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"Il ciclismo mi mancherà certo, ma anche io, ne sono convinto, mancherò al ciclismo".

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mercoledì 8 dicembre 2010

Lo squalo chiude il 2010 con un'altra preda

Niente paura amici e lettori di AruotaliberA, non parliamo di ciò che è accaduto sul mar Rosso e della turista tedesca ammazzata dall'animale degli oceani; siamo qui per raccontare la straordinaria stagione dello squalo di Messina, Vincenzo Nibali (26, Liquigas) che conclude la propria annata raccogliendo il premio "Giglio d'oro" come miglior professionista italiano del 2010, precedendo in questa classifica Petacchi, Visconti, Basso e Riccò. 

Da ricordare come il corridore siciliano, toscano di adozione, si aggiudicò tale riconoscimento già nell'anno 2006 nella categoria rivelazione di stagione, premio che quest'anno è andato al suo compagno di team Daniel Oss, giovane trentino in forza alla Liquigas. Inoltre all'evento, svoltosi in provincia di Firenze, sono stati premiati anche il campione italiano Visconti, il vincitore Giro d'Italia Basso, e Fabian Cancellara come miglior atleta straniero, al quale è stata consegnata un'onoreficenza dedicata alla memoria del grande Franco Ballerini. Insomma un'ulteriore gratificazione per Nibali, dopo che pochi giorni fa aveva ricevuto l' "Oscar" di Tuttobici in qualità di miglior atleta dell'anno. Un anno solare da incorniciare è dir poco, in quanto lo stesso Nibali ha dimostrato di essere cresciuto stagione dopo stagione, secondo un lineare percorso formativo sui pedali, senza eccessi o anomalie. Dall'ormai recente ma lontano 2006 ha inanellato sempre qualche vittoria da aggiungere al proprio palmares, che raddoppiava il proprio fatturato di volta in volta, di anno in anno. Fino ad arrivare alla scorsa stagione: nessuno si aspettava da lui un Tour de France come quello del 2009, con la conquista della maglia bianca ed un ottimo 7° posto nella classifica generale finale. Successivamente a quell'inedito e sorprendente exploit le aspettative nei suoi confronti sono aumentate a dismisura sia nell'ambiente ciclistico interno, tra gli addetti ai lavori, sia verso l'esterno nei confronti degli spettatori della strada. La risposta è stata semplicemente stupefacente: dopo anni in cui vedevamo i nostri giovanti talenti italiani naufragare verso la non concretezza di risultati ( vedi Cunego) o peggio, in situazioni eticamente e moralmente poco chiare (vedi Riccò), Vincenzo Nibali ha riportati i tifosi azzurri a sognare per un presente ed un immediato futuro, speranzoso di vittorie di un certo calibro. Un terzo posto al Giro e la vittoria finale della Vuelta sono risultati che, nella stagione in cui veniva chiesto il salto di qualità, delinenano l'identikit di un potenziale vincitore di qualsiasi grande corsa a tappe, il quale può giocarsela o per lo meno tentare di farlo, con tutti: i vari Schleck, Contador, Menchov, Kreuziger ecc.
Nel frattempo, dal ritiro invernale Liquigas, appena concluso in Trentino Alto-Adige, Nibali parla già dei propri avversari che gli daranno battaglia sulle strade del Giro 2011, passando sopra alla formalità che il detentore del titolo sia Ivan Basso, anche se quest'ultimo punterà al Tour. Ma lo squalo di Messina è già lì: pronto a caricarsi di responsabilità per dare il via alla caccia; obiettivo: tutte le gare a portata di divoratore!

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