + 2' 47''
7 SCHLECK, Frank SAX + 2' 48''
8 DANIELSON, Thomas GRM + 3' 48''
9 SASTRE, Carlos CTT + 4' 29''
10 KARPETS, Vladimir KAT + 5' 27''
11 VAN GARDEREN, Tejay THR + 6' 05''
12 GARCÍA, David XAC + 6' 07''
13 MONCOUTIE, David COF + 6' 21''
14 PERAUD, Jean-Christophe OLO + 6' 23''
15 SÁNCHEZ, Luis León GCE + 7' 01''
16 NIEVE, Mikel EUS + 8' 20''
17 URAN, Rigoberto GCE + 9' 13''
18 PLAZA, Ruben GCE + 9' 23''
19 GUSEV, Vladimir KAT + 9' 30''
20 CUESTA, Iñigo CTT + 11' 38''
21 KASHECHKIN, Andrey LAM + 11' 45''
22 LE MEVEL, Christophe FDJ + 11' 47''
23 TEN DAM, Laurens RAB + 13' 23''
24 BAKELANDTS, Jan OLO + 14' 18''
25 TURPIN, Ludovic ALM + 14' 19''

sabato 11 settembre 2010

Nibali si tinge di rosso nel giorno del forfait di Anton



Nella sua mente questo momento se lo sarà immaginato un sacco di volte ma neppure lui, probabilmente, avrebbe voluto realizzarlo così. Un incredulo Vincenzo Nibali (VEDI FOTO) è la nuova maglia roja della Vuelta; un traguardo eccezionale per il giovane messinese arrivato però solo grazie a una caduta rovinosa che ha coinvolto l'ex leader Igor Anton a 6 km dal traguardo, quando è scivolato assieme al compagno Egoi Martinez in discesa frazionando il gruppo. Una sbandata che costa carissima al corridore basco il quale è costretto a ritirarsi visto il potente urto subito: davvero un peccato per Anton che finora aveva dimostrato di essere il più forte in questa Vuelta. Una volta fuori dai giochi l'uomo da battere tra i favoriti è scattata la lotta al successore sul trono della corsa. Gli ultimi 5 km odierni infatti erano un vero e proprio muro con pendenze impossibili soprattutto nell'ultimo km dove si sfiorava il 20%. La situazione all'imbocco della salita di Peña Cabarga è la seguente: in fuga ci sono sin dai primi km l'olandese Terpstra e il britannico Millar con un vantaggio ormai risicatissimo. Dietro gli uomini Liquigas, tra cui Roman Kreuziger, scandiscono il ritmo per Nibali. Si forma un gruppetto di dieci unità tra cui non figurano ne Menchov ne Bruseghin, rimasto indietro a causa della caduta di Anton. Millar viene ripreso quasi subito mentre Terpstra non molla. Per cambiare la testa della corsa urge uno scatto e così David Garcia, compagno di Mosquera, si riporta sotto l'olandese della Milram. Superati i meno 2 all'arrivo è però Vincenzo Nibali a rompere gli indugi. Lo scatto del siciliano è deciso e sembra essere l'azione buona per potersi aggiudicare la tappa. Dietro però, dopo un attimo di esitazione, si accoda anche Joaquim Rodriguez rigenerato dopo la crisi di Andorra. I due sembrano avere un altro passo rispetto agli inseguitori e si presentano all'ultimo km a braccetto. A 800 metri dal traguardo non appena le pendenze diventano impossibili è “Purito” Rodriguez a scattare in faccia allo squalo di Messina. Una scena già vista di un Nibali che da tutto nel proprio scatto e poi paga non appena l'andatura viene rilanciata. Stavolta però in palio non c'è solo la vittoria di tappa ma la tanto agognata maglia rossa. Proprio questo stimolo extra consente allo “Squalo” affamato di non affondare nonostante l'azione di Rodriguez sia davvero indiavolata. Tra i due vi sono 32 secondi ed è solo con la determinazione che Vincenzo evita la beffa limitando il distacco a 20''. Grazie agli abbuoni però Rodriguez ne recupera altri 8 ed è ora a solo 4'' di ritardo in classifica dal capitano della Liquigas. Sul traguardo dietro a Rodriguez e Nibali giungono Mosquera a 22'', Moncoutiè, Roche, Schleck, Tondo, Garcia e Peter Velits tutti racchiusi in un fazzoletto di pochi secondi. Sastre perde oggi 1'42'', Uran 3' mentre Bruseghin cede purtroppo ben 17' uscendo sfortunatamente tra la lista dei papabili vincitori. Al termine della frazione di oggi il ciclismo italiano può festeggiare il primato alla corsa spagnola arrivato dopo un digiuno di due anni. L'ultimo a indossare la maglia di leader era stato infatti Alessandro Ballan il 7 settembre del 2008. Una maglia che Nibali ha fortemente cercato, sfiorato, rimanendo li a un palmo di naso mentre al comando della classifica si alternavano i vari Cavendish, Gilbert, Rodriguez e Anton. Ma proprio come gli squali quando vedono rosso, c'è un qualcosa che scatta dentro di loro, una sorta di istinto da predatore che gli spinge ad andare oltre ai loro limiti pur di raggiungere il tanto sospirato obiettivo. Siamo felicissimi che Vincenzo ci sia riuscito ma ora dovrà stare ben attento al fastidioso "Prurito" che lo insidia a soli 4'' di distanza. Domani sarà un altra storia, speriamo solo che lo Squalo ora che ha raggiunto l'obiettivo, corra un po' di più con la testa e un pochino meno con l'istinto....


Ordine di tappa

1 181 RODRIGUEZ, Joaquin KAT 4h 26' 43''
2 126 NIBALI, Vincenzo LIQ + 20''
3 211 MOSQUERA, Ezequiel XAC + 22''
4 65 MONCOUTIE, David COF + 33''
5 11 ROCHE, Nicholas ALM + 34''
6 209 SCHLECK, Frank SAX + 35''
7 9 TONDO, Xavier CTT + 39''
8 214 GARCÍA, David XAC + 43''
9 179 VELITS, Peter THR + 45''
10 101 DANIELSON, Thomas GRM + 1' 29''


Classifica Generale

1 126 NIBALI, Vincenzo LIQ 60h 55' 39''
2 181 RODRIGUEZ, Joaquin KAT + 4''
3 211 MOSQUERA, Ezequiel XAC + 50''
4 9 TONDO, Xavier CTT + 50''
5 11 ROCHE, Nicholas ALM + 2' 11''
6 209 SCHLECK, Frank SAX + 2' 12''
7 179 VELITS, Peter THR + 2' 29''
8 101 DANIELSON, Thomas GRM + 3' 29''
9 57 PLAZA, Ruben GCE + 3' 41''
10 8 SASTRE, Carlos CTT + 3' 52''

