FRASE CELEBRE

"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

Marco Pantani


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venerdì 27 agosto 2010

Vuelta di Spagna 2010: I pretendenti alla maglia rossa


Sabato da Siviglia scatterà la caccia alla maglia rossa, al nuovo simbolo del primato della 65a edizione della Vuelta di Spagna, ultimo appuntamento stagionale con le grandi corse a tappe. Al via mancheranno Alejandro Valverde, chiamato a pagare con ingiustificato ritardo i propri errori; Alberto Contador ancora estasiato e svuotato dalla sofferta vittoria al Tour; il campione del mondo Cadel Evans acciaccato ed esausto dopo una prima metà di stagione sempre in prima linea; Ivan Basso a secco di energie nel serbatoio; Samuel Sanchez che aveva un debito aperto con la sorte alla Vuelta, ma che terrà il conto aperto, pronto a riscuoterlo nel prossimo futuro. Presenti e carichi sulla linea del via sono altri i Big della vigilia, volti noti e meno, bramosi di gloria e di arrivare a Madrid con la rossa sulle spalle. Eccone alcuni; dei protagonisti che per 21 tappe e 3423 km si daranno battaglia per la generale, per una maglia, per un sogno.





ANDY SCHLECK (SAXO BANK).
Il ragazzo prodigio, con la stoffa del campione, che ad ogni colpo di pedale sembra poter fare la differenza, ma che non riesce a dare la svolta vincente alla propria carriera. Al Tour ha chiuso secondo per 39", dimostrando di essere cresciuto e rimanendo francobollato a Contador in salita. Dopo due secondi posti e tre maglie bianche consecutive alla Grande Boucle, a cui si aggiunge il secondo posto e la maglia di miglior giovane del Giro 2007, cercherà a 25 anni di mettere in bacheca il primo grande giro a tappe oppure correrà in appoggio al fratello maggiore? Andy ha da sempre occhi solo per il Tour di cui è innamorato da anni, ma le maglie di miglior giovane iniziano a stare strette a un ragazzo prodigio chiamato prima o poi a compiere il passo più difficile: quello dal secondo al primo gradino del podio. Da verificare la condizione ad un mese dal Tour de France e gli stimoli mentali: la sete di vittoria. Se gambe e testa dovessero viaggiare sulla stessa lunghezza d'onda, allora Peter Pan abbandonerebbe definitivamente l'isola che non c'è, e diventerebbe un adulto; o meglio un campione consacrato.







VINCENZO NIBALI (LIQUIGAS-DOIMO).
Terzo al Giro 2010, dove ha impressionato per maturità, classe e personalità. Ora è chiamato alla conferma finale, alla prova conclusiva della sua costante maturazione nel tempo. Partirà per la prima volta con i gradi di capitano designato, per puntare in alto: il più possibile. Serviranno nervi d'acciaio, gambe, cuore e carisma da leader. Sarà sospinto da un'intera nazione ciclistica che vede in lui il futuro, il nuovo che avanza. Vincenzo alla Vuelta parte per la prima volta con il chiaro intento di salire sul podio; ha preparato la corsa al meglio e avrà la squadra a sua disposizione anche se dovrà guardarsi bene da Kreuziger. Per Nibali, dopo anni di miglioramenti e ottimi risultati è l'ora di fare il salto di qualità, di volare fuori dal nido e di aprire le ali.







JOAQUIM RODRIGUEZ (KATYUSHA).
Al Tour in luglio ha stappato numerose bottigli di champagne, per festeggiare la vittoria di tappa a Mende e l'8° posto finale nella generale. In Francia ha dimostrato solidità, costanza, resistenza e doti di recupero; qualità fino a quel momento mai mostrate dal corriore spagnolo in una corsa a tappe di tre settimane. Alla Vuelta, corsa di casa, proverà nella sempre impegnativa sfida di riconfermarsi ai vertici. Avrà un team, la Katyusha, pronto a sostenerlo, anche se con Pozzato in squadra in qualche tappa dovrà "prestare" al compagno alcuni gregari. Punto interrogativo sulla condizione, da verificare infatti se dopo le fatiche della Grande Boucle avrà recuperato. Dovesse fare bene si confermerebbe e si riscoprirebbe definitivamente corridore per corse a tappe a 31 anni "suonati". Da tenere d'occhio, da sempre la Vuelta riserva sorprese, soprattutto tra i corridori spagnoli.





CARLOS SASTRE (CERVELO).
E con questo fanno tre: Giro, Tour e Vuelta nel 2010, a 35 anni e con una preparazione stagionale appena abbozzata, dopo aver meditato al ritiro a fine 2009 quando si è preso una pausa di 5 mesi senza bici. Nel 2010 ha comuque raccolto due piazzamenti prestigiosi: 8° al Giro d'Italia e 3° alla San Sebastian, anche se non ha brillato in salita, non convincendo nei grandi giri. La condizione fisica è un rebus, neanche lui sa al terzo giro come potrà reagire il fisico. Un piazzamento nella parte alta della generale ad alcuni sembra una chimera; ma Sastre, che ha già firmato per il 2011 con la Geox, da il meglio di se quando parte in ombra e non è atteso al banchetto dei vincitori. Sull'apparente via del tramonto Carlos Sastre è alla ricerca di una nuova alba...





