FRASE CELEBRE

"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

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martedì 19 ottobre 2010

SOTTO LA PIOGGIA LASCIA ANCORA IL SEGNO GILBERT

Per il belga Philippe Gilbert questa 2 giorni italiana si chiude come meglio non poteva essere: doppietta festeggiata in solitaria sul traguardo di Como dove ha fatto suo per il secondo anno di fila il Giro di Lombardia. Un affermazione netta, indiscutibile, frutto di una condizione eccellente che Philippe ha mantenuto nell'ultimo mese e mezzo di corse. Niente da fare per gli avversari tra cui si sono distinti gli italiani Michele Scarponi e Vincenzo Nibali, tra i migliori sulla salita inedita della corsa, la Colma ma incapaci un po' per sfortuna un po' per inferiorità di competere con il belga nell'ultimo tratto della classica delle foglie morte. Foglie ne sono cadute parecchie nel gelido weekend appena concluso sulle strade lombarde flagellate dal maltempo durante tutta la durata della corsa, rendendola per questo dura e insidiosa sin dalle prime battute. Poco dopo la partenza da Milano si forma al comando un drappello di fuggitivi (Gallopin, Mirenda, Caccia, Da Dalto, Carlström e Albasini) con quest'ultimo che dopo una selezione naturale, scollina da solo sulla cima del Ghisallo. Iniziata la salita più dura di giornata: la Colma di Sormano lunga quasi 10 km con un dislivello di circa 630 metri, Albasini viene ripreso da Visconti, Gusev e Madrazo che lo staccano dopo pochi km. Inizia la bagarre nel gruppo dei migliori con lo scatto di Mollema che neutralizza il tentativo del campione italiano, a 3 km dalla vetta ecco muoversi Vincenzo Nibali, le cui accellerate riducono il gruppetto di inseguitori dell'olandese agli uomini migliori (compresi Scarponi e Gilbert). Nella discesa il siciliano tradisce la sua proverbiale fama da discesista, cadendo dopo aver impostato male una curva. Mancano 30 km al traguardo e in testa alla corsa c'è Philippe Gilbert con qualche secondo di margine su Scarponi. Il belga sceglie però di attendere il marchigiano e grazie ai cambi regolari impostati, ai piedi dell'ultima asperità di giornata verso San Fermo della battaglia i due dispongono di 1' di vantaggio sui più immediati inseguitori. Tra questi oltre a Nibali ci sono Fuglsang, Nieve, Sanchez, Barredo, Fuglsang, Uran e Lastras i quali però neppure in salita riescono a rosicchiare il margine alla testa della corsa. Quando mancano 200 metri allo scollinamento, nel tratto duro al 10% Gilbert allunga mentre Scarponi, a causa di un errore dovuto alla stanchezza e al freddo sbaglia rapporto facendo bloccare la catena e perdendo così la ruota del formidabile belga. Niente di paragonabile al celebro salto di Schleck sul Bales per carità, visto che Scarponi, nel dopogara ha ammesso di essere stato in riserva di energie tanto da non provare a distanziare il belga prima di un arrivo in volata a lui poco congeniale. Gilbert dunque continua l'azione e arriva braccia al cielo al traguardo confermandosi ancora una volta uno dei migliori atleti da classiche vallonate. Dietro di lui Scarponi a 12'' precede il sorprendente spagnolo Pablo Lastras che con un allungo sul San Fermo centra nell'ultima occasione buona il miglior risultato stagionale. Nibali chiude invece al quinto posto ma non fa polemica per la caduta. “Sono cose che capitano” dice lo Squalo e del resto non si può certo recriminare con il destino: meglio una caduta qui infatti che sulle ripide discese spagnole della Vuelta dove sarebbe certamente costata di più. Tutto sommato un piazzamento di tutto rispetto per il siciliano al termine di una gara disputata all'attacco e ricordiamo svoltasi in condizioni davvero proibitive tant 'è che su 195 corridori sono arrivati a Como solo in 34!

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