In Quèbec la spunta T-Blanc

Buona la prima per Thomas Voeckler (Bbox), vincitore del GP del Quèbec: classica neonata nel calendario Pro Tour, sbarcato per la prima volta nel continente americano. Il "galletto francese", soprannominato T-Blanc dai tempi in cui era l'unico bianco a correre in Martinica suo paese di origine, l'ha spuntata grazie ad un deciso e audace allungo in prossimità dell'ultimo km di gara. Sul traguardo della corsa canadese ha preceduto Edvald Boasson Hagen (Sky), Robert Gesink (Rabobank) e il padrone di casa Ryder Hesjedal (Garmin). Primo degli italiani il campione del mondo a Varese 2008, Alessandro Ballan (BMC), 6° classificato. Damiano Cunego, che all'ultimo giro ha risposto all'attacco di Hesjedal che ha infiammato definitivamente la corsa, ha concluso al 10° posto. 
Per Thomas Voeckler si tratta del terzo successo stagionale e di una vittoria prestigiosa in una classica del Pro Tour, alla prima storica edizione. Continua infatti l'espansione del ciclismo a livello mondiale che continuerà il 12 settembre con la prima edizione del Gp di Montreal, sempre in terra canadese. Il Pro Tour inoltre intende allargare ulteriormente i propri orizzonti, facendo entrare e nascere nuove corse in tutti continenti da inserire nel calendario internazionale per allargare il bacino di appassionati, e di conseguenza di affari, del mondo del ciclismo. Dalle prossime stagioni sarà il Tour della California a fare il proprio ingresso tra le corse del Pro Tour. La mini corsa a tappe a stelle e strisce sarà la prima corsa statunitense ad avere questo onore. E la prima volta non si scorda mai, chiedetelo a T-Blanc.

venerdì 10 settembre 2010

Cannonball si è sbloccato: e chi lo ferma più?

Nel ciclismo esiste una nuova legge, quella di Mark Cavensish. Questa teoria è semplice: quando il velocista britannico si sblocca, non si ferma più. E' successo al Tour de France e ora alla Vuelta ha intrapreso la stessa strada ricca di successi. Dopo la volata vincente di ieri a Lleida, la prima in carriera alla Vuelta, Cannonball ha concesso subito il bis a nella 13a frazione con arrivo a Burgos. Euforico per sprint nettamente dominato, Mark si è concesso anche il lusso di un'acrobazia dul traguardo: un piccolo salto a suggello del suo ottimo stato di forma che lo sta incorondando miglio r velocista al mondo, e che inizia a preoccupare più di qualcuno in vista del mondiale sulle strade australiane. Oggi il razzo dell'HTC ha regolato agilmente in volata il norvegese Thor Hushovd (Cervèlo) e l'italiano Daniele Bennati (Liquigas), apparso in ripresa sebbene non ancora come lo si vorrebbe vedere a Melboune; ma c'è tempo per crescere, l'importante è che alla Vuelta il velocista Liquigas si sia ritrovato. Tyler Farrar, colui che pare l'unico antagonista in grado di poter lottare con il folletto dell'isola di Mann, si è autoescluso dalla volata per un errore in fase di impostazione che lo ha relegato al sesto posto finale. Classifica generale invariata per il momento, prima che la Vuelta intraprenda un'insidiosa tre giorni in altura, dove la classifica subirà certamente cambiamenti non definitivi, ma fondamentali. Sempre alla ricerca di un protagonista pronto a dettare  legge: questa volta in salita.

Arrivo di Tappa
 
1. Mark Cavendish (HTC-Columbia)
2. Thor Hushovd (Cervélo) m.t.
3. Daniele Bennati (Liquigas) m.t.
4. Yauheni Hutarovich (FDJ)
5. Manuel Cardoso (Footon – Servetto)
6. Tyler Farrar (Garmin)
7. Denis Galimzyanov (Katusha)
8. Koldo Fernandez (Euskaltel-Euskadi)
9. Théo Bos (Cervélo)
10. Johnnie Walker (Footon – Servetto)




Classifica maglia rossa

1. Igor Anton (Euskaltel)
2. Vincenzo Nibali (Liquigas) +0’45″
3. Xavier Tondo (Cervélo) +1’04″
4. Joaquin Rodriguez (Katusha) +1’17″
5. Ezequiel Mosquera (Xacobeo) +1’29″
6. Marzio Bruseghin (Caisse d’Epargne) +1’57″
7. Ruben Plaza (Caisse d’Epargne) +2’07″
8. Rigoberto Uran (Caisse d’Epargne) +2’14″
9. Nicolas Roche (AG2R La Mondiale) +2’30″
10. Frank Schleck (Saxo Bank) +2'30"

giovedì 9 settembre 2010

Cavendish sale sul treno HTC e vince a Lleida

Da buon collezionista di vittorie Mark Cavendish non poteva non avere in bacheca una vittoria alla Vuelta. Nella 12a tappa, la Andorra-Lleida, ha deciso di colmare questa lacuna, e vincendo oggi è entrato a far parte, ad appena 24 anni, di quella cerchia ristretta di corridori capaci di vincere una frazione in ogni grande giro a tappe: Giro, Tour e appunto Vuelta. Sempre in questa edizione della corsa spagnola è riuscito nella stessa impresa Thor Hushovd, a 32 anni. I corridori però non si pesano a vittoria, ma per come vincono. Le vittorie passano, lo stile resta. Oggi tutto si è deciso negli ultimi km quando il treno HTC si è messo in moto lavorando al meglio per il proprio passeggero d'eccezione, Cavendish: abile, scaltro e viziatello nello sfruttare a dovere l'ottimo lavoro del team e del compagno Goss che lo ha pilotato all'arrivo di Lerida. L'ultima curva ai 300 metri è stata decisiva con la coppia HTC pronta a sfruttare un buco ed entrare a tutta velocità sul rettilineo finale dove Goss ha aperto la strada allo sprinter più veloce del mondo, per antonomasia. Tyler Farrar ha provato a rovinare la festa in casa HTC, cercando di saltare in prossimità del traguardo un distratto Matthew Goss, ma Cannonball aveva già abilmente chiuso i conti. Nella generale nessun cambiamento; Igor Anton mantiene la maglia rossa di leader con 45" secondi di vantaggio su Vincenzo Nibali, voglioso di riscatto dopo aver pagato un piccolo dazio, sulle rampe di Andorra, all'agile scalatore basco.
Nel frattempo la Vuelta saluta la vittoria di uno dei protagonisti più attesi, che si gode questo successo covando dentro di se la convinzione di poter essere protagonista al mondiale di Melbourne, tra meno di un mese; treno permettendo. Cavendish dimostra tappa dopo tappa di essere il velocista megliore sulla piazza, ma deve ringraziare un team come l'HTC che lo fa arrivare nel posto giusto al momento giusto: li dove lui può sfogare tutta la sua brutale accelerazione.



Ordine di tappa
1 172 CAVENDISH, Mark THR 4h 00' 30''
2 103 FARRAR, Tyler GRM m.t. 1º
3 174 GOSS, Matthew Harley THR m.t. 1º
4 183 GALIMZYANOV, Denis KAT m.t. 1º
5 7 HUSHOVD, Thor CTT m.t. 1º
6 152 FREIRE, Óscar RAB m.t. 1º
7 33 DAVIS, Allan AST m.t. 1º
8 149 WEYLANDT, Wouter QST m.t. 1º
9 94 CHAVANEL, Sébastien FDJ m.t. 1º
10 134 GILBERT, Philippe OLO m.t. 1º

Classifica generale
1 71 ANTON, Igor EUS 51h 37' 45''
2 126 NIBALI, Vincenzo LIQ + 45''
3 9 TONDO, Xavier CTT + 1' 04''
4 181 RODRIGUEZ, Joaquin KAT + 1' 17''
5 211 MOSQUERA, Ezequiel XAC + 1' 29''
6 52 BRUSEGHIN, Marzio GCE + 1' 57''
7 57 PLAZA, Ruben GCE + 2' 07''
8 59 URAN, Rigoberto GCE + 2' 13''
9 11 ROCHE, Nicholas ALM + 2' 30''
10 209 SCHLECK, Frank SAX + 2' 30''