ROMAN KREUZIGER (LIQUIGAS-DOIMO).
Seconda freccia disponibile nell'arco Liquigas, e prima spina nel fianco di Nibali. C'è da capire quale sarà il ruolo del giovane ceco all'interno della squadra durante la corsa spagnola: gregario di lusso in salita o seconda punta? Per l'anno prossimo ha già in tasca un prestigioso e remunerativo contratto con l'Astana, che lo ha scelto per il dopo Contador. Roman Kreuziger è senza dubbio uno dei giovani più promettenti del ciclismo internazionale e se starà bene fisicamente punterà in alto c'è da starne certi. In fin dei conti l'anno prossimo cambierà aria, e il confronto con Nibali potrebbe stimolarlo non poco. Perchè non provarci? Gamba permettendo, le fatiche valse il 9° posto al Tour potrebbero farsi sentire. Dunque Roman affronterà le prime salite e capirà chi è e che ruolo potrà recitare in questa Vuelta, sapendo che il suo primo rivale ha la sua stessa maglia e che i gradi di capitano si assegnano all'inizio di un grande giro, ma possono cambiare spalline dopo le prime asperità.






DENIS MENCHOV (RABOBANK)
Vecchia conoscenza del ciclismo, Denis si è già vestito con la amarillo due volte in passato vincendo la Vuelta nel 2005 e 2007, che con il Giro 2009 e due terzi posti al Tour più numerosi piazzamenti nei dieci ne fanno il corridore in attività più vincente nelle corse a tappe dietro a re Contador. E' un osso duro, ha talento ed esperienza; va forte in salita e contro il tempo, è il corridore ideale per una corsa a tappe, in cui solitamente è protagonista. Due dubbi su di lui. L'anno prossimo correrà per la Geox lasciando la RabobanK: questo potrà minare il rapporto con squadra e compagni? In secondo luogo c'è da dire che da anni porta a termine ad alti livelli un grande giro a tappe all'anno; faticando non poco nel secondo. Quest'anno ha fatto un gran Tour salendo sul terzo gradino del podio; avrà le forze per tentare il tris alla Vuelta? Dovesse avere le energie sul resto ci sono pochi dubbi: nelle tre settimane è un cavallo sicuro su cui puntare. Allo specchio la Amarillo gli donava, ora Menchov vuole specchiarsi con la maglia rossa e raggiungere il record di tre vittorie alla Vuelta appartenente a Rominger ed Heras.






FRANK SCHLECK (SAXO BANK)
Il maggiore dei fratelli lussemburghesi è un corridore solido e competitivo in diversi tipi di terreni: classiche e anche grandi giri in cui in passato ha saputo vincere tappe prestigiose e raccogliere ottimi piazzamenti: soprattutto al Tour. Quest'anno proprio in Francia doveva essere l'arma letale e il fedele scudiero del fratellino piccola peste Andy contro Contador, ma una caduta sul pavè lo ha messo fuorigioco alla terza tappa, con una frattura alla clavicola. Frank semba essersi ripreso al meglio e ha avuto il tempo per preparare la corsa spagnola nella quale cercherà di salire sul gradino più alto. Quando in forma è capace di ottime prestazioni in montagna e in una Vuelta come questa con pochi km a crono potrebbe sorprendere tutti con un'arma che lui ha in maggior quantità rispetto agli altri: la freschezza. E a settembre dopo una stagione lunga ed estenuante con tanti km nelle gambe potrebbe essere determinante. Certo Frank dovrà dimostrare di avere fatto a 30 anni quel salto di qualità per poter salire sul podio di un grande giro, cosa che non gli è mai riuscita, anche se ha dimostrato potenzialità da non sottovalutare. Alla Vuelta gli Schleck non hanno mai brillato; quest'anno se correranno fingendo di essere al Tour potrebbe essere l'anno buono. Loro si sa vincono e perdono insieme.



Ognuno ha il proprio esame da superare, la propria sfida da combattere; contro se stessi prima e con gli altri poi, lungo 3423 km con tante fatiche, imprevisti e asperità. Attenzione alle sorprese però, la Vuelta storicamente ne ha sempre riservate: per il tipo di percorso, perchè poi c'è la corsa iridata, e perchè a settembre la benzina nelle gambe conta spesso più dei valori assoluti.


