
Il tempo passa; e le cose cambiano in fretta. Guardate questa foto. Molti ricorderanno esattamente anno e luogo: estate 2004, strade del Tour de France, Ivan Basso e Lance Armstrong..."Le Roi". Il varesino fu l'ultimo rivale del texano, o meglio l'unico a tenere le sue ruote in salita, negli ultimi due Tour (2004 e 2005) corsi e vinti dall'americano...anzi...l'americain come lo chiamano i transalpini. Per Ivan la Grand Boucle è stata una scuola di cislismo fin da quando correva nelle file della Fassa Bortolo. Dai primi anni 2000 infatti sacrificò la partecipazione al Giro per farsi le ossa al Tour. E i frutti si iniziarono a vedere ben presto: 11° nel 2002 e maglia bianca come miglior giovane, 7° nel 2003, poi sul podio 3° nel 2004 e infine 2° nel 2005. Gli mancava il passo finale per la maturazione completa da giovane talento a campione. Sul podio del Tour 2005 sui campi elisi davanti a migliaia di persone "Le roi" parlando al microfono incoronò Basso suo naturale successore. Dopo aver osservato e studiato Armstrong per anni ora Ivan era pronto a prendersi il gradino più alto della corsa più importante del panorama ciclistico internazionale e diventare il più grande corridore di corse a tappe. Il futuro era suo...ma le cose cambiano in fretta, e Ivan l'ha imparato a sue spese. Nel 2006 si presenta al Giro e lo vince. Da dominatore. In pieno stile Armstrong. A pochi giorni dall'inizio del Tour che lo vedeva come favorito principale esplode però l'operation Puerto che coinvolge lui e molti grandi nomi del ciclismo professionistico e deve rinunciare alla partecipazione. Dopo qualche mese ammette le proprie responsabilità (tentato doping) e viene condannato a 2 anni di squalifica. All'epoca dei fatti Ivan era la più grande speranza del ciclismo italiano per le corse a tappe e il corridore più amato e seguito. Ivan si allena duramente e sconta la squalifica, ma manco a dirlo il 24 ottobre 2008, data del suo rientro, tutto è cambiato. Il suo ex gregario Sastre nel frattempo ha vinto un Tour, Valverde inspiegabilmente è diventato competitivo nelle corse di tre settimane, Di Luca si è specializzato nella "caccia al Giro", e soprattutto è esploso il fenomento Contador, corridore destinato a lasciare il segno nella storia di questo sport. Per non parlare della maturazione di Andy Schleck. Concorrenza agguerrita quindi per non parlare di media e tifosi divisi tra chi lo ama ancora e chi lo critica duramente. La Liquigas gli da fiducia e lo ingaggia. Nella prima stagione al suo rientro chiude 5° al Giro e 4° alla Vuelta. Bicchiere mezzo pieno: unico corridore nel 2009 a piazzarsi tra i primi dieci in due corse a tappe del Grande Slam. Bicchiere mezzo vuoto: in salita sta con i migliori, ma gli manca lo spunto per staccare e attaccare, lo spunto vincente quello che fa la differenza tra un successo e una"partecipazione". E quella tra vittoria e sconfitta lo sappiamo è una linea molto sottile. Insomma Ivan torna ed è protagonista, ma non vince. Certo serve tempo per ritrovare il ritmo gara, la cattiveria agonistica, e la forma psicologica e fisica per poter vincere, ma nel frattempo i maligni fanno paragoni tra il prima e il dopo senza forse tener conto del continuo divenire delle cose.

Ora guardate invece questa foto. Questo è Ivan oggi. Si presenta al Giro per vincerlo, per riprendere la sua carriera li dove l'aveva lasciata prima di intraprendere la strada della superbia e della furbizia. Torna per fare ciò che sa fare meglio e forse anche un pò, anche se non lo ha mai ammesso, per dimostrare che nella vita si può cadere; si può fare tanto male a se stessi e a chi si vuole bene; ma anche che ci si può rialzare e tornare più forti dopo aver imparato dai propri errori. E' consapevole che quella macchia dalla sua carriera nessuno gliela toglierà, ma col suo talento, la sua esperienza e il suo carattere vuole scrivere nuove pagine di sport, prima al Giro e poi in quella che è stata la sua scuola: il Tour de France. Correrà da Leader della Liquigas, lui che ha imparato a vincere da Armstrong e che avrà in squadra il giovane Nibali che potrebbe e vorrebbe imparare da lui. Certo dopo il Romandia c'è qualche dubbio sulla preparazione e certamente Evans sulla carta partirà favorito...ma le cose cambiano in fretta...Ivan lo sa...
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