Classifica maglia verde (Punti)
1 172 CAVENDISH, Mark THR 85
2 103 FARRAR, Tyler GRM 76
3 71 ANTON, Igor EUS 75
4 134 GILBERT, Philippe OLO 67
5 126 NIBALI, Vincenzo LIQ 54

Classifica maglia granata (Scalatore)
1 65 MONCOUTIE, David COF 41
2 217 MARTÍNEZ, Serafín XAC 36
3 218 RABUÑAL, Gonzalo XAC 25
4 71 ANTON, Igor EUS 15
5 9 TONDO, Xavier CTT 11

mercoledì 8 settembre 2010

La Roja sta stretta a Rodriguez, le spalle di Igor Anton ringraziano

La strada verso Andorra ha messo a nudo, nel corso dei suoi dieci chilometri, pregi e/o difetti dei pretendenti alla maglia rossa consegnandoci uno scenario più chiaro dei valori in campo. Una salita piuttosto regolare quella che ha condotto i ciclisti all'arrivo odierno con una pendenza media del 6,5% con punte intorno al 10% tra i -3 e l'ultimo km all'arrivo. Il gruppo ha imboccato l'ascesa con una manciata di secondi da recuperare ai fuggitivi di giornata: il combattivo Johann Tschopp e Mikael Cherel che dopo poco più di 100 km di corsa avevano ben 15' di vantaggio da gestire. Ma in una tappa così è difficile non vedere i favoriti darsi bagarre per la vittoria e così è stato. Importantissimo il lavoro della Rabobank che ha favorito il ricongiungimento col gruppone prima di cedere le redine della corsa alla Katuscha del leader Rodriguez nei primi km della salita finale. Ma non è la squadra di “Puerito” a ravvivare la corsa bensì il ritmo di un corridore spagnolo: Gonzalo Rabunal gregario di Ezequiel Mosquera, l'eterno piazzato. Sotto i suoi colpi di pedale una sagoma arancione scompare dalla coda del gruppo: è Denis Menchov che vanifica così lo sforzo della Rabobank di portarlo nelle prime posizioni per affrontare al meglio la salita. Ma il russo non è quello del Tour e conferma, ancora una volta, di non sapere andare oltre ai propri limiti: quelli di saper preparare solo un Grande Giro all'anno. Saltato Menchov, Mosquera decide che è il momento buono per partire: quando Rabunal gli cede il passo Ezequiel ingrana la quinta scandendo un ritmo infernale che ne Frank Schleck ne Igor Anton sembrano poter tenere. Rispondono subito presente invece sia la maglia rossa Rodriguez che il nostro Vincenzo Nibali. Ma questo si rivela essere un grave errore per entrambi che ai meno tre cedono improvvisamente e in rapida successione da Mosquera che si avvia solitario alla vetta. Ma i colpi di scena non sono finiti: corridori come Anton e Tondo Volpini salgono col proprio passo e sembrano incrementare il ritmo laddove le pendenze aumentano. In particolare il capitano dell'Euskaltel si dimostra un brillante stratega: ha dosato bene le energie senza fare sforzi inutili lungo la salita e trovatosi nel tratto duro recupera con facilità sia Rodriguez che Nibali fino a raggiungere Mosquera poco prima dell'ultimo km. Anche il capitano della Xacobeo paga infatti la poca brillantezza nel finale e così Anton (VEDI FOTO) dopo averlo saltato con un deciso allungo può gestire negli ultimi metri festeggiando la seconda vittoria di tappa. Una successo che ricolora l'atleta basco di rosso ai danni di un Rodriguez in versione “prurito” che per paura di perdere la maglia appena conquistata ha finito per andare in riserva troppo presto. L'unica cosa rossa che rimane all'ex leader sul traguardo di Andorra, dove è giunto con 1', è il proprio volto paonazzo e stravolto per lo sforzo. E' lui lo sconfitto di giornata. Dietro Anton e Mosquera, giunto a 3'', si piazza un ottimo Tondo Volpini che ora è virtualmente sul podio a 1'04'' dal nuovo leader. Nibali a differenza di Rodriguez non ha ceduto di schianto ma non può essere soddisfatto dopo una tappa del genere. Sembrava essere come sempre tra i favoriti ma oggi l'errore di inesperienza e di gioventù gli è costato tra abbuoni e ritardo ben 43''. Un “fuorigiri” che deve servire da lezione al siciliano, il quale dovrà avere maggiore pazienza nel prossime salite. L'errore comunque ci sta tenendo conto che fino ad oggi Vincenzo era stato perfetto e il secondo posto nella generale dopo la tappa odierna a 45'' da Anton è ancora li a dimostrarlo. Ottimi segnali anche da un altro italiano: il trevigiano Marzio Bruseghin che oggi ha dato spettacolo chiudendo quarto a 16'' insieme al giovane scalatore colombiano Uran. Un bel colpo quello di Brus che ora classifica alla mano (6° a 1'57'') può considerarsi il nuovo capitano della Casse d'Epargne insieme al compagno Plaza che lo segue a 10'' di ritardo. Completano invece la top 5 Rodriguez a 1'17'' e Mosquera a 1'29''. Una Vuelta dunque, visti i distacchi modesti, che resta ancora tutta da raccontare e da seguire con entusiasmo ma che oggi ha ritrovato un autore, Igor Anton, capace di scrivere una pagina importante nella storia di quest'anno. Una pagina che sarà forse in grado di influenzare l'intera trama del volume che vedrà la luce il 19 settembre a Madrid.

martedì 7 settembre 2010

VUELTA 2010. Erviti sorprende tutti; Joaquim Rodriguez acciuffa la rossa

Nella decima tappa della Vuelta cambia il protagonista, ma non il copione. Ancora una fuga da lontano e un vincitore astuto e determinato nel cogliere l'attimo fuggente nel finale staccando tutti e imponendosi in solitaria al traguardo. Quest'oggi l'impresa è riuscita a Imanol Erviti (Casse d'Epargne), partito al km 40 con altri 9 fuggitivi e perspicace a 18 km dalla fine ad approfittare di un momento di indecisione dei compagni di avventura per prendere il largo, si fa per dire erano appena 30", giusto quella manciata di attimi per arrivare a cogliere la seconda vittoria di tappa in carriera alla Vuelta; davanti a Romain Zingle (Cofidis) e Greg Van Amermaet (Omega Pharma). In questo copione rodato nelle scorse frazioni e ormai all'ordine del giorno, ci ha pensato però Joaquim Rodriguez a movimentare la corsa andando a soffiare la maglia di leader ad Igor Anton.




RANGHI COMPATTI. Nei primi 40 km di corsa la Katusha ha infatti speso molto per tenere il gruppo compatto e portare il proprio capitano a disputare la volata per il tragardo intermedio, dove "Puerito" ha svolto il compito a dovere conquistando i 2" necessari per vestire il simbolo del primato. Semplice soddisfazione personale? Presentimento di non poterla più vestire più avanti nella Vuelta o stratagemma tattico per poter correre in modo diverso? Domani sulle rampe di Andorra Pau si vedrà come la nuova maglia rossa interpreterà la corsa.
Successivamente a questo atipico attacco per detronizzare Igor Anton, la Katusha ha lasciato correre e partire la fuga, salvo tirare a tutta una volta ricevuto il messaggio che anche Gilbert (Omega-Lotto, +1'51" in classifica) era tra gli attaccanti. La licenza per la fuga è stata quindi concessa a tutti tranne che a Gilbert che ha dovuto desistere per non rovinare il tentativo anche agli altri fuggitivi poi abili a non perdersi d'animo e aportare il vantaggio a circa 6'.