Che la battaglia abbia inizio.

mercoledì 25 agosto 2010

VUELTA 2010. Lo "Squalo" alla ricerca di nuovi lidi....esame di spagnolo per Nibali


Durante il corso di questo 2010, all'alba di un nuovo decennio sportivo, la Liquigas Doimo ha scoperto di avere nelle proprie file il talento più fulgido del ciclismo italiano: Vincenzo Nibali da Messina, classe '84.
Un investimento, quello del team verde-blu, che parte da lontano più precisamente dal 2006 quando Vincenzo è nel mondo del professionismo da appena un anno. Fu così che dopo un 2005 corso con i colori della Fassa Bortolo e impreziosito da un quarto posto ai campionati nazionali a cronometro arriva la chiamata della Liquigas che Nibali comincia a ripagare sin da subito vincendo il Grand Prix d'Ouest e ottenendo vari piazzamenti nelle corse estive che gli valgono la vittoria del premio Giglio d'Oro, assegnato annualmente al miglior neoprofessionista dell'anno. L'anno successivo Vincenzo corre il suo primo Giro d'Italia, dimostrandosi un ottimo gregario per il vincitore Danilo di Luca ma sopratutto un futuro corridore di corse a tappe visto il sorprendente 19esimo posto finale e i due giorni in maglia bianca. In questa stagione il messinese vince anche il suo primo Giro, quello della Toscana, regione che ne ha visto la maturazione ciclistica. Nel 2008 Nibali stupisce tutti a inizio stagione vincendo il Giro del Trentino, classico appuntamento in preparazione del Giro d'Italia al quale si presenta nelle vesti di co-capitano assieme a Franco Pellizotti. Vincenzo conferma le ottime doti da scalatore ma non è ancora pronto per battagliare in classifica generale, a Milano è 11esimo a circa 20' da Contador. Due mesi dopo Vincenzo è sulle strade del Tour dove si mette in evidenzia indossando la maglia bianca per ben 4 giorni prima di cederla ad Andy Schleck e andare in crisi all'Alpe d'Huez dove esce di classifica. A Parigi è comunque terzo nella graduatoria riservata ai giovani cosi come gli era riuscito al Giro. La squalifica per doping di Riccò permette a Nibali di partecipare alle Olimpiadi di Pechino corse nel mese di agosto, un evento sognato da qualsiasi atleta che il siciliano corona ad appena 23 anni. Nel 2009 Nibali inizia la preparazione più tardi per dedicarsi esclusivamente al Tour. E' una scelta che paga vista la performance strabiliante offerta da Vincenzo: a Verbier dove Contador dimostra di essere di un altro pianeta lo “Squalo” digrigna i denti e chiude terzo ad appena 20'' da Schleck. In molte salite è li a giocarsela con i migliori e il settimo posto a Parigi a soli 7'35'' da Contador significa solo una cosa: il ragazzo c'è e la sua stoffa è pregiata. Chissà poi cosa avrebbe potuto combinare al mondiale se non fosse caduto in Belgio durante una tappa dell'Eneco Tour dove si ruppe la clavicola. Il resto è storia recente, un annata che lo ha consacrato ai massimi livelli con 3 trofei messi in bacheca: il Tour de San Luis in Argentina, il Giro di Slovenia e il trofeo Melinda che comunque sono poco in confronto all'impresa compiuta al Giro. Un terzo posto finale ottenuto da gregario non si era mai visto prima ed è grazie alle sue accelerate in salita che Ivan Basso ha potuto recuperare un margine enorme allo spagnolo Arroyo, realizzando la sua doppietta rosa. Vincenzo insomma ha tutto per essere tra i migliori ciclisti al mondo nei prossimi anni: agilità in salita, abilità e potenza a cronometro, sana incoscienza e tecnica in discesa. A ciò si aggiunge un forte spirito competitivo che lo porta a cercare sempre la vittoria anzichè fare calcoli accontententandosi di un piazzamento. La Vuelta di Spagna, che egli si prepara ad affrontare per la prima volta, lo chiama a gran voce come uno dei favoriti d'obbligo della vigilia. L'ennesima sfida per lo “Squalo” è quella di convincere (ammesso che ce ne siano) gli scettici che i gradi di capitano unico non sono un rischio se affidati a uno come lui che nel frattempo, proprio come un predatore affamato, ha annunciato di “volersi togliere ancora qualche soddisfazione da qui a fine stagione”. Una chiara dichiarazione rivolta a tutti i pretendenti alla maglia amarillo senza dimenticare il ct Paolo Bettini, che potrebbe rivestire Nibali del ruolo di capitano anche a Melbourne, nelle cui acque, gli squali come lui già da tempo la fanno da padrone....

martedì 24 agosto 2010

Tony Martin padrone dell'Eneco Tour

L'Eneco Tour è giunto all'epilogo, con la vittoria finale di Tony Martin (Htc), che ha trionfato anche nella cronometro finale di 16,9 km. Il Tedesco ha vinto la breve corsa a tappe del benelux precedendo in classifica Koos Moerenhout (Rabobank) e Edvald Boasson Hagen (Sky). Per Martin si chiude così un Eneco Tour ricco di soddisfazioni, con 2 successi di tappa e la vittoria della generale, oltre che a prestazioni che visto l'eta (classe 1985) lo rendono un giovane interessante ed in costante crescita, soprattutto a cronometro; specialità nella quale è già uno dei corridori di vertice nel panorama ciclistico internazionale. L'italiano Daniele Oss (Liquigas) ha concluso al 14° posto in classifica generale.

Ora il calendario UCI proseguirà con la Vuelta di Spagna; terzo e ultimo grande giro a tappe della stagione. Scatterà sabato 28 agosto da Siviglia la caccia al trono lasciato vacante da Alejandro Valverde.

lunedì 23 agosto 2010

A Plouay la spunta Goss

Matthew Goss (Htc) si è aggiudicato in volata la 74a edizione Gp di Plouay, prestigiosa classica che si corre in territorio francese, appartenente al calendario mondiale UCI. Per il corridore australiano si tratta del quarto successo stagionale, il più prestigioso assieme alla nona tappa del Giro d'Italia, vinta a Cava de Tirreni. L'australiano si è imposto davanti a Tyler Farrar (Garmin) e a Yohann Offredo (Fdj). Ben tre italiani nei dieci: Santambrogio (BMC) ha chiuso 6°, Gavazzi (Lampre) all'8° posto mentre Marco Marcato (Vacansoleil) ha chiuso al 9° posto. L'ultimo italiano a vincere questa corsa è stato Vincenzo Nibali nel 2006, lo squalo, affamato ora di ben altre vittorie. Il tanto atteso esordio di Riccardo Riccò con la sua nuova formazione, l'olandese Vacansoleil, non è avvenuto sulle strade del Gp di Plouay. Il trasferimento deve ancora essere approvato dall'UCI, anche se si tratta di una formalità serve tempo; insomma Riccò dovrà aspettare il corso della Burocrazia. Per lui niente Vuelta ed esordio rimandato probabilmete al mese di settembre.  Il calendario mondiale UCI proseguirà ora con la Vuelta di Spagna: inizio sabato 28 agosto da Siviglia.

domenica 22 agosto 2010

Lo Squalo divora il Melinda; ora si vola in Spagna

Tutti aspettavano lui, lo squalo, per vedere in che condizione fosse; fisicamente e mentalmente. Vincenzo Nibali (Liquigas) ha risposto nel migliore dei modi, vincendo il trofeo Melinda, arrivando per primo a Fondo dopo 194 km , imponendosi su Borisov (Conad-Amore e vita) e sul campione italiano Visconti (ISD). Nel finale di gara da segnalare un formidabile lavoro del team Liquigas che ha lavorato sodo per ripredere i fuggitivi, prima che Nibali finalizzasse al meglio gli ultimi km staccando Pozzovivo e Visconti prima, e Borisov poi, evitando così il tanto temuto sprint e andando a vincere e soprattutto convincere i tanti tifosi che aspettavano conferme in prospettiva Vuelta. Per Vincenzo sesto successo stagionale, il primo ottenuto a gennaio in Argentina; a dimostrazione di un 2010 finora impeccabile e proficuo: il più vincente della carriera. «Ho acquisito maggiore fiducia nelle mie potenzialità, oltre che la consapevolezza di potermela giocare con tutti. Quest’anno sto vincendo tanto e bene: spero di togliermi ancora qualche soddisfazione da qui a fine stagione». Ecco appunto il finale di stagione. Un 2010 stupendo finora, ma sul quale influirà inevitabilmente la corsa a tappe spagnola: primo vero esame da capitano unico per il giovane messinese. Il Melinda ha però dimostrato che gambe e testa ci sono e Vincenzo Nibali è pronto per andare in scena sul palco della Vuelta; dove tutti gli appassionati italiani, manco a dirlo, aspetteranno ancora una volta lui: lo Squalo di Messina.


Prossimo appuntamento del calendario italiano sabato 28 agosto, Giro del Veneto: da Padova a Castelfranco Veneto. Da segnalare al Melinda il ritiro di Ivan Basso per tosse e raffreddore, che l o hanno colpito già nella notte della vigilia. Per la maglia rosa ora un pò di riposo prima dei due appuntamenti Pro Tour in Canada il 10 e 12 settembre.

sabato 21 agosto 2010

Cunego scelta di cuore: resta in Lampre

Ci ha pensato molto in questi ultimi mesi. Di cambiare aria, di voltare pagina e partire con una nuova avventura in un nuovo team. Di lasciarsi dietro tutto, delusioni e rimpianti per le ultime stagioni certamente non all'altezza del proprio talento e delle aspettative sue e dell'ambiente. Come se cambiare squadra fosse il modo migliore per lasciarsi alle spalle i fantasmi e le zavorre del passato. La testa diceva questo. Alla fine però Damiano Cunego ha scelto col cuore: resterà in Lampre, nella sua "famiglia" ciclistica, per altre due stagioni almeno. Tramontano quindi definitivamente le ipotesi di fantaciclismo che lo volevano corteggiato da Liquigas, Geox, Sky e mezzo Pro Tour, tutti pronti a scommettere sul rilancio del piccolo principe.
La scelta di restare ancora nella squadra dei fratelli Galbusera è coraggiosa, coerente, ambiziosa e se vogliamo testarda. Damiano però ha le sue ragioni. Prima di tutto conosce l'ambiente, sente la fiducia del team e si sente leader naturale della formazione; dove nonostante periodi di appannamento non è mai stato messo in discussione. In secondo luogo nel 2011 la Lampre si fonderà come sponsor con la ISD, e arriverà come nuovo direttore sportivo Roberto Damiani (attualmente in Omega Pharma-Lotto), pronto a dare una svolta tecnica alla squadra che vanta una rosa di buon livello. La prima scelta di Damiani sembra sarà quella di inaugurare una stretta collaborazione con il centro Mapei di Aldo Sassi, storico metodologo dello sport: già allenatore personale di Ivan Basso, Cadel Evans e Michael Rogers. 
Cunego resterà quindi in Lampre, ma Damiani è pronto a portare una ventata d'aria fresca, quella del cambiamento: quella che voleva Damiano, senza dover fare le valigie.



venerdì 20 agosto 2010

Insaziabile Geox: ecco Menchov!!!