INSIDIA DI GIORNATA. Sul tanto atteso Alto de Rat Pena, unica salita di giornata con pendenze significative, Caruso e Karpets hanno fatto andatura a mille per cercare di ricucire sugli attaccanti, salvo poi rallentare per aspettare Filippo Pozzato che si era attardato e che oggi era l'uomo designato dal team russo per cercare di conquistare la tappa. Gli attaccanti hanno approfittato di questo momento di defaiance del gruppo, prendendo un margine incolmabile, anche quando dietro Liquigas e Katusha hanno cercato invano di ricompattare il gruppo. L'azione deciva di Erviti è partita ai meno 18km quando lo spagnolo ha approfittato di un'indecisione dei compagni d'avventura prendendo un margine sufficiente per alzare le braccia al cielo a Vilanova, mentre in gruppo più di qualche finisseur masticava amaro per l'ennesima occasione persa.


CASSANATA. A tenere banco oggi alla Vuelta è stata l'esclusione dalla corsa di Andy Schleck e Stuart O'Grady, allontanati dalla Saxo Bank per non aver rispettato il regolamento interno della squadra. Riis ha sottolineato che i due corridori non sono stati sospesi per cause di doping, ma per un'uscita notturna terminata solamente all'una. Questo episodio la dice lunga sull'attenggiamento con cui Andy Schleck si è presentato alla Vuelta 2010 e sulla sua immaturità e superficialità in certe circostanze, non all'altezza del suo talento fisico. D'accordo che con Riis il lussemburghese è ai ferri corti e che lascierà la Saxo a fine anno, ma forse avrebbe dovuto essere più rispettoso nei confronti dei compagni e di un fratello che in più occasioni si è sacrificato per lui e che qui in Spagna voleva giocarsi le sue carte.

Domani 11a frazione, da Vilanova i la Geltrú - Andorra per 208 km totali e una arrivo in salita, il primo vero di questa Vuelta, che lascierà il segno in classifica. Forse la Vuelta cambierà copione sulle rampe di Andorra, ma non filosofia: CARPE DIEM.

lunedì 6 settembre 2010

VUELTA 2010. Ennesima fuga al traguardo: vittoria di David Lopez

Ancora una giornata di fughe romantiche e audaci sulle strade spagnole. A quei tentativi coraggiosi, ambiziosi e a volte sconsiderati che nascono all'alba della corsa, quando i capitani ancora sonnecchiano, frutto dei  sogni di gloria di corridori altrimenti destinati a navigare a centro gruppo, lasciando le luci della ribalta ai talenti più dotati da madre natura. Anche nella 9a tappa, invece, la corsa ha premiato un fuggitivo della prima ora: David Lopez (Casse d'Epargne), audace e generoso nel credere nella fuga; scaltro e abile nel finale ad allungare nella discesa che precedeva l'arrivo, andando ad imporsi al Alcoy dopo 187 km corsi in prima linea. Suoi compagni di fuga sono stati Roman Kreuziger (Liquigas): 2° ad un passo dall'acuto che in cuor suo cercava dopo un Tour non all'altezza delle proprie ambizioni; e Giampaolo Caruso (Katusha) 3° al traguardo: brillante nel giorno in cui il proprio capitano gli ha concesso una giornata libera, ma seccato per gli ultimi km in cui Lopez è scappato via assieme al sogno accerazzato fin li di poter finalmente alzare le braccia al cielo dopo tanto sudore e lavoro per il team. Sarà per la prossima. Stessa frase impressa nelle menti degli altri 12 attaccanti partiti nei primi km della tappa che poi uno ad uno hanno dovuto dire addio al treno vincente: quello che viaggiava diretto verso Alcoy con a bordo Lopez, Kreuziger , Caruso e Moncoutiè (Cofidis), già in fuga ieri quando era riuscito a vincere la tappa, 4° oggi dopo aver conquistato i punti necessari per vestire la maglia Granada da martedì. Domani la Vuelta osserverà il primo giorno di riposo. In classifica generale cambia poco: Igor Anton  (Euskaltel) mantiene la maglia rossa, Joaquim Rodriguez lo marca stretto alla distanza di un respiro, mentre Vincenzo Nibali (Liquigas) a 2" progetta il sorpasso: dove e quando? Solamente un cambiamento nella generale: Bruseghin (Casse d'Epargna) perde il 5° posto  a vantaggio di Peraud  pagando 12" ai migliori nell'arrivo di oggi.
Il gruppo perde intanto uno dei pezzi pregiati:  si è ritirato Alessandro Petacchi (Lampre), che ha abbandonato la corsa per i postumi della caduta nella frazione di ieri, Alejet torna a casa con una vittoria preziosa a Orihuela davanti a Cavendish, ma col rimpianto di non aver avuto altre occasioni.


Lunedi giorno di riposo, si riprenderà a correre Martedi con la Tarragona-Villanova i La Geltrù di 177,5 km e un solo GPM il il Rat Penat, durissimo strappetto di 4,4 km con rampe al 23% e una media al 10,8%. Non dovrebbero muoversi i Big, ma i velocisti potrebbero non arrivare a giocarsi la vittoria di tappa. Avvisati Finisseur e gli aspiranti fuggitivi che forse hanno compreso che la Vuelta 2010 aiuta gli audaci.

sabato 4 settembre 2010

Moncoutie indovina la fuga; nel giorno della rossa di Igor Anton


L'ottava tappa della Vuelta parte nel ricordo di Txema Gonzalez, il massaggiatore Sky prematuramente scomparso ieri, al quale viene dedicato un minuto di silenzio. Il team britannico dopo aver presenziato con tutti le altre squadre a questo gesto simbolico di cordoglio si ritira in blocco dalla corsa spagnola. Troppo pesante l'atmosfera per continuare a correre contando che già 3 atleti si sono ritirati e che i ciclisti superstiti erano ormai terrorizzati dal possibile scoppio di una epidemia interna alla squadra. Al via della frazione odierna vi sono stati diversi tentativi di avvantaggiarsi da parte di alcuni corridori ingolositi da un percorso tanto frastagliato. La prima emozione la regala però una caduta, al km 11 quando la maglia rossa Gilbert, Petacchi, Cavendish e Arroyo finiscono a terra. Fortunatamente nessun danno o quasi visto che Samoilau della Quick Step è costretto al ritiro per i postumi della scivolata. Al 44 km della tappa parte la fuga buona: Moncoutiè si avvia per primo braccato dallo svizzero Tschopp, vincitore al Giro del tappone del Gavia. Dopo pochi minuti i 2 sono raggiunti anche da Bazayev, Arrieta e Serafin Martinez, il quale può fare incetta di punti per la maglia granada che rimane così ancora sulle sue spalle.
Tutti i corridori sono lontani nella generale e la fuga prende così un margine notevole superando gli 8'. Nonostante il forcing della Cervèlo per ridurre il gap ai meno 20 km dal traguardo i 5 conservano ancora 5' di vantaggio. Si giocheranno loro la vittoria di tappa, mentre dietro ci sarà lotta per la maglia rossa. Dopo un primo forcing della Liquigas il gruppo esplode a seguito degli attacchi di Sastre prima e J.Rodriguez dopo. La maglia rossa Gilbert non risponde e sale del suo passo cercando di limitare i danni, Menchov appare in riserva fin dalle prime rampe di Xorret de Catì, F.Schleck non tiene il passo dei migliori pur salvando la gamba. All'inseguimento dei fuggitivi si forma ben presto un gruppetto con J.Rodriguez, Anton, Nibali e la coppia Cervèlo Tondo-Sastre. Questi 5 arriveranno insieme al GPM sebbene Anton, J.Rodriguez e Nibali sembrino avere un altro passo in salita e alternino fasi di attacchi brevi ad altri di studio e sguardi vitrei, dando modo alla coppia Cervèlo di rientrare con grande merito per questi due per la capacità di gestirsi e l'intelligenza nel centellinare le energie.