La Geox ha messo a segno il secondo grande colpo di ciclomercato in pochi giorni. La squadra del team manager Mauro Giannetti si è assicurata Denis Menchov per le prossime due stagioni. Il russo lascia così la Rabobank con cui ha ottenuto due successi alla Vuelta (2005 e 2007), un Giro d'Italia (2009) e due terzi posti al Tour de France (2008 e 2010), oltre che a numerosi piazzamenti nei primi dieci. Questi risultati lo rendono il secondo più titolato corridore al mondo per corse a tappe, dietro all'inarrivabile Alberto Contador.
La Geox si è così assicurata i servizi di questa certezza su due ruote, una garanzia, un cavallo sicuro su cui puntare per le corse a tappe; nelle quali da anni non sbaglia un colpo raccogliendo successi prestigiosi o solidi piazzamenti. Dopo aver annunciato pochi giorni fa l'accordo raggiunto con Carlos Sastre ecco dunque il secondo grande colpo messo a segno dal team che respira, facendo mettere nero su bianco ad uno dei corridori più corteggiati in sede di ciclomercato 2010; lo volevano Astana, Sky, e Katusha.
Con che armi avranno convinto i vertici Geox il corridore russo a lasciare un porto sicuro come la Rabobank per intraprendere una nuova, ma incerta avventura in un nuovo team? Progetto ambizioso e concreto? Forti motivazioni economiche? Garanzie tecniche e tattiche? Come spesso accade molto probabilmete la verità sta nel mezzo.
La cosa certa è che pezzo dopo pezzo il puzzle della Geox sta prendendo forma, dando vita ad un team competitivo già dal primo anno nel ciclismo, l'ossatura c'è, ora bisogna costruirci intorno. Anche se il mercato è ancora lungo...e come si dice: non c'è due senza tre.

giovedì 19 agosto 2010

Alla Bernocchi continua la favola di Belletti...

Nella celebre fiaba Cenerentola doveva abbandonare la festa entro mezzanotte, pena rincasare su di una zucca al posto di una lussuosa carrozza. Per Manuel Belletti (CSF-Colnago) invece pare non ci siano limiti al proprio sogno ad occhi aperti. Dopo aver trionfato al Giro d'Italia nella tappa con arrivo a Cesenatico, praticamente sull'uscio di casa sua, ha ottenuto oggi l'ennesimo successo prestigioso: la 92a edizione della Coppa Bernocchi. Non è finita, lo ha fatto mettendosi alle spalle Danilo Hondo (Lampre-Farnese) e Mark Cavendish (Htc), mica il gatto e la volpe, in una Bernocchi che vedeva al via anche Tyler Farrar e Bennati; non pervenuti allo sprint finale e fuori dal podio. Per Belletti una conferma importante, come ribadisce lui stesso all'arrivo: “Mancava solo Petacchi, ma per il resto c’erano tutti. E’ una vittoria di grande valore, una soddisfazione immensa. E’ un modo per dire che ci sono anch’io negli arrivi di gruppo”.
Il grande favorito della vigilia, Mark Cavendish, la prende con filosofia, forse ancora assuefatto dalle 5 perle del Tour de France: “E’ stato uno sprint un po’ strano . Ma era la mia seconda corsa dopo il Tour e non mi posso lamentare. Ora la Vuelta”. Giusto guardare avanti. Come Belletti, che ha iniziato il suo sogno in maggio vincendo al Giro e ora continua la sua favola trionfando alla Bernocchi, fiducioso in futuro di poter diventare protagonista assoluto negli sprint, i suoi 24 anni stanno dalla sua...per Manuel non è ancora mezzanotte: la sua bici non si è ancora tramutata in zucca.

La vittoria finale del trittico lombardo 2010 è andata invece a Francesco Gavazzi (Lampre-Farnese); suo quindi il diamante del valore di 10.000€, anzi, come ha dichiarato lo donerà alla fidanzata Alessia: ecco la vera Cenerentola di questa ennesima storia di ciclismo.

Ufficiale: Riccò alla Vacansoleil!

Telenovela finita: Riccò ha firmato con la Vacansoleil fino al 31 dicembre 2012. Sfumato l'accordo con la Quickstep che giorni fa sembrava ormai essere andato in porto, ecco l'addio del cobra alla Flaminia. Il modenese correrà per la squadra olandese che quest'anno ha ottenuto ottimi risultati e che nel 2011 ambisce ad una licenza Pro Tour. Sfumano così per Riccò le ultime speranze di partecipare alla Vuelta 2010; se il suo contratto verrà approvato in tempo dall'UCI il suo esordio potrebbe avvenire al Gp Ouest France.
Non è certo lo stesso palcoscenico, ma Riccardo scalpita: vuole correre e tornare ad essere protagonista nei grandi giri nel 2011. Se la Vacansoleil otterrà la tanto ambita licenza Pro Tour per Riccò sarà come trovare il miele, altrimenti ci sarà più salita da percorrere nella divisione Continental. Ha trovato però una squadra che ha con lui in comune elementi essenziali nello sport e nel ciclismo: l'ambizione e la determinazione. La Vacansoleil ha infatti già ingaggiato Devolder (re di due Fiandre), e punta a corridori di livello: con il chiaro obiettivo di puntare al vertice...come Riccò. Ottime premesse per questo matrimonio.


La Geox arriva nel mondo del ciclismo e non lo fa in punta di piedi. Trattativa lampo ed ecco che nel 2011 per la squadra italiana che nascerà dall'ossatura della Footon-Servetto correrà Carlos Sastre: re del Tour 2008, nel 2010 3° alla san Sebastian e 8° al Giro d'Italia. Sono bastate poche parole e una stretta di mano, come ai vecchi tempi. Sastre lascerà la Cervèlo nella quale ha militato per due anni nel post CSC. Lo spagnolo è rimasto piacevolmente colpito dalla serietà e dall'ambizione del progetto e non ci ha pensato due volte. Questo era l'inizio, per la Geox in arrivo altri colpi che faranno parlare di questa squadra ancor prima di vederla all'opera sulla strada.



Come si fa a sostituire Alberto Contador? Clonazione a parte sembra impossibile, in questo momento. In casa Astana hanno allora pensato di guardare avanti, ingaggiando uno dei migliori corridori per corse a tappe in prospettiva futura: Roman Kreuziger vincitore in passato di un Giro di Svizzera, un Romandia e 9° classificato negli ultimi due Tour de France. Il corridore ceco lascerà la Liquigas; squadra con cui è passato professionista nel 2006. Per l'Astana primo colpo, ma rimane ancora aperta la pista che porta a Menchov. Nel frattempo Kreuziger sembra un buon acquisto in prospettiva futura, soprattutto se potrà avere Vinokourov come maestro. Il sole dell'Astana farà bene anche lui?



In Liquigas nel 2011 arriverà Eros Capecchi, che lascerà la Footon-Servetto dopo 3 anni. Per lui un ritorno alla corte di Amadio, che lo fece esordire come stagista nel 2006.

Coppa Agostoni: Gavazzi all'ultimo respiro!

Ci è voluta una bella strigliata di "mister" Bettini per dare la scossa ai nostri corridori, apparsi storditi e impacciati ieri sulle strade della tre valli: primo round del mitologico trittico ciclistico che imfiamma gli animi degi appassionati pochi giorni dopo il cocente sole di ferragosto. Alla coppa Agostoni i nostri si sono svegliati e hanno suonato la carica; a trionfare è stato Francesco Gavazzi (Lampre-Farnese), che si è imposto al fotofinish sul santo protettore di Cadel Evans: Mauro Santambrogio (BMC), e su Luca Paolini (Acqua e Sapone). Finale non adatto ai deboli di cuore, quello della Agostoni, con Gavazzi che è partito ai 200 metri dall'arrivo, dopo il fantastico lavoro del compagno Ponzi, mentre Santambrogio si è involato sulla sinistra e Paolini ha battezzato la corsia destra. Dopo gli straordinari dei commissari di gara ecco il verdetto: Gavazzi vince per circa 10 centimetri! Come sempre la linea tra gloria e rimpianto può essere questione di un sospiro di asfalto.

Per Gavazzi terzo centro stagionale; dopo i successi ottenuti al Giro di Sardegna e al Giro dei Paesi Baschi. Continua la crescita costante di questo ragazzo, che non prende scorciatoie e lavora sodo, fiducioso che un giorno il sudore farà maturare i frutti del proprio talento.

La tre valli è andata a Martin, con rimpianto per i nostri dopo anni di dominio; oggi però ecco il pronto riscatto che porta con se anche buone impressione in chiave mondiale. Certo è prematuro forse, ma Paolini probabilmente sarà il regista nell'avventura di Melbourne, l'uomo d'esperienza della formazione di Bettini. "Santa" e Gavazzi sono nomi che girano da tempo nella mente del Grillo, pronto a pescare a fine settembre i nomi dei convocati; e ben figurare al trittico è sempre un bel biglietto da visita.

Manca però l'ultimo round: la coppa Bernocchi. Gavazzi è in testa alla classifica del trittico, Santambrogio ci crede, molti restano alla finestra per il diamante. Tutti in chiave nazionale.