In discesa nessuno riesce a fare la differenza; Moncoutiè, abile a resistere e ad amministrarsi sulle rampe di Xorret del Catì, viaggia tranquillo verso la vittoria di tappa, dopo essere stato miglior scalarore nelle due precedenti edizioni della Vuelta. Alle sue spalle giungono gli ex compagni di fuga: Serafin Martinez, Tschopp e Arrieta. E' poi la volta dei Big con J.Rodriguez che inutilmetnte vince la volatina regolando un ottimo Nibali, sempre pronto e pimpante in salita, e  Igor Anton che pur avendo in classifica lo stesso tempo dello spagnolo della Katusha, conquista la maglia rossa per una questione di decimi. Nibali resta loro col fiato sul collo; appena 2" li divide. Sastre e Tondo pagano una manciata di secondi dai "tre moschettieri", al termine di una prova inaspettatatamente positiva che li rilancia in questa Vuelta 2010. F.Schleck barcolla, ma non molla; il suo ritardo in classifica è colmabile anche se a preoccupare di più il suo team è la scarsa brillantezza del lussemburghese. Menchov abbandona sulle impegnative pendenze di Xorret de Catì ogni ambizione di tris alla Vuelta.


Ordine di tappa
1. David Moncoutié (Cofidis)
2. Serafin Martinez (Xacobeo) +0’54"
3. Johann Tschopp (Bbox Bouygues Telecom) m.t.
4. José-Luis Arrieta (AG2R La Mondiale) m.t.
5. Joaquin Rodriguez (Katusha) +1’29"
6. Vincenzo Nibali (Liquigas) m.t.
7. Igor Anton (Euskaltel) m.t.
8. Assan Bazayev (Astana) +1’32"
9. Xavier Tondo (Cervélo) m.t.
10. Carlos Sastre (Cervélo) +1’35"
———————-
11. Rigoberto Uran (Caisse d’Epargne) +1’48"
12. Marzio Bruseghin (Caisse d’Epargne) m.t.
13. Thomas Danielson (Garmin) +2’00"
14. Ruben Plaza (Caisse d’Epargne) m.t.
15. Nicolas Roche (AG2R La Mondiale) m.t.
17. Ezequiel Mosquera (Xacobeo) +2’02"
21. Tejay van Garderen (HTC-Columbia) +2’36"
22. Luis Leon Sanchez (Caisse d’Epargne) m.t.
23. Frank Schleck (Saxo Bank) m.t.
25. David Arroyo (Caisse d’Epargne) m.t.
27. Peter Velits (HTC-Columbia) +2’49"
28. Christophe Le Mével (FDJ) +3’04"
38. Philippe Gilbert (Omega Pharma) +3’34"
41. Denis Menchov (Rabboank) +3’44"
53. Andrey Kashechkin (Lampre) +4’19"
73. Jean-Christophe Péraud (Omega Pharma) +7’05"
82. Roman Kreuziger (Liquigas) +8’12"
83. Andy Schleck (Saxo Bank) m.t.
Classifica Generale
1. Igor Anton (Euskaltel)
2. Joaquin Rodriguez (Katusha) m.t.
3. Vincenzo Nibali (Liquigas) +0’02"
4. Xavier Tondo (Cervélo) +0’42"
5. Marzio Bruseghin (Caisse d’Epargne) +1’10"
6. Ruben Plaza (Caisse d’Epargne) +1’15"
7. Ezequiel Mosquera (Xacobeo) +1’18"
8. Nicolas Roche (AG2R La Mondiale) +1’19"
9. Peter Velits (HTC-Columbia) +1’26"
10. Tejay van Garderen (HTC-Columbia) m.t.
———————-
11. Rigoberto Uran (Caisse d’Epargne) +1’28"
12. Thomas Danielson (Garmin) +1’42"
13. Frank Schleck (Saxo Bank) +1’47"
16. David Arroyo (Caisse d’Epargne) +1’58"
17. Carlos Sastre (Cervélo) +2’11"
18. Luis Leon Sanchez (Caisse d’Epargne) +2’21"
20. Denis Menchov (Rabboank) +3’16"
27. Andrey Kashechkin (Lampre) +5’07"
34. Christophe Le Mével (FDJ) +6’23"
37. Jean-Christophe Péraud (Omega Pharma) +6’59"
87. Andy Schleck (Saxo Bank) +36’33"

VUELTA 2010. Presentazione tappa 8: Villena-Xorret de Catí

Fino ad ora la Vuelta è stata vivace ed emozionante fin dalle prime tappe, che hanno offerto arrivi in volata mai banali e anche le prime scintille tra i contender per la maglia rossa. Oggi sarà una giornata importante ed indicativa, si correrà infatti la prima tappa di montagna vera, e presumibilmente la maglia di leader cambierà proprietario. L'8a frazione in programma è la Villena-Xorret de Catí di 190 km, corsa interamente nella regione di Alicante. Nelle battute finali è prevista l'ascesa a Xorret de Catí, con una salita di 4 km all' 11,5% che diverse volte negli ultimi anni è stata teatro di battaglie alla Vuelta.
Il percorso di oggi non presenta un km di pianura, è un continuo saliscendi con GPM intermedi che appesantiranno le gambe dei corridori, con una salita finale che molto probabilmente non darà modo di infliggere distacchi abissali, ma in cui sarà fondamentale per chi vuole puntare alla classifica non farsi sorprendere dagli avversari.

GPM DI GIORNATA:
Onil (3° cat-6,4 km al 5%)
Tudons (3° cat-6,9 km al 4,8%)
Torremanzanas (2° cat-8,3 km al 5,3%)
Carrasqueta (2° cat-11 km al 4,7%), 
Xorret del Catí (1° cat, a km al 11,5%)

L'arrivo di tappa si trova 3 km dopo il GPM di Xorret de Catí, con 2 km di discesa e l'ultimo km in leggera salita.

Nelle prime tappe con salite rilevanti ci sono sempre delle sorprese e per tutti i Big sarà quindi fondamentale non farsi sorprendere per accumulare troppi secondi prima dei tapponi previsti dopo metà corsa. Tra i favoriti di giornata Nibali (Liquigas), Joaquim Rodriguez (Katusha) e Igor Anton (Euskaltel); i tre uomini apparsi più in forma nei primi arrivi ripidi dei giorni scorsi. Attenzione però a Menchov (Rabobank) e F.Schleck (Saxo) pronti ad entrare in gioco una volta che questo si sarà fatto duro. Da gardare con attenzione anche Mosquera (Xacobeo) e Carlos Sastre che potrebbero tentare qualcosa.

Si inizia a fare sul serio.

venerdì 3 settembre 2010

ALEJET TORNA A VOLARE NEL GIORNO DELLA TRAGEDIA


Alessandro Petacchi è tornato a fare quello che sa far meglio: annichilire gli avversari, bruciandoli con una potenza inaudita e una rapidità fulminea che a 36 anni suonati stenta ad esaurirsi. Una vittoria particolare questa, la numero venti per lo spezzino alla corsa spagnola a distanza di dieci anni esatti dal suo primo centro alla Vuelta (2 settembre 2000 a Port Aventura). Oggi però, nell'arrivo di Orihuela, grande merito va al trenino Lampre che ha messo Alejet nella pista migliore per consentirgli di spiccare il volo. Dopo l'ennesimo tentativo di fuga (Montenegro, Isaichev, Pedersen, Roels) ripreso ai meno 5 km dal traguardo cominciano le danze tra le squadre dei velocisti in quest'ultimo arrivo prima delle salite importanti. Nonostante il tentativo di prendere in mano le redini di HTC Columbia prima e Quick Step poi è la formazione italiana a presentarsi in testa ai 1500 m dal traguardo con un Grega Bole generosissimo in grado di tenere alti i ritmi fino alla chicane dei 700 m all'arrivo dove ha preso in mano la corsa il compagno Furlan. A questo punto mancavano solo due curve prima degli ultimi 200 metri ed ecco che l'ultimo vagone del treno Petacchi, dopo essere rimasto in scia ad Hondo, parte con una velocità decisamente maggiore rispetto a tutti gli altri vincendo con autorità: Cavendish è ancora beffato mentre al terzo posto si piazza l'argentino Haedo. Tra gli altri velocisti segnaliamo il quinto posto per Tyler Farrar mentre Daniele Bennati chiude nono. Ma oggi la carovana della Vuelta ha poco da festeggiare: poco dopo la conclusione della tappa è spirato infatti, all'età di 43 anni, il massaggiatore del team Sky, nonché ex ciclista di Euskaltel e Saunier Duval Txema Gonzalez (VEDI FOTO). Una vicenda agghiacciante questa considerato il fatto che il decesso è dovuto ad un virus batterico che ha portato alla morte di Gonzalez in meno di una settimana. I primi sintomi per il massaggiatore basco sono stati avvertiti in occasione della partenza della Vuelta a Siviglia. Qui Gonzalez è stato ricoverato per ben tre volte senza per altro comprendere l'entità del male che lo aveva colpito. Solo ieri è stata ipotizzata la setticemia quando ormai l'infezione aveva intaccato molti organi vitali. Tutta la rabbia e l'incredulità di chi scrive e dei familiari si riversa immediatamente sui medici, incapaci di diagnosticare in tempo l'infezione riscontrata invece dall'equipe dell'ambulanza che stava portando Gonzalez verso casa a Vitoria. L'onta dell'infezione si riflette anche sul team Sky, che stranamente ha avuto 3 ritiri in questa prima settimana (Swift, Augustyn nella 3a tappa e Flecha proprio oggi) i quali sono stati bollati dai medici del team britannico come :"ritiri dovuti a un virus intestinale che nulla hanno a che vedere con la tragedia di Gonzalez". Speriamo a nome degli atleti che, almeno questa volta, i medici abbiano avuto ragione.

giovedì 2 settembre 2010

VUELTA 2010. Huschovd perde il pelo, ma non il vizio.

Quando partecipa ad un grande Giro la sua firma non manca mai tra i vincitori di tappe. Ci riferiamo a Thor Huschovd che anche in questa Vuelta è arrivato puntuale all'appuntamento con la vittoria, timbrando il cartellino alla 5a frazione: la Caravaca de Cruz-Murcia di 144 km. Il potente norvegese ha tenuto duro sulla cresta dela Gallo, strappetto arcigno ai meno 17 km, che ha tagliato fuori i velocisti puri, e allo sprint ha messo in riga il "risorto" Daniele Bennati (Liquigas) e il sempre più sorprendente Grega Bole (Lampre). Nella Generale tutto rimane invariato con Philippe Gilbert (Omega-Lotto) che mantiene la maglia di leader per 10" su Igor Anton (Euskaltel) e Joaquim Rodriguez (Katusha), mentre Vincenzo Nibali rimane 4° a 12" dalla vetta.


TUTTI PRONTI PER LA CRESTA DEL GALLO. Per molti era lo spauracchio di gornata, per altri la grande speranza per poter giocarsi la tappa. I velocisti puri temevano di poter rimanere staccati su questo strappo dalle ripide pendenze, i finisseur si auguravano proprio questo, in modo da potersi liberare delle ruote veloci e giocarsi la vittoria sul traguardo di Murcia: hanno ciccato entrambi. Ad inzio tappa se ne vanno in tre: Markus Eichler (Team Milram),  Juan Javier Estrada (Andalucia Cajasur) e  Freddy Bichot (Bbox Bouygues Telecom). La fuga prende il largo fino ad accumulare un vantaggio di 10' che sembra poterli far arrivare al traguardo. Ai 50 km dal traguardo il gruppo però si sveglia, sotto le frustate del team Katusha, oggi al lavoro per Filippo Pozzato, che da tempo ha segnato sul calendario questa frazione per poter centrare la vittoria che gli manca dal Giro D'Italia e convincere il CT Bettini ad assegnarli un ruolo di primo piano a Melbourne. Il vantaggio dei fuggitivi si è via via assottigliato, fin che sulla cresta del gallo le tirate di Kolobnev e Karpets hanno riportato gli attaccanti in gruppo. Il forcing del team russo ha inoltre ridotto il gruppo che sul GPM della Cresta del Gallo contava 60 unità; tagliati fuori quindi la maggior parte dei velocisti puri. Nella discesa ha provato a staccarsi Fofonov (Astana), ma inutilmente, la Katusha ha tenuto saldalmente in mano le redini del gruppo, con il chiaro intento di portarlo al traguardo.

VOLATA. Il gruppo lanciato sul rettilineo finale si è preparato allo sprint di gruppo con assenti i protagonisti annunciati delle volate. Ai 450 metri la maglia rossa Gilbert rompe gli indugi, ma un grintoso Bennati allunga fino a raggiungerlo e si lancia sul traguardo pronto a cogliere la vittoria tanto agognata in questi mesi. Tutti appaiono ormai inermi dopo lo scatto prorompente dell'aretino, tranne Thor Huschovd che di potenza resiste all'italiano e lo supera proprio sulla linea del traguardo. Per Bennati rimane comunuque un ottimo sprint, in cui è risucito a farsi trovare pronto in zona calda come non succedeva da troppo tempo.


LA METAMORFOSI. Per Huschovd successo prestigioso dopo aver vinto anche in luglio sulle strade del Tour. Il norvegese dopo essersi nel tempo sempre più  defilato nelle volate a ranghi compatti , sembra aver compiuto una metamorfosi significativa, simile a quella fatta da Zabel nel finire della sua gloriosa carriera. Avendo capito di non disporre più alla sua età dello scatto bruciante necessario per giocarsi la tappa con i velocisti puri come Cavendish e Farrar, negli ultimi anni è migliorato molto in salita mantenendo una buona potenza fino a diventare una specie di Velocista-Finisseur, capace di giocarsi le tappe in cui sono presenti salitelle "spezzagambe" per poi provare a imporsi di potenza e sfruttando la sua velocità di "ex-sprinter". Insomma una sorta di "corridore ibrido" con potenza e resistenza sugli strappi, mentre negli arrivi in volata se la gioca sulla velocità di punta non avendo più l'accelerazione di un tempo. Tanto è bastato oggi però per rovinare i piani di Bennati, Pozzato e company, e per mettere il proprio suggello anche alla Vuelta 2010. Il lupo perde il pelo ma non il vizio; sarà cambiato nella forma, ma non nella sostanza: Huschovd non manca mai l'appuntamento con la vittoria.

VUELTA 2010. Scoperte le prime carte

Queste prime cinque giornate di Vuelta ci hanno già dato qualche verdetto, hanno obbligato i capitani a scoprire in parte le loro carte, cosa poco frequente nella prima settimana di un grande giro a tappe. La terza e la quarta frazione, con strappi brevi ma intensi negli ultimi km, ci hanno dimostrato chiaramente chi sta bene e chi invece ha una condizione non al top. Le salite lunghe e selettive saranno un'altra storia, anche se fin qui si è già capito chi potrà sedere al tavolo finale dove la posta in gioco sarà la maglia rossa.


Denis Menchov. 6. Male la passerella iniziale dove la sua Rabobank appare macchinosa e poco coesa. Accumula secondi preziosi in queste prime tappe con arrivo esplosivo dove serve un'accelerazione che non è nelle sue caratteristiche. Il suo piano per vincere la Vuelta appare chiaro: resistere in montagna e dare la mazzata nell'unica crono individuale, dove solitamente il re del giro del centenario vola. Questo potrebbe bastare per mettere fuori gioco gli scalatori puri, non altri rivali ben più velenosi. L'impressione è che per ora, e su questo terreno, ci sia chi va più forte del russo che però ha tenuto duro ed è rimasto a galla. La forma fisica sulle montagne sarà però determinante: li tutto potrebbe cambiare. Menchov aspetta quindi una condizione che potrebbe raggiungere nelle settimane decisive di corsa; quella condizione che ora non sembrerebbe sostenerlo per poter vincere questa Vuelta. Dista 1'14" in classifica, dovrà rincorrere in montagna; non stare sulla difensiva.  TEMPOREGGIATORE



Joaquim Rodriguez. 7,5. Nella terza e quarta tappa ha colto un secondo e un quarto posto, arrivando sempre con i primi e conquistando abbuoni quantomai preziosi per la classifica. Si è così piazzato in seconda posizione nella generale a 10" dal leader Gilbert. "El Puerito" appare lucido, determinato e cattivo al punto giusto da voler giocarsi tutte le  carte per fare il salto di qualità della carriera. Tutta la Katusha lo sosterrà, compresi Caruso e Karpets, gregari devoti alla sua causa e che si riveleranno preziosi quando la strada inizierà a salire. Le salite vere saranno il suo banco di prova; per ora ha iniziato col piede giusto sul suo terreno ideale, correndo da leader e attacando nei momenti cruciali. CORSARO





Andy Schelck. 4. Imbarazzante. Era nell'aria ed era stato annunciato che la vice-maglia gialla avrebbe corso la Vuelta in appoggio al fratello. Per quanto visto sulle strade del Tour però in molti si aspettavano un Andy più cattivo, feroce, con la voglia finalmente di vincere. Invece no. Vederlo transitare a velocità cicloamatoriale al traguardo di Malaga arrivando a 14' minuti dal vincitore è triste e malinconico, specie pensando al talento di questo ragazzo. Correre la Vuelta in appoggio al fratello maggiore che al Tour lo avrebbe scortato come un fedele scudiero ci sta; affondare  senza lottare nella prima settimana di Vuelta no.
Fuori dalla lotta per la classifica, inutile per Frank nelle insidiose prime tappe con arrivi già impegnativi; Andy appare svogliato, apatico, fuori dalla corsa e scarico mentalelmente. Sembra essere schiavo della rivalità con Contador di cui si nutre esclusivamente nel mese di luglio per poi andare prematuramente in letargo bramando e progettando in inverno e primavera la tanto desiderata vendetta da servire nel più classico dei piatti freddi. Le altre corse non contano? Anche quelle fanno diventare campioni. Un vero peccato.
 Per come corre potrebbe essere il protagonista del  prossimo cinepanettone di Neri Prenti: VACANZE ALLA VUELTA



Frank Schelck. 6,5. Buona la crono iniziale della sua Saxo. Nella terza e quarta tappa paga qualche secondo, ma non avendo fatto il Tour la sua forma non potrà che migliorare. L'impressione è che sia arrivato alla prima settimana di Vuelta non al top, come si fa quando si vuole vincere, e che potrà essere al massimo nell'ultima settimana, quella decisiva, a patto di non perdere troppo nella prima parte. L'ottava frazione con la prima salita selettiva, ci dirà chi è veramente Frank Schleck. In Classifica è a 50" da Gilbert e quindi in piena corsa per la rossa di Madrid. Nelle tappe decisive se avrà a disposizione il fratellino a pieno regime e la gamba buona se la giocherà. Tra gli uomini di classifica è forse quello che è rimasto più nascosto, senza scoprirsi troppo. HIDDEN AND DANGEROUS



Carlos Sastre. 5.  Perchè continuare a correre in questo 2010 sciagurato per il re del Tour 2008? Dopo un Giro salvato solo dalla furbata dell'Aquila e un Tour sottotono, perchè fare la Vuelta? Impegni contrattuali sarebbe l'unica risposta plausibile. Positiva la cronosquadre per la Cervèlo, poi Sastre nella terza tappa arriva a 30" secondi facendo sentire i primi preoccupanti cigolii di cedimento , prima di crollare a 1'e34" nella quarta frazione che di fatto lo taglia fuori dai giochi per i primi 5 della classifica. Ora dista 2'e15" in classifica e ha una Vuelta tutta da inventarsi: aiuterà Tondo Volpini? Tenterà un successo di tappa? Si ritirerà?...oppure escogiterà un modo per rientrare in classifica? In ogni caso gamba non mente. FOLD!



Roman Kreuziger. SV. Inserito nella rosa dei probabili protagonisti, ha dato segni inequivocabili di essere in Spagna esclusivamente per la causa Nibali e al massimo per una vittoria di tappa. Nella generale dista 3'e30" dall vetta. Da valutare da qui a Madrid come gregario di lusso. I suoi sogni di gloria vanno riviati al 2011, quando con la maglia azzurra dell'Astana proverà ad entrare definitivamente del rango dei Big. SCUDIERO


Igor Anton. 8. Questo scalatore pelle e ossa ci ha impressionato, per agilità e stile in salita. Terzo a Malaga e vincitore della quarta frazione sarà lui lo spagnolo outsider che tutti ci attendevamo sulle strade della Vuelta? Il Basco ribelle della Euskaltel per ora non fa rimpiangere Samuel Sanchez, anche se attende le salite vere per capire se le carte che ha in mano lo potranno far sedere al tavolo finale: quello con in palio "la Roja". Perchè non dargli un chances? SOGNATORE



Philippe Gilbert. 8,5. Vincitore sullo strappetto di Malaga e padrone provvisorio della maglia di leader, coscente che presto dovrà dirle addio per cederla a un Big. Gilbert ha impressionato tutti per la frustata di Malaga dove nei 500 metri finale è partito a tavoletta dando prova di esplosività e forza invidiabile. Questo è in salute ed è venuto in Spagna per affinare la condizione per Melbourne. Affinare??? C'è da chiederesi al top come sarà. SPAURACCHIO






Vincenzo Nibali. 7,5. Parte col piede giusto a Siviglia; secondo con la sua Liquigas a 10" dall'HTC. Nella terza frazione attacca per primo sul trampolino verso Malaga e conclude 4° a 15" da Gilbert davanti a tutti i Big dichiarati e alle spalle di Anton. Nella quarta frazione sul muro finale resiste proprio allo spagnolo e sale sulla piazza d'onore per 1" dimostrando di essere in grande forma e mettendo in saccoccia secondi preziosi, quelli che poi fanno la classifica, che per ora dice: Vincenzo Nibale 4° a 12" dal leader, con già un discreto vantaggio sugli altri concorrenti per il podio.  Il capitano della Liquigas  corre da leader e muove bene la squadra e finora si è sempre fatto trovare pronto rispondendo presente anche in arrivi esplosivi non propriamente adatti alle sue caratteristiche. Sta bene, sprizza freschezza e potenzialità da tutti i pori. L'unica preoccupazione è che il messinese sia arrivato già al top nella prima settimana e che possa perdere smalto nelle ultime settimane; quelle decisive. Lo squalo ha però mostrasto la pinna e i denti agli avversari, e sembra pronto a divorarli in acque più profonde. Merito della note granatine consumate all'ombra dell'etna? TALENTO NATURALE




mercoledì 1 settembre 2010

FARRAR-CAVENDISH 1-0

Finalmente, dopo gli ultimi due arrivi nervosi, è tornata la quiete alla Vuelta di Spagna dove i big si sono potuti concedere un giorno di riposo lasciando il via libera alle ruote veloci del gruppo. Da segnalare il tentativo repentino di quattro atleti: Arnaud, Rolland, Toribio e Gutierrez che hanno cullato il sogno di giocarsi la vittoria si tappa fino ai meno 10 dall'arrivo. Sul rettilineo finale di Lorca è la Lampre a scandire il ritmo per Petacchi che come al solito anticipa la volata per provare a sorprendere gli avversari. Ma per sua stessa ammissione, purtroppo lo spezzino non è il jet inarrestabile del Tour e così vine superato da un gruppo di ciclisti che scattano dall'altra parte della carreggiata. Tra questi c'è il favoritissimo Cavendish e l'americano Farrar che negli ultimi metri sfrutta il treno del velocista inglese per sopravanzarlo. E' il primo centro di Farrar in questa Vuelta nella stessa regione, quella di Murcia, dove l'anno scorso vinse la sua prima tappa in un grande Giro. Beffa dunque per Cavendish che si fa sopravanzare anche dal basco Fernandez. Bravo invece Matteo Tosatto che va a chiudere in quarta posizione proprio davanti a Petacchi. La classifica generale rimane invariata con il belga Gilbert ancora in maglia rossa.

ADDIO PROFESSORE!


Stamattina Parigi si è svegliata senza uno dei suoi concittadini più celebri: Laurent Fignon, 50 anni appena compiuti si è spento dopo una lunga lotta con un tumore all'apparato digerente. Una salita troppo dura questa per il “professore” francese così come era conosciuto nell'ambiente ciclistico. Una figura indimenticabile quella di Laurent, giovane prodigio con un look decisamente fuori dagli schemi. Una coda bionda spuntava infatti dietro la sua nuca quasi fosse una specie di esca che gli avversari di Fignon cercavano di afferrare soprattutto in montagna. Ma spesso per loro, come in un popolare gioco fieristico, c'era poco da fare: il professore sapeva come vincere e quando scattava eran dolori per tutti. Questo nomignolo: il professore appunto, era dovuto ai caratteristici occhialini che indossava in bicicletta e alla sua proverbiale passione per i libri, specialmente per i testi antichi. Oltre a questa parvenza da persona matura anche il Fignon ciclista si dimostra, sin da giovanissimo, un veterano della bicicletta. A 23 anni, nel 1983, prende via al suo primo Tour e va a trionfare davanti allo spagnolo Arroyo legittimando la leadership conquistando lo cronometro finale. L'anno dopo partecipa anche al Giro d'Italia dove è protagonista di un epico duello con Francesco Moser. Dopo aver tenuto per 6 giorni la maglia rosa Fignon si presenta alla crono finale di Verona con 1'21'' di vantaggio sullo specialista Moser che prese il via su di una bici con ruote lenticolari che a detta di molti era nettamente vantaggiosa in termine di prestazione. Fu così che il trentino ribaltò la classifica andando a vincere uno dei Giri più avvincenti di sempre. Nel luglio dello stesso anno il professore partecipò al suo secondo Tour stavolta nelle vesti di gregario di Bernard Hinault, assente l'anno precedente per infortunio. Nonostante le gerarchie Fignon dimostra ben presto di essere il più forte: fa sue ben 5 tappe tra cronometro e montagna concludendo con un vantaggio abissale: ben 10' su quello che doveva essere il suo capitano. L'università del ciclismo in questo biennio ha trovato finalmente un degno professore. A 24 anni Laurent è uno dei ciclisti più vincenti in circolazione ma da questo momento gli infortuni costellano la sua carriera che torna a risplendere nel 1989. Dopo il bis alla Milano-Sanremo Fignon torna al Giro dopo 5 anni con l'obiettivo di vincerlo e ci riesce trionfando anche nell'arrivo di La Spezia. Al Tour successivo Laurent ingaggia uno dei duelli più spettacolari e incerti che il ciclismo moderno ricordi. E' la sfida con Le Mond a cui Fignon strappa per due volte la gialla: la prima sui Pirenei per 7'', la seconda sull'Alpe d'Huez. Ancora una volta, come nel Giro 1984, Fignon si presenta alla crono decisiva con la maglia di leader, stavolta con 50'' di margine su Le Mond. L'americano però pedala con un ritmo incredibile raggiungendo una media oraria (54,54 km/h) che sarà battuta solo 16 anni dopo da Zabriskie. Per il professore l'incubo si ripresenta a distanza di 5 anni: Le Mond rimonta e vince il Tour per appena 8'', il distacco minimo di sempre in una grande corsa a tappe. Stavolta per Fignon è un vero e proprio dramma: perdere la corsa di casa nella propria città natale vedendo di colpo sfumare la possibilità di una storica doppietta Giro-Tour. Sarà il suo ultimo acuto questo prima dell'inevitabile declino che lo porterà al ritiro nel 1993. Negli anni successivi Fignon rimane nel mondo del ciclismo nelle veci di commentatore tv per l'emittente transalpina France 2. Nelle ultime stagioni aveva commentato il Tour de France, contribuendo anche alla realizzazione del percorso 2004. L'anno scorso, in occasione della presentazione della sua biografia: “Eravamo giovani e spensierati” confessò al mondo del male incurabile che lo affliggeva, confessando nel contempo di aver preso anfetamine e cortisone negli anni ottanta. Non sappiamo se ci sia una correlazione tra malattia e abuso di farmaci certo è che ci sembra ingeneroso ricordare il professore come un atleta dopato in questo momento così delicato. L'immagine che vogliamo tramandare ai posteri non è certo quella degli ultimi mesi di vita di Fignon: un cinquantenne divorato da un male terribile, bensì quella del lottatore mai domo, come quella volta sul Giau nel 1992 dove onorò la corsa rosa nonostante una crisi di fame e freddo che lo costrinse a fermarsi pure in discesa a causa di continui capogiri. Quel giorno venne fuori tutta l'umanità di un corridore discusso, schivo, taciturno ma capace di giungere a traguardo nonostante tutto e di ripartire l'indomani, assieme a tutta la carovana. Ora che ha intrapreso il suo ultimo viaggio ripensiamo a quel codino svolazzante, ricordando, con nostalgia, di un ciclismo dove tra tanti aspiranti allievi spiccava un “professore” occhialuto e mingherlino che metteva tutti in riga con uno stile impeccabile e un abilità fuori dal comune. Ci mancherai Laurent....