Arrivo 64a edizione Coppa Agostoni.
1) Francesco Gavazzi (Lampre Farnese) km 186,600 in 4h42'15" media 39,667
2) Mauro Santambrogio (BMC Racing Team)
3) Luca Paolini (Acqua & Sapone)
4) Miguel Angel Rubiano Chavez (Meridiana)
5) Leonardo Bertagnolli (Androni Diquigiovanni)


martedì 17 agosto 2010

NELLA CITTA' DEL CARROCCIO SI IMPONE IL “CELTICO” MARTIN

In un tripudio di bandiere padane fa un certo effetto vedere vincere un ciclista proveniente proprio dalle "mitiche terre celtiche" a cui il movimento di Bossi, che ha la sua roccaforte proprio qui a Varese, guarda con ammirazione. L'irlandese Daniel Martin, dopo aver fatto suo il Giro di Polonia, sembra davvero in condizione strepitosa e va a vincere per distacco una Tre Valli combattuta e decisa all'ultimo km con una brillante progressione che Domenico Pozzovivo non ha saputo contenere. Era dal 2004 che un corridore straniero non faceva sua la celebre corsa varesina, vinta quell'anno dal tedesco Fabian Wegmann. La corsa si è decisa di fatto lungo il circuito di Varese che misurava circa 10 km ed è stato ripetuto per 7 volte. Tutti i tentativi di fuga sono stati annullati dopo che i fuggitivi delle prime ore (Stetina,Wurf, Muto, Laganà e Serry) erano stati ripresi all'ingresso del circuito. Ci ha provato il corridore di casa Ivan Santaromita ma forse la prima sferzata decisa è stata quella di Vincenzo Nibali che ci ha provato due volte: una poco prima dell'ultimo passaggio al traguardo e la seconda subito dopo sempre in un tratto pianeggiante. Prima dell'ultimo strappo erano rimasti a giocarsela circa una quindicina di corridori tra i quali non figuravano Basso, Scarponi e Ballan. Un tenacissimo Marco Pinotti si è portato al comando provando un allungo al quale ha risposto subito Damiano Cunego. Ancora una volta il veronese dopo essersi trovato in testa non ha attaccato speranzoso magari di giocarsi la volata in attesa delle mosse avversarie. Ecco che invece un altro corridore in forma, Domenico Pozzovivo, scatta in faccia al veronese il quale non riesce a tenerne la ruota. Impresa che riesce invece a Martin, già rivale del ciclista lucano in occasione del Brixia Tour. Pozzovivo sembra il più pimpante ma deve alzare bandiera bianca al cospetto del rivale, più brillante nel finale e, alla luce delle dichiarazioni del dopogara, quasi sorpreso dell'impresa personale compiuta. Pizzico di delusione invece per Pozzovivo, il quale potrà certamente dire la sua anche domani ma che ha attaccato forse troppo presto trovandosi stremato nel momento decisivo. Al terzo e quarto posto sono giunti due ciclisti belgi semi-sconosciuti: Baugnies e Van Hecke che hanno preceduto Damiano Cunego. Nibali giunge invece sedicesimo in attesa della tappa di domani dove ce lo aspettiamo nuovamente tra i protagonisti.

VIA AL TRITTICO LOMBARDO 2010

In questi giorni di transizione e spartiacque tra le prestigiose corse a tappe di giugno-luglio e l'ultima parte di stagione finalizzata per alcuni alla Vuelta di Spagna e per altri al mondiale di Melbourne è in programma una corsa che non fa parte del circuito Pro Tour ma che da una decina d'anni, più precisamente dal 1997, calamita l'attenzione degli appassionati nostrani: il Trittico Lombardo. Questa corsa, nonostante la recente denominazione, comprende tre appuntamenti storici del ciclismo italiano: la Tre Valli varesine (dal 1919), la coppa Agostoni (dal 1946) e la coppa Bernocchi (dal 1919). E' stato deciso infatti di assegnare al corridore meglio piazzato dopo le tre corse un ulteriore premio: appunto il Trittico, consistente in un prezioso diamante messo a disposizione dalla Regione Lombardia. Oggi si è partiti con la Tre Valli varesine dove sono state affrontate salite come Brezzo di Bedero e Brinzio teatro del mondiale 2008 vinto da Ballan davanti a Cunego. Proprio i due saranno protagonisti insieme ad altri corridori nostrani come il corridore di casa Ivan Basso, il compagno Vincenzo Nibali e il campione italiano Giovanni Visconti in questa emozionante tregiorni.
Domani sarà la volta della Coppa Agostoni la quale probabilmente decreterà il vincitore dell'ambito diamante. L'anno scorso il successo finale fu ipotecato proprio qui da Mauro Santambrogio (VEDI FOTO) che dopo aver vinto la Tre Valli colse un preziosissimo secondo posto dietro a Visconti. Il tracciato, inedito, è molto duro con ben cinque ascese previste: quella di Onno che precederà l'ascesa al Pian del Tivano (1124m), Madonna del Ghisallo (754m), Colle Brianza e infine l'insidioso strappo di Sirtori quando mancheranno 34 km al traguardo. Attenzione soprattutto ai 13 km in salita del Tivano e ai 7 del Ghisallo che potrebbero lanciare la fuga buona, gli ultimi 25 km invece sono totalmente pianeggianti e condurranno i corridori allo storico traguardo di Lissone.
Il 19 agosto l'ultima corsa in programma sarà la Coppa Bernocchi con partenza ed arrivo a Legnano. Una corsa totalmente pianeggiante e riservata dunque agli sprinters tra i quali il favorito numero uno è Mark Cavendish. Tre giorni di grande ciclismo dunque da seguire con attenzione e con un occhio di riguardo ai ciclisti connazionali desiderosi di mettersi in luce davanti al neo commissario tecnico Paolo Bettini.

lunedì 16 agosto 2010

Tyler Farrar scrive la storia a ferragosto: doppietta ad Amburgo

Un ferragosto speciale per Tyler Farrar (Garmin),  uno di quei giorni da incorniciare, in cui tutto gira per il verso giusto, una volta tanto, e riesci a   dare tutto te stesso. L'americano rinucia a ombrellone e spiaggia, e alla Vattenfall Cyclassics di Amburgo firma una storica doppietta senza precedenti: primo corridore nella corsa tedesca a bissare il successo ottenuto l'anno precedente. Farrar si impone allo sprint davanti al norvegese Boasson Hagen (Sky), che neanche in terra tedesca riesca a staccarsi la scomoda etichetta di eterno piazzato; arriverà anche per lui il giorno in cui tutto girerà per il verso giusto? Completa il podio l'idolo di casa e favorito della vigilia Andrè Greipel (HTC). Italiani purtroppo in vacanza anticipata: Bennati (Luiquigas) chiude 6°, rimanendo ancora lontano dalle prime ruote; Petacchi (Lampre) non partecipa allo sprint. Ci consoliamo con il 10° posto di Marco Marcato; il nuovo che avanza, e che lascia sull'asfalto di Amburgo buoni presagi.

Dopo essersi ritirato da un Tour de France avaro di soddisfazioni, Tyler Farrar conquista un successo prestigioso e storico, candidandosi come anti-Cavendish sulle strade della Vuelta spagnola, prima di godersi un pò di vacanza. Per il prossimo ferragosto invece nessun dubbio: niente ferie, si va ad Amburgo.


domenica 8 agosto 2010

Meritato riposo?

Dopo aver scritto dalla Liegi in poi, con poche pochissime interruzioni, e aver seguito Giro e Tour, ci prendiamo una fugace settimana di vacanza. Stacchiamo la spina da lavoro, "studio" e Blog, per riposarci qualche giorno e ricaricare per quanto possibile le batterie. Si spera. Per noi prevista una breve "corsa a tappe" di una settimana in quel di Jesolo, tra amici. Appena terminato il Giro di Polonia, non sentirete le nostre chiacchiere a ruota libera sul ciclismo per una settimana. Quando riattaccheremo la spina sarà tempo di Vuelta, Spagna, un'altro mese seguendo il nostro sport preferito e tifando lo squalo, quello dello stretto di Messina naturalmente. Quel Vincenzo Nibali che abbiamo ammirato al Giro d'Italia e che ci fa sognare, anzi per scaramanzia diciamo ben sperare, per la corsa spagnola. Beh ora basta chiacchiere, c'è da chiudere quella valigia sul letto. Buone ferie per chi parte, buon lavoro per chi resta, e buoni allenamenti per chi, ne siamo sicuri, non abbandonerà l'amata bicicletta. A presto.

sabato 7 agosto 2010

PRIMO CENTRO PER MARTIN: IL GIRO DI POLONIA E' SUO

E' l'irlandese Daniel Martin (VEDI FOTO) il vincitore del Giro di Polonia 2010, primo centro in una corsa del Pro Tour per il 23enne della Garmin. Martin nipote del celebre Stephen Roche si è fatto così un bel regalo a due settimane dal suo 24esimo compleanno. Un Giro davvero incerto quello polacco che Martin ha ipotecato nella quinta tappa azzeccando la fuga giusta e arrivando tutto sol con 20'' sul gruppetto dei migliori. Oggi nella frazione conclusiva con arrivo a Cracovia l'insidia maggiore era rappresentata dallo sloveno Bole che però non è riuscito a inserirsi tra i velocisti nel rettilineo finale. La vittoria è andata al tedesco Andrè Greipel che fa doppietta dopo il successo conseguito nella seconda frazione a Dabrova Gornizca. Per la cronaca la tappa odierna è stata caratterizzata da una fuga di 3 corridori Morajko, Madrazo e Curvers. Una volta entrarti nel circuito finale di Cracovia lo spagnolo Madrazo tutto solo prova l'allungo. E'un azione coraggioso ma il suo tentativo viene vanificato ai meno 4 km dall'arrivo. Nonostante la strada bagnata non vi sono cadute e la volata finale sorride nuovamente a Greipel che evita il bis a Hutarovich confermandosi miglior sprinter del Giro. Terzo posto per un altro tedesco: Robert Forster. In classifica generale il migliore italiano è Alessandro Ballan che chiude quinto a 21'' da Martin, complimenti anche al 21enne toscano Diego Ulissi che ha terminato la corsa all'ottavo